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Trayvon

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Balle poliziesche e collusione sociale:
Primo Maggio 2015 a Milano

(14 Marzo 2019)

Con un certo sconcerto (ma non troppo), mi sono meravigliato (ma non troppo) che comp. (veri o presunti) non abbiano dato risalto alla notizia apparsa sul «Corriere della Sera» del 12 marzo 2019, riguardo alla manifestazione del Primo maggio 2015 a Milano, caratterizzata dalla protesta contro l’inaugurazione dell’Expo.

La notizia parla della montatura poliziesca imbastita per fare qualche arresto eccellente, vedi: https://milano.corriere.it/19_marzo_12/scontri-no-expo-quattro-poliziotti-il-processo-dissero-falso-175ae38e-449c-11e9-b3b0-2162e8762643.shtml.

Volarono alcuni petardi, bruciarono quattro automobili (molto fumo poco arrosto), e si scandalizzò. il buon sindaco Giuliano Pisapia (sedicente sinistrorso, ma avvocato ben retribuito dai padroni, vedi il caso Marlane: http://archivio.vicenzapiu.com/leggi/giuliano-pisapia-linaffidabile-difende-poi-lascia-quindi-fa-riprendere-dal-suo-studio-la-difesa-degli-imputati-per-il-processo-marlane-marzotto-e-oggi) E, per qualche scritta sui muri delle case dei ricchi, Pisapia sentenziò: «Nessuno tocchi Milano». Subito, la piccola borghesia benpensante meneghina, con i soliti guitti in servizio permanente effettivo, si mobilitò con spugne e spugnette per pulire i sacri muri «profanati» dai vandali (vedi: https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/nessuno-tocchi-milano-1.914874). Uno squallido rituale che, ai pochi che hanno memoria storica, evoca la mobilitazione dei fascisti milanesi nei primi anni Venti.

La sceneggiata pisapiana fu accompagnata da spettacolari arresti degli immancabili black bloc, «provenienti dai quattro angoli del mondo», secondo la Questura (la stessa sceneggiata di Genova non global 2001, allora con la regia del cuginetto di Giuliano Pisapia, Vittorio Agnoletto. Vizio di famiglia?).

Benpensanti a parte, ci furono alcuni presunti compagnucci di vario colore politico che, implicitamente, contribuirono alla caccia alle streghe contro i «provocatori» e i PREVARICATORI, rei di avergli rovinato la manifestazione/festa. Stendiamo un velo pietoso (ma non troppo).

Costoro, i compagnucci, contribuirono alle gioie carcerarie cui furono sottoposti gli arrestati (provocatori/prevaricatori). Ma, soprattutto, contribuirono al soffocante clima affaristico/repressivo, oggi imperante a Milano: turismo demente in una città militarizzata. E questo non si perdona!

I danni, i proletari li stanno pagando, e salati, soprattutto riguardo alla scottante questione delle abitazioni: prezzi alle stelle e sgomberi a raffica! A Milano, una casa di 60mq costa il doppio che a Torino (vedi: «L’Economia del Corriere della Sera», 11 marzo 2019, p. 45). Mentre il lavoro, oltre che precario, è rischioso, e non solo per i rider. Dulcis in fundo, al degrado sociale, si aggiunge, inevitabilmente, il crescente degrado ambientale, condito con le inevitabili patologie di ogni ordine e grado. E questo sfracello, grazie all’Expo di Pisapia, Sala & Co. Non che prima fossero rose e fiori...

Questa è Milano. E per evitare la prevedibile sciagura delle Olimpiadi, non ci resta che pregare un dio che non c’è. Se lo sono già comprato!

Milano, 14 marzo 2019

d. e.

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