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Che Guevara

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Miguel Romero, el Moro, ci ha lasciato

(27 Gennaio 2014)

elmoro

Miguel Romero, il compagno della Stato Spagnolo a cui siamo stati uniti da tante battaglie, ci ha lasciato il 26 gennaio, portato via da una malattia contro cui ha lottato fino alla fine, non smettendo mai l’attività politica e il suo impegno militante. I più vecchi di noi lo ricordano fin dagli anni’70, negli incontri internazionali e leggendo i suoi articoli su quanto stava avvenendo nel suo paese; molti compagni di Torino ricordano il suo impegno nel sostenere l’esperienza costruita tra i nostri militanti operai della Fiat e quelli della Seat di Barcellona intorno al giornale comune (nelle due lingue), “Stessa Lotta-Misma Lucha” alla fine degli anni ’70 mentre si avvicinava lo scontro dell’autunno ’80.

Tanti di noi ricordano infine la sua partecipazione al seminario di Sinistra Critica nel settembre del 2011, dove con la sua abituale lucidità e passione, raccontò dell’esperienza del movimento occupy del 15 maggio delle piazze spagnole.

Alle compagne e ai compagni di Izquierda anticapitalista esprimiamo la commossa solidarietà della nostra organizzazione, di tutte/i le/i sue/suoi militanti.

Per ricordare la figura e la militanza di el Moro riprendiamo l’articolo comparso sul sito nell’NPA francese.


di Paco Robs e François Sabado

Per noi militanti della Quarta Internazionale di questi ultimi quaranta anni, Moro, è sempre stato un riferimento militante. E’ stato uno dei fondatori della Liga Comunista Revolucionaria, la sezione spagnola della Quarta Internazionale negli anni 70. Aveva partecipato verso la fine degli anni ‘60 alle organizzazioni del movimento studentesco di Madrid, specificatamente al FLP (fronte di liberazione popolare) contro la dittatura franchista.

Il Moro è stato uno di quei giovani studenti espressione della radicalizzazione della gioventù negli anni ’60 che hanno legato il loro impegno contro il franchismo alle ascese rivoluzionarie di quel periodo, dal Maggio ’68 alla lotta di liberazione del popolo vietnamita e alla primavera di Praga. Era profondamente internazionalista. Il maggio ’68, l’intervento della JCR (Jeunesse communiste révolutionnaire) e i primi anni della Ligue communiste in Francia lo portarono a lavorare con la IV Internazionale. E’ stato il principale dirigente della LCR spagnola durante tutti gli anni della clandestinità e durante il periodo di transizione post-franchista. E’ stato poi, contro corrente al “disincanto” successivo alla fine della dittatura franchista, uno degli animatori della LCR, anche al di là dell’ambito della sinistra rivoluzionaria dello Stato Spagnolo.

Il Moro è stato anche uno dei principali animatori della IV Internazionale non solo in Europa, ma anche in America Latina, dove ha partecipato a una serie di dibattiti strategici sulla rivoluzione latino-americana, soprattutto in America Centrale. Ha contribuito, insieme a Daniel Bensaid, a cui l’univa una vera complicità politica e una profonda amicizia, alla costruzione delle sezioni dell’Internazionale, in Bolivia, Messico e Brasile. Ha successivamente scelto di proseguire il suo impegno politico creando la rivista Viento Sur, diventata punto di riferimento per la qualità e per l’apertura intellettuale e politica. L’ha diretta e animata fino alla fine della sua vita, malgrado il tumore che lo lacerava e le forze che si esaurivano.

Con la nascita di Izquierda anticapitalista è comparsa un’organizzazione che si faceva carico delle battaglie che aveva sempre condiviso e le ha dato tutto il sostegno di cui si sentiva capace.
Moro è stato per la nostra generazione un esempio di ciò che significa l’impegno politico. Dalla clandestinità alla costruzione quotidiana delle organizzazioni rivoluzionarie, Moro era sempre presente. Lontano da ogni forma di dogmatismo e di settarismo, ricercava in tutte le esperienze rivoluzionarie ciò che poteva cambiare le cose, ciò che poteva condurre a realizzare politiche concrete. Ma è stato soprattutto un esempio nelle relazioni militanti: un profondo rispetto degli individui, la ricerca di ciò che unisce piuttosto ciò che divide e una profonda simpatia.

anticapitalista.org

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