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ACCORDI SUL CAMBIO DI GESTIONE E APPALTO nel settore scolastico-educativo (Aec-Oepa): quello della cooperativa sociale EUREKA I è un esempio da seguire?

(19 Ottobre 2019)

IL 24 OTTOBRE DALLE 15 ALLE 19, PARTECIPIAMO AL PRESIDIO CITTADINO A ROMA A PIAZZA MADONNA DI LORETO (già preavvisato e “autorizzato”)

comunicatousi

L’accordo è stato sottoscritto a settembre 2019, poco prima dell’inizio di questo Anno Scolastico 2019 2020.
Ne parliamo adesso, con osservazioni e riflessioni dal sindacato autorganizzato e autogestito Usi, che è stato promotore della procedura e ha condiviso il percorso con Usb, sul caso del cambio di appalto/gestione sottoscritto secondo la corretta procedura di cui all’articolo 37 CCNL Coop sociali, Cooperativa sociale Eureka I di Roma come subentrante, servizio dove lavorano Aec- Oepa (assistenza scolastica ad alunni-e con disabilità nelle scuole) nel Municipio 14 di Roma Capitale, come un esempio corretto e “virtuoso” di come si fanno regolarmente, con efficacia vincolante e validità a tutti gli effetti giuridici, contrattuali e sindacali, i cambi di gestione pur se svolti da sindacati non firmatari del CCNL, ma “comparativamente rappresentativi” a livello aziendale e con i giusti meccanismi a livello giuridico legale.
Va rilevato, inoltre, l’apporto fornito da lavoratori e lavoratrici che sono stati assorbiti, provenienti da altra cooperativa, che hanno dato informazioni e notizie che si sono rivelate utili, per la formalizzazione dell’accordo e la chiusura proficua della procedura, senza quindi rimanere passivi e in attesa del “miracolo” come avviene in molte altre occasioni simili, ma con l’accortezza e la comprensione che si tratta del loro inserimento e assorbimento, quando le condizioni dell’appalto e del bando di gara sono minimamente dignitose (ma si potrebbe fare di meglio, da parte di committenti pubblici e sempre che non si riesca a vincere la battaglia politico culturale e anche sindacale, della RI-PUBBLICIZZAZIONE di tale servizio scolastico, dicesi internalizzazione con la delibera di iniziativa popolare sostenuta da oltre dodicimila firme, in corso di approvazione dell’Assemblea Capitolina di Roma Capitale, che deve metterla in votazione entro metà di dicembre 2019).
In allegato e parte integrante di questo comunicato e documento, il testo dell’accordo sindacale sottoscritto (le Rsa di Usb e di Usi, sono attive da anni in questa cooperativa e hanno contribuito, assistite dalle strutture intercategoriali, al raggiungimento di importanti risultati per l’applicazione di diritti e condizioni lavorative nella cooperativa sociale).
DUE RIFLESSIONI E OSSERVAZIONI: una tecnico giuridica, si è smantellato il concetto frutto del “jobs act”, che nei cambi di gestione/appalto si vorrebbe applicare il principio SBAGLIATO, che si tratti di licenziamento e di ri-assunzione ex novo del personale dalle aziende-cooperative uscenti a quelle subentranti, che quindi come affermano sindacalisti di altri sindacati (firmatari del CCNL…) si tratti di una deroga al jobs act la procedura, perché di procedura e non di trattativa si tratta, di cambio di gestione/appalto ai sensi dell’articolo 37, quasi che si facesse un favore ad avere, se non cambiano sostanzialmente le condizioni di appalto e di gestione del capitolato relativo, gli stessi diritti, normativi, economici e salariali, la continuità lavorativa e la salvaguardia occupazionale. Infatti correttamente si parla di assorbimento e non di “riassunzione”, di contrattualizzazione e non di novazione del rapporto di lavoro che si instaura, con contratti di lavoro individuali, per passaggio diretto dal soggetto uscente a quello subentrante, in un appalto con soldi pubblici.
In questo caso, come già avvenuto per Usi da anni, per la disponibilità della cooperativa subentrante a non creare disparità di trattamento e di differenziazione di regime contrattuale, in base a precedenti accordi di stabilizzazione e di regime contrattuale corretto sottoscritti in passato, figure che avevano regimi contrattuali atipici e precari, sono stati contestualmente assorbiti e contrattualizzati a tempo indeterminato, part time per la caratteristica attuale del servizio imposta da Roma Capitale, uscendo da percorsi di precarietà, con omogeneità rispetto a coloro che già ci lavorano nella medesima cooperativa sociale.
LA SECONDA RIFLESSIONE è più politica che giuridica, conferma quanto Usi fa nel settore da oltre 20 anni anche per i cambi di gestione/appalto (il primo nel Lazio sottoscritto, per la gestione delle Case di Riposo comunali, risale al 1998…creando un precedente e una buona prassi), che per sottoscrivere accordi come questo, a livello aziendale, non serve più, dopo il referendum popolare del 1995 e la sentenza della Corte Costituzionale 244 1996, essere per forza firmatari del CCNL, ma di avere idonei rapporti di forza tra lavoratori e lavoratrici, con la capacità di sapersi porre come valido interlocutore sindacale con i datori di lavoro, senza cedere a compromessi o firmare accordi capestro, locali o nazionali, pur di ottenere il concetto di “rappresentatività sindacale”, nel caso nostro degli interessi collettivi delle classi lavoratrici o di chi lavora in un certo settore, come avviene oramai come prassi abituale anche per Usi da molti anni, nel settore dei servizi, imprese di pulizie, socio sanitario e assistenziale, educativo, come nelle fabbriche e nel settore industriale…
Certo non è né scontato né automatico, questo genere di risultato, poiché parte dal dato oggettivo che sui posti di lavoro, il personale dipendente o socio dipendente che sia, deve stare organizzato o meglio autorganizzato, per evitare di essere usato o strumentalizzato come massa passiva o peggio ancora rimanere inerte che i “sindacati concertativi” e firmatari del CCNL, ti risolvano i problemi, a volte con accordi solo formalmente efficaci, ma nella pratica poi poco applicabili, quando avvengono assorbimenti parziali, licenziamenti mascherati o peggioramenti sostanziali delle condizioni di lavoro e salariali, con accordi anche a svendere, di cambi di gestione/appalto utili alle controparti padronali e datoriali, meno alla tutela piena ed efficace, in condizioni ottimali (cioè quando non ci sono variazioni peggiorative e sostanziali imposte nei capitolati di gara fatti dagli enti pubblici committenti), degli interessi salariali e normativi di lavoratrici e lavoratori.
Un esempio di buona prassi, quello dell’accordo preso in esame, che non è l’unico né un caso isolato, di come si possano ottenere risultati positivi per chi lavora ancora nel sistema degli appalti e si affida a organizzazioni dirette di lavoratori e lavoratrici, per la difesa, tutela e corretta applicazione di diritti e agibilità, senza dover sottostare come avveniva in passato, alla logica di seguire il sindacato “firmatario del contratto nazionale e quindi solo per questo fatto, maggiormente rappresentativo”, pur di avere uno straccio di lavoro e di contratto di lavoro.
Se gli esempi come questo descritto e commentato, diventassero una prassi consolidata nei vari settori e categorie, dando un senso concreto e maggiormente paritario degli interventi sindacali, anche la futura legge su rappresentanza e rappresentatività, che prima o poi i governi italiani faranno, sulla spinta di accordi vergognosi e ai limiti della legittimità anche costituzionale in Italia, fuori dal quadro attuale dell’ordinamento normativo sindacale europeo nel senso del pluralismo e delle libertà sindacali (convenzioni OIL 87 e 98…ma stanno per trasformare anche quelle…), potrebbe avere un segno diverso da quello che ci viene prospettato o che ci si vorrebbe propinare, come un fatto inevitabile. Una resistenza continua e un’attività intensa ci attende, per chi come noi sta schierato senza indugi e dubbi, dalla parte degli interessi delle classi lavoratrici e dei settori popolari sfruttati.
ALLA LOTTA E AL LAVORO …avrebbero detto e praticato i nostri antichi predecessori…

A livello romano , il 24 ottobre dalle 15 alle 19 presidio a Piazza Madonna di Loreto (vicino piazza Venezia, fine fori imperiali), delle varie situazioni lavorative che si stanno collegando in rete e percorso di lotta, per contrastare esternalizzazioni, privatizzazioni, liberalizzazioni di servizi pubblici, dalle aziende pubbliche e partecipate di ROMA CAPITALE, FINO A CHI LAVORA NEL SETTORE DEGLI APPALTI dell’Amministrazione capitolina (Aec Oepa, operatori sociali, imprese di pulizie, manutenzioni, servizi culturali, asili nido e scuole, farmacie pubbliche e servizi sociali di prossimità, trasporto locale, gestione del ciclo di rifiuti e igiene ambientale…).

Usi Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912
Segreteria intercategoriale locale della Confederazione Usi

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