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Dal ghetto in rivolta di Baltimora il grido torni ad essere: "Proletari di tutto il mondo, unitevi!"

(29 Aprile 2015)

Dopo l’ennesimo assassinio di un giovane nero da parte delle “forze dell’ordine” di Baltimora, la comunità afroamericana è tornata nelle strade per esprimere la propria rabbia, com’è successo più e più volte, in casi analoghi, negli ultimi mesi. Ci sono stati cortei, scontri, incendi, feriti e arrestati. E’ stata chiamata la Guardia Nazionale, proclamato lo stato d’emergenza, introdotto il coprifuoco notturno per una settimana...

Media, osservatori, istituzioni parlano di “disordini razziali”. Ma la sostanza di questi moti, le loro radici, sono in realtà di classe. Insieme a quelli latino-americani, i proletari neri costituiscono il settore più sfruttato, oppresso, marginalizzato del proletariato USA. Sono nostri fratelli di classe. Faticosamente, nel più totale isolamento politico, essi reagiscono come possono all’attacco che, a tutti i livelli (sul posto di lavoro, nelle periferie urbane, alle frontiere terrestri e marittime) e con tutti i mezzi (la quotidiana e aperta repressione poliziesco-militare, l’oppressione delle ideologie laiche e religiose, i feticci democratico-parlamentari, la distruzione e autodistruzione individuale, le “guerre fra poveri” alimentate ad arte), viene condotto da sempre dal capitale, in pace come in guerra, in tempi di prosperità come in tempi di crisi. A loro va la nostra piena solidarietà.

La parola d’ordine per i proletari di tutto il mondo, qualunque sia il colore della loro pelle o la loro provenienza, torni dunque a essere quella dell’unità di classe contro ogni barriera e divisione, quella della lotta comune per abbattere finalmente il modo di produzione capitalistico, che affama, distrugge, massacra. Soprattutto, torni a farsi sentire la necessità urgente e improrogabile del rafforzamento e radicamento a livello mondiale del partito rivoluzionario, senza la cui guida e organizzazione, senza il cui programma e la cui prospettiva rivoluzionaria, anche le rivolte più estese e generose rischiano di tramutarsi in un altro, tragico bagno di sangue proletario.

28 aprile 2015

Partito comunista internazionale
(il programma comunista)

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