il pane e le rose

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"Incidenti"

(6 Novembre 2010) Enzo Apicella
Esplode la Eureco di Paderno Dugnano: sette operai feriti, quattro rischiano la vita. In Puglia tre morti sul lavoro nell'ultima settimana

Tutte le vignette di Enzo Apicella

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    (Di lavoro si muore)

    8 agosto 1956: strage di Marcinelle. Ricordare per costruire insieme un altro futuro

    (9 Agosto 2020)

    marcinelle

    RICORDIAMO UNA DATA, l’8 AGOSTO 1956. 64 anni fa, la strage su lavoro nella miniera di MARCINELLE in Belgio. Il bilancio totale fu di 262 morti, di cui 136 di emigrati italiani.
    Causa della strage operaia, un incendio scoppiato a quota 975 della miniera, nel distretto carbonifero di Charleroi, i minatori morirono a causa di un banale e prevedibile incidente, dovuta alla mancata applicazione di semplici misure di protezione, dalla disorganizzazione che utilizzava e sfruttava, allora come oggi, la forza lavoro, specie soggetta a emigrazione dai paesi di origine, posta sempre in competizione tra le diverse nazionalità ed etnie e con lavoratori-trici italiani, una merce umana di scambio per accordi internazionali e l’ottenimento o il mantenimento di margini di profitto di pochi, a danno di tanti e tante.
    Allora, erano gli accordi tra i Governi belga e italiano, forza lavoro e braccia in cambio di quote di carbone, l’ORO NERO dell’epoca, per la "ripresa economica”. Una storia di emigrazione e di immigrazione (italiana, questa volta per MARCINELLE) che dovrebbe farci riflettere, anche in tempi di presunta “emergenza” sanitaria da pandemia, che sembra voler far passare in secondo piano che in ITALIA, come in tanti altri paesi, SI CONTINUA A MORIRE DI LAVORO E …DA LAVORO SALARIATO, anche nella fase 3 della “ripresa e ripartenza”.
    Ciò nonostante le tante direttive sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, applicate parzialmente e in modo discontinuo come il D. Lgs. 81 2008.
    Fino a che la SALUTE SARA’ CONSIDERATA UNA MERCE, LA SICUREZZA UN “COSTO”, da ridurre, abbattere o cercare di contenere per mantenere profitti e utili, sulla pelle di chi lavora, la strada sarà ancora lunga da percorrere. Sono le facce della stessa medaglia, sono fattori di sfruttamento sul lavoro e del lavoro, che vanno combattuti sempre e in funzione preventiva, all’interno della generale e da generalizzarsi pratica costante, della “lotta di classe”, per la liberazione da sfruttamento e dominio.
    PER RICORDARE SEMPRE, per mantenere viva la memoria delle stragi operaie e la necessità, oggi ancora più di ieri, di autorganizzarsi sui posti di lavoro, di organizzarsi sul lavoro mantenendo una natura, per noi Usi imprescindibile non solo per vincolo statutario (articolo 1) fin dal 1912, ma come pratica solidale e internazionale, ha come effetto da mettere in conto e in preventivo, quello che la reazione padronale e governativa mette in campo per stroncare qualsiasi tentativo di opposizione.

    CHI NON HA MEMORIA, NON HA UN FUTURO E NONOSTANTE TUTTO, SIAMO ANCORA TENACEMENTE DETERMINATI, A LOTTARE COLLETTIVAMENTE, SOLIDALI e ORGANIZZATI A LIVELLO ITALIANO E INTERNAZIONALE.
    UNITI PER UN ALTRO FUTURO...ENSEMBLE, POUR UN AUTRE FUTUR.

    8 agosto 2020

    Usi Unione Sindacale Italiana segreteria nazionale confederale

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