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Lavoro agile: un accordo peggiorativo a Milano

(25 Marzo 2021)


BOZZA ACCORDO REGOLAMENTAZIONE LAVORO AGILE:
NO TICKET, NO RIMBORSI WI-FI E STRUMENTI DI LAVORO

comunicatousi


L'Amministrazione non cede sui rimborsi buoni pasto non fruiti da migliaia di comunali nel corso di 1 anno, né su quelli futuri.
Nella bozza di accordo, mancano anche i rimborsi per spese di connessione wi-fi e usura p.c. dei lavoratori e lavoratrici, mentre è fermo a un misero 3-5 al mese il numero dei giorni di lavoro da casa fruibili da tutti i lavoratori non impiegati nei servizi essenziali da svolgere in presenza (6.000 circa sui circa 12.500 dell’organico totale).
Timide aperture, dalla delegazione trattante (Francesca-Iossa-Ristori) sui permessi, che potranno essere fruiti in lavoro agile, e su piattaforme per assemblee sindacali. "Le scuse sui rischi di interventi da parte della Corte dei Conti se ci pagassero i ticket', ha affermato anche Gianluca Cangini dei Cobas, "Non reggono. Sia l'Istat che il Consiglio regionale della Lombardia hanno appena firmato accordi che prevedono il rimborso dei pasti".
Gli enormi risparmi che l'amministrazione ha accumulato in quest'ultimo anno, tra straordinari, indennità non pagate, buoni pasto non fruiti, dovrebbero essere dirottati, secondo quanto affermato dal direttore operativo Francesca, al welfare, posizioni organizzative, particolari responsabilità e pagelline da 100/100. Nulla per i lavoratori che hanno visto decurtato il proprio salario reale nei mesi di quarantene. Tra mancata erogazione dei buoni pasto (5×5=25 €/settimana), costi di connessione wi-fi, acquisto e usura pc portatili, la perdita secca di salario è superiore ai 120€/ netti al mese.
“Molti colleghi”, ha affermato il coordinatore dell'Unione Sindacale Italiana del Comune di Milano Stefano Mansi, “hanno dovuto acquistare PC per potere lavorare”.
VUOI LO SMARTWORKING? PAGATELO! CONTRATTO-RAPINA.-1500 €/ANNO DALLE TASCHE DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI AL COMUNE DI MILANO.
Vuoi lavorare da casa anche dopo la fine dell'emergenza sanitaria? Firma qui, pagati tutto! Si può riassumere in queste brevi frasi il contenuto del contratto individuale, che i dipendenti del Comune di Milano saranno costretti a firmare se vogliono continuare a lavorare da casa, almeno 1/2 giorni la settimana.
Senza rimborso per il proprio personal computer, senza un minimo contributo per le connessioni a internet con banda larga. Nessun buono pasto.
E i milioni di euro risparmiati in un anno dall'amministrazione tra indennità, ticket mensa, progetti e straordinari non pagati? Andranno a chi già percepisce maggiorazioni stipendiali p.o. (ndr posizioni organizzative) comprese, con indennità di funzione e particolari responsabilità, 'fiduciari' dei dirigenti con 100/100 in pagellina. Così gli 8 giorni di lavoro agile previsti nel testo di accordo presentato dall'Amministrazione faranno entrare, solo di buoni pasto non erogati, ben 2,2 milioni di euro l'anno nelle tasche dei soliti noti.
Una rapina che non varrà solo per l'anno trascorso, ma per sempre! Più che lavoro agile o SmartWorking, si tratta di lavoro a domicilio: spazi, elettricità, connessioni ce li mettono i dipendenti. Per i pc portatili, sull'accordo che diversi r.s.u. e distaccati sindacali si accingono a firmare il 24 marzo, sono promessi 'tempi brevi'. La proposta, che prevede la firma di un vero e proprio contratto individuale per chi si vedrà costretto ad accettarne le infime condizioni finito lo stato di emergenza, esclude commessi, educatrici, agenti di polizia locale, anagrafe e altri sportellisti: si applicherà per 3 anni a quasi 6.000 lavoratori. Sono centinaia i colleghi che sono stati costretti ad acquistare un pc portatile pur di lavorare, usando connessioni e cellulari propri. C'è anche chi in fragilità grave, e penalizzato da dotazioni domestiche non in grado di caricare i software di lavoro, si è visto decurtare una settimana di ferie. Un vero e proprio ricatto: vuoi lavorare da casa? Pagati tutto!

sezione Usi – Comune di Milano

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