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Zuccotti Park

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(16 Novembre 2011) Enzo Apicella
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Di fronte al piano dei padroni, un piano di lotta per i lavoratori

dalla Francia

(26 Giugno 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.webalice.it/mario.gangarossa

Dopo la rivelazione da parte della CGT del « piano segreto » di PSA che progetta la chiusura di 3 fabbriche di Aulnay, Sevelnord e Madrid, cioè la soppressione di 9 000 posti, Fillon e Besson hanno cominciato a dire che sarebbe “inaccettabile” , dal momento che lo stato “ha prestato 6 miliardi di euro a Peugeot e Renault nel momento peggiore della crisi ». Poi si sono detti « rassicurati » dalle dichiarazioni di PSA. Ma sono tutti mentitori, e la direzione di PSA, del resto, non ha smentito nulla.

Le chiusure non sono « all’ordine del giorno » giura. Ma il suo piano le prevede tuttavia per il 2013-2014 ! Il giornale "Mediapart" conferma del resto le rivelazioni della CGT, sulla base di un altro documento interno di PSA, ancor più particolareggiato ! Quest’ultimo documento valuta il costo del futuro piano di licenziamenti degli operai d’Aulnay a 184 milioni di euro, ma 306 milioni entreranno nelle casse di PSA per la vendita del terreno della fabbrica, cioè il doppio del costo del piano sociale ! E quanto il gruppo conta di guadagnare con la chiusura della fabbrica di Madrid, soltanto con la liberazione dei terreni che si potrebbero vendere a peso d’ora?

Queste chiusure previste fanno seguito alla soppressione della metà degli effettivi di Aulnay in dieci anni, la soppressione delle squadre della notte e del week-end, l’abbassamento della produzione (pur funzionando a pieno regime) per fare impennare la produzione della fabbrica PSA di Poissy dove la direzione vuole imporre pure aumenti dei ritmi. Poissy ricupererebbe la produzione di Aulnay, Vigo quella di Madrid. La disoccupazione per gli uni, il sovraccarico di lavoro per gli altri ! Quanto alla fabbrica di Sevelnord, che contava 3.500 salariati alla sua creazione, non ne conta già più di 2.800.

Eppure la fabbrica fu aperta meno di venti anni fa a colpi di sovvenzioni statali, col pretesto d’aiutare la regione Nord-Pas di Calais rovinata da licenziamenti massicci. Con diverse sovvenzioni, Sevelnord aveva intascato dallo stato l’equivalente di 45 000 € per ogni posto creato o ricreato, perché Sevelnord sostituiva una fabbrica PSA nello stesso posto, e delle fabbriche Chausson (filiale comune a PSA e Renault) di cui Sevelnord riprendeva una parte delle attività. Renault, dal canto suo, ha vuotato di circa la metà la fabbrica di Flins, e annuncia che la fabbricazione, a Flins, di batterie per le sue future vetture elettriche sarebbe rinviata « per ragioni tecniche ». Non si fa più nulla dei 500 posti promessi, quando il progetto era largamente sovvenzionato dallo stato, che versava la metà dell’investimento,125 milioni di euro.

I padroni hanno i loro piani, che macchinano in segreto perché temono le nostre reazioni. Ma quello del PSA è oggi sulla pubblica piazza, e non è giunto alle orecchie di sordi! La chiusura di fabbriche come Aulnay e Sevelnord, tra le più grandi del dipartimento della Seine-Saint Denis o del Nord, tocca in pieno i lavoratori delle imprese dei subappalti, dei servizi e del commercio che vi sono collegati, cioè migliaia di altri posti. Il Nord-Pas di Calais ha già perduto 7000 posti soltanto nel settore auto tra il 2008 e oggi. Tocca in pieno i giovani operai di questa regione che contano già uno dei più alti tassi di disoccupazione. E i governanti e i loro amici padroni avranno poi la faccia tosta di parlare di insicurezza e di violenza nelle periferie !

I lavoratori dell’automobile, ma anche quelli di altri settori, devono sostenersi a vicenda e prepararsi a una seria risposta contro questi grandi padroni canaglie. La CGT del Nord-Pas di Calais chiama fin da ora i lavoratori dell’auto, costruttori e dei subappalti della regione a una giornata di sciopero il 7 luglio prossimo con una manifestazione a Valenciennes.

Tutti insieme, per l’interdizione dei licenziamenti, la divisione del lavoro tra tutti, l’aumento generale dei salari, che strapperemo imponendo anche il nostro controllo dei conti e dei progetti delle grandi imprese.

Editoriale del bollettino di fabbrica "l’Etincelle" pubblicato dalla frazione di minoranza di Lutte Ouvrière - 20 giugno 2011

http://www.convergencesrevolutionnaires.org

traduzione di Michele Basso

Convergences Révolutionnaires

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