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Un Ponte per Shatila

Delegazione Libano in ottobre 2003

(2 Settembre 2003)

Cari/e amici/amiche,

Da diversi anni ormai è attiva la campagna “Un Ponte per Shatila” che si ripropone di tenere viva la sensibilizzazione e l’attenzione sulla questione dei profughi palestinesi in Libano, dove, da oltre 55 anni sono costretti a vivere in 12 campi (altri campi sono stati distrutti durante la guerra civile o durante l’invasione israeliana).

Nell’ambito di questa iniziativa, Un Ponte per Shatila invita amici/che a partecipare a una visita di studio nei campi profughi palestinesi che si svolgerà orientativamente dal 19 al 26 Ottobre 2003 e che prevedrà:

- visita all’asilo di Bourj el Barajneh e di Nahr el Bared. Durante la visita si prevede la consegna del materiale proveniente dalle strutture gemellate in Italia e la elaborazione del materiale da riportare in Italia;
- a Nahr el Bared verrà consegnerà la prima rata della quota raccolta tra i dipendenti ENEA che hanno deciso di sostenere l’asilo;
- visita ai principali campi profughi palestinesi: Shatila, Bourj el Barajneh, Mar Elias, Rashidie, Bourj el Shemalj, Nahr el Bared, Beddawi, Ein el Helwey;
- per i sostenitori di bambini nell’ambito del progetto Family Happiness, una visita al bambino/a sostenuto/a;
- incontri con associazioni e organizzazioni politiche palestinesi e libanesi;
- una giornata turistica dedicata alla visita del sito archeologico di Baalbek e alla riserva di cedri sul monte Chouff.

La visita viene organizzata con la collaborazione fondamentale dell’associazione partner Beit Atfal Assomud che si occuperà della logistica locale.
Il programma dettagliato della iniziativa verrà comunicano non appena si avrà un quadro completo del numero dei partecipanti.

La quota di partecipazione, per un gruppo composto da almeno 15 persone, è di Euro 500 e comprende il viaggio aereo per/da Beirut e gli spostamenti interni con pulmino. La quota potrà subire variazioni (in più o in meno) a seconda delle offerte e delle tariffe applicate dalle compagnie aeree al momento della partenza.
Il costo dell’alloggio verrà saldato direttamente dai partecipanti sul posto. Sarà cura della organizzazione fornire alcune alternative per quanto riguarda l’albergo e prenotare i relativi posti. I pasti saranno a cura dei partecipanti.

Per aderire:
- inviare una e-mail o telefonare a: Maria Cappello (mari.cappello@tiscali.it; 06-6780808) presso la sede di Un Ponte per…, indicando nominativo, data di nascita, n. di passaporto
- contattare telefonicamente Paola Salvi presso la sede di Un Ponte Per... al n. 06-6780808
- inviare comunicazione a: Un Ponte Per..., Via della Guglia 69a, 00186 Roma.

IMPORTANTE: Si ricorda che per entrare in Libano è necessario che il passaporto non contenga nessun visto di ingresso in Israele. In questo caso il/la partecipante deve provvedere a fare un passaporto nuovo. Il visto di ingresso in Libano si fa all’arrivo e costa 25.000 lire libanesi per una settimana (circa 16 Euro).

Scadenze:
6 settembre - adesione;
20 settembre - pagamento dell’acconto di 300 Euro sul ccp 59927004 int. A Un Ponte per..., Via Della Guglia 69/A, 00186 Roma;
30 settembre - saldo.

Per informazioni:
Maria Cappello: mari.cappello@tiscali.it
Paola Salvi posta@unponteper.it 06-6780808
Carlo Pona: carlopona@libero.it 329-1134224.

Appendice:

All’interno dei campi profughi palestinesi in Libano si riscontrano evidenti e urgenti problemi:

1. La Restrizione di spazio e Sovraffollamento dei campi crea una situazione di forte insicurezza e le condizioni di vita sono pessime, manca l’elettricità e l’acqua potabile.
2. La Crisi delle strutture sanitarie: l’agenzia delle Nazioni Unite per i profughi e il lavoro, UNRWA stima "gravissimo" il problema della sanità per i profughi palestinesi in Libano; e assolutamente insufficiente viene considerato l’accesso agli ospedali e ai servizi sanitari;
3. La Disoccupazione è gravissima sia per la chiusura di molte industrie in loco, che per la assoluta mancanza di politiche governative a favore dei rifugiati palestinesi, che per le restrizioni all’accesso ai mestieri di cui sopra.
4. Il grave problema dell’educazione: Il numero dei bambini palestinesi che accedono ai servizi educativi si va riducendo sensibilmente di anno in anno. La dimensione stessa di questo fenomeno è a detta dell’UNRWA sconosciuta. Le classi sono spesso superaffollate;
5. Declino di aiuti esterni: UNRWA si è vista ridurre pesantemente i sussidi a sua disposizione e che consentivano l’implementazione di diversi programmi educativi e sanitari.

Un Ponte per Shatila sta portando avanti alcune iniziative dirette alla solidarietà e alla sensibilizzazione:
- la Campagna per non dimenticare Sabra e Shatila, per tenere vivo il ricordo del massacro del 1982 e sensibilizzare sulla situazione umanitaria insostenibile dei profughi palestinesi;
- il progetto Family Happiness che fornisce un sostegno economico a oltre 45 bambini, prevalentemente orfani, di famiglie particolarmente bisognose per consentire loro l’accesso allo studio e alle cure sanitarie più urgenti;
- il sostegno economico ai giardini d’infanzia dell’associazione palestinese Beit Atfal Assomoud all’interno dei campi profughi di Bourj El Barajneh (Beirut) e di Nahr el Bared (Tripoli);
- i gemellaggi tra gli stessi giardini d’infanzia e due analoghe strutture in Italia, a Pian di Macina (Bologna) e a Monterotondo (Roma) che vede coinvolti diverse centinaia di bambini tra 3 e 6 anni;
- Il sostegno alle cliniche dentistiche a Shatila (Beirut) e a Rashidie (al Sud, vicino al confine israeliano);
- la realizzazione in corso di un laboratorio di fotografia a Bourj el Barajneh, come primo stadio di una struttura che riesca a dare una opportunità lavorativa e di svago ai giovani palestinesi.

Altre informazioni sul sito di Un Ponte per: http://www.unponteper.it

Un ponte per...

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