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Pace, lavoro e libertà

Pace, lavoro e libertà

(16 Ottobre 2010) Enzo Apicella
Manifestazione nazionale della FIOM

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26.1.2011 - 28 gennaio sciopero Fiom: Appello dalla Sardegna

(26 Gennaio 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.rete28aprile.it

Nell'ottica della costruzione della giornata del 28 come giornata di lotta unitaria e generalizzata, portiamo a vostra conoscenza l'appello che segue che ci giunge dalla Sardegna. (...)

La giornata del 28 gennaio assume un'importanza molto più ampia di quella rappresentata dallo sciopero di una grande categoria di lavoratori o da uno sciopero generale indetto da sindacati di base. L'appello ad una vasta partecipazione capace di portare in piazza aree estese del mondo del lavoro, precari, studenti, giovani, ecc. è motivato dal fatto a tutti evidente che siamo al crocevia di una fase decisiva di vera e propria lotta di classe, intesa oggi come strategia di aggressione condotta dai soggetti più forti dell'estremismo padronale contro principi irrinunciabili della vita sociale e contro essenziali fondamenti costituzionali.

La strenua resistenza condotta a Mirafiori dalla FIOM, dalla USB, dalla Confederazione dei COBAS e da numerose organizzazioni politiche e strutture di movimento sono la dimostrazione sul campo del significato della posta in gioco: per tutti i soggetti di prima linea in questo scontro, e in primo luogo per la FIOM, deve essere motivo di orgoglio e non certo di disappunto l'ampiezza e la pluralità che hanno generalizzato il significato di questa lotta.

Il programma delle manifestazioni previste per il 28 gennaio non deve, non deve, disconoscere la lezione di quei giorni, una lezione indisponibile per un uso escludente e per un titolo di esclusiva: semplicemente non se ne ha diritto. A maggior ragione in Sardegna, dove la FIOM e la FLM hanno costituito per anni un importante riferimento alle lotte dei lavoratori e dove oggi, in questo specifico esito storico, si pagano duramente i danni di un processo secolare segnato dal furto di risorse materiali e umane che sta portando, oltre che al disastro dei poli industriali, alla desertificazione di vaste parti del territorio.

A Cagliari in particolare, dove diversamente da altre situazioni i soggetti promotori (sia dello sciopero di categoria che dello sciopero generale) si trovano a condividere la stessa città, sarebbe catastrofica e affatto episodica l'eventuale autocostrizione a due separate e contemporanee manifestazioni. Il prezzo del disorientamento e della forzatura su soggetti non direttamente sindacalizzati (precari, disoccupati, studenti ecc.) e sull'opinione pubblica sarebbe straordinariamente grave. Chi avesse in animo di assumersi tale responsabilità dovrebbe almeno farlo pubblicamente e non semplicemente ignorando con il silenzio questo appello all'unità di azione.

Per tale ragione sosteniamo l'appello ad una manifestazione unitaria, nella quale ogni soggetto in campo possa riconoscersi con le bandiere e la visione politica della propria organizzazione, all'interno di un codice di lealtà reciproca che si pone oggi come un dovere immediato. Rivolgiamo in primo luogo questo appello alla direzione regionale della FIOM in quanto questa organizzazione è venuta a costituire il riferimento più importante di questa pagina di storia, e ne porta dunque in sé la più forte responsabilità.

Seguono le prime 50 firme di adesione

Manuela Lucchesu, Gian Luigi Deiana, Vincenzo Pillai


Alessandra Giarrusso, Antonello Tiddia, Erwin Ibarra, Palmiro Pilloni, Stefania Abis, Franca Milia, Franceschino Nieddu, Stefania Mannoni, Maria Luisa Piras, Rossana Orrù, Ignazio Ibba, Marco Contu, Franco Floris, Anna Luigia Moica, Tomasina Massa, Gesuina Pili, Francesca Solinas, Piero Zanda, Peppino Floris, Antonella Barmina, Davide Pinna, Davide Schirru, Rita Cuccu, Natalina Cardia, Fabrizio Ortu, Yol Deiana, Gabriella Cuccu, Luciana Pintus, Mario Corrias, Giorgio Garau, Rosalba Cau, Salvatore Meli, Alberto Atzori, Antonio Ippolito, Alessandro Cauli, Ernesto Piras, Francesco Carta, Alessio Deiana


Assemblea di movimento di Oristano del 21 gennaio, Federazione della Sinistra, Sinistra Critica, Giovani Comunisti, Giovani Italia dei Valori, Collettivo studentesco, Coordinamento Precari Scuola, Collettivo marxista-leninista di Nuoro, Comitato antinucleare di Solarussa, Casa del Popolo di Bosa, Associazione Anderas di Bosa, Circolo rifondazione comunista Teresa Noce

24 gennaio 2011

Rete del 28 aprile per l'indipendenza e la democrazia sindacale

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