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Si apre una finestra sui metodi della polizia italiana

(14 Maggio 2010) Enzo Apicella
I TG trasmettono l'intervista a Stefano Gugliotta, che porta i segni del pestaggio immotivato da parte della polizia

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Libertade pro Bruno indipendentista presoneri

Volantino per la manifestazione del 11 giugno a Sassari per la liberazione di Bruno Bellomonte e gli altri compagni

(1 Giugno 2011)

LIBERTADE PRO BRUNO PRESONERIS SARDOS IN SARDIGNA LIBERTADE PRO SU POPULU SARDU
Manifestazione nazionale – Sassari – 11 Giungo 2011 ore 16:30, partenza Emiciclo – conclusione Tribunale

Bruno Bellomonte

Bruno Bellomonte è stato arrestato il 10 Giugno 2009 a Roma dalla repressione dello Stato italiano. L'accusa é che stesse progettando un attentato con imprecisati modellini radiocomandati in occasione del G8 che si sarebbe dovuto tenere un mese dopo all'isola de La Maddalena in Sardegna e di voler ricostruire, insieme ad altre persone messe nello stesso calderone giudiziario, le BR. Conosciamo il sistema repressivo italiano da anni, già nel 2006, 10 dei nostri compagni, tra cui Bruno, furono arrestati e poi scarcerati dopo 10 mesi. In quel caso Bruno uscì per primo, perchè aveva potuto dimostrare tramite un visto sul passaporto, di non trovarsi nel luogo dell'intercettazione che gli era addebitata con sicurezza dagli agenti della Digos, ma bensì in viaggio per vacanza. Gli inquirenti erano pronti a dargli anni di carcere su una falsità inventata ad hoc per incastrarlo.

Questa volta si è voluto puntare ancora più in alto, negare la reale militanza politica di Bruno all'interno della lotta di liberazione nazionale sarda ed addirittura tentare di far credere che Bruno lavorasse per un'organizzazione italiana. Tentando così di isolarlo dalla sua organizzazione, e dal mondo indipendentista con cui ha sempre lottato.

Sono passati due lunghissimi anni in cui Bruno è stato licenziato dal suo posto di lavoro, prima ancora di essere condannato; ha aspettato per 15 mesi l'inizio del processo tenuto a carcere duro a Catanzaro, nel punto più lontano dalla sua terra, ed ora si trova a Viterbo, dove continua ad essere in galera. Nonostante contro di lui non vi sia alcuna prova, nonostante nessun piano per nessun attentato sia stato provato, nonostante nessun mezzo utile a tale scopo sia stato trovato, nonostante la fattibilità delle ipotesi tecniche accusatrici non sia stata dimostrata. Non gli viene concesso di dimostrare da persona libera che ciò di cui viene accusato sono solo fantasie degli investigatori.

Nel periodo in cui è stato arrestato Bruno era impegnato come nostro dirigente nazionale, insieme alla nostra ad altre organizzazioni indipendentiste, nella costruzione di un contro-vertice in occasione del G8, per parlare dei problemi sociali e politici che stiamo vedendo vivere in tutto il mondo, e in maniera particolare nella nostra terra. Volevamo parlare di questo ma gli ambienti repressivi dello Stato centrale hanno visto l'occasione di gettare discredito contro parte del movimento di liberazione nazionale sardo e di costruire un'altra vetrina per gli inquirenti.

In questa vetrina, in questo sporco gioco, ha perso la vita una delle persone coinvolte, Luigi Fallico, dipinto sui mezzi di informazione come ex-brigatista. Anche quest'accusa non è mai stata provata nemmeno in passato eppure ad ogni articolo nei principali mezzi di informazione veniva associato al brigatismo rosso. Luigi Fallico non é morto per caso, è stato lasciato morire di infarto in cella, nonostante da giorni gli fossero stati riscontrati i sintomi della degenerazione a cui stata andando incontro. Non gli sono state concesse nemmeno le cure in ospedale.

L'11 Giugno 2011 a Manca pro s'Indipendentzia invita ad una manifestazione nazionale a Sassari tutti i movimenti indipendentisti e tutte le persone oneste e rette, il nostro popolo, per manifestare e chiedere la liberazione del nostro dirigente.

a Manca pro s'Indipendentzia

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