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"Incidenti"

(6 Novembre 2010) Enzo Apicella
Esplode la Eureco di Paderno Dugnano: sette operai feriti, quattro rischiano la vita. In Puglia tre morti sul lavoro nell'ultima settimana

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(Di lavoro si muore)

Dopo la strage operaia di Brandizzo … tutto come prima

(14 Settembre 2023)

strage brandizzo

A sole due settimane dalla strage di Brandizzo, ieri alle 12.30 la cittadina di Casalbordino (Chieti) è stata scossa da un boato. Alla Sabino Esplodenti – ditta che tratta esplosivi – muoiono Fernando Di Nella, Gianluca De Sanctis e Giulio Romano. Non è la prima volta che sangue operaio scorre proprio lì: a giorni dovrebbe cominciare il processo che vede i vertici della società accusati di “cooperazione in omicidio colposo” per un incidente avvenuto nel dicembre 2020 in cui morirono altri 3 operai che stavano spostando una cassa di razzi.. La fabbrica fu fermata ma ricevette l’autorizzazione a riaprire addirittura senza la procedura di valutazione d’impatto ambientale. E non è tutto: nel 1999 i vertici aziendali, insieme ad alcuni ufficiali dell’esercito, furono accusati di aver venduto illegalmente a terzi – invece di inertizzarlo - 10 tonnellate di T4, esplosivo che finì nelle mani di organizzazioni criminali. I proprietari patteggiarono e i militari furono assolti.
La Sabino lavora sia per l’Esercito Italiano che per la Nato, smaltisce (o dovrebbe farlo…) munizioni, bombe, missili, mine. Gli operai che ieri sono morti lavoravano proprio su materiale della Difesa.

Ma non è tutto. Oggi a Napoli è morto Giuseppe Cristiano, operaio dell’azienda Asia, schiacciato dal camion che raccoglieva i rifiuti. A Bologna un operaio che lavorava al rifacimento del manto stradale della pista dell’aeroporto Marconi è stato travolto da un mezzo della sua stessa ditta. Ieri, ad Arzano, Giuseppe Lisbino è precipitato dal tetto di un capannone dove stava installando dei pannelli fotovoltaici. L’11 settembre, a Manerbio, Mirko Serpelloni stava sistemando la copertura esterna di un capannone quando un lucernario ha ceduto è il giovane è precipitato. Il 31 agosto un lavoratore è morto schiacciato da un carrello elevatore a Padova, nel macello. E poche ore dopo, a Castel di Sangro, un altro lavoratore ha perso la vita folgorato dai cavi dell’alta tensione nello stabilimento di imbottigliamento di pomodori dove lavorava.

Il presidente della repubblica, istituzioni varie, politici, sindacalisti venduti ecc. ecc. hanno versato in questi giorni fiumi di lacrime di coccodrillo– ma solo sulla scia della strage di Brandizzo perché le morti operaie fanno notizie quando le vittime muoiono in gruppo. Tutti a invocare maggiore sicurezza ma nessuno nomina mai i colpevoli della guerra quotidiana ai lavoratori, quella guerra che fa più di 1.500 vittime e centinaia di migliaia di feriti all’anno.

Da anni – noi che contiamo i “nostri” morti per amianto di cui nessuno parla anche se sono quasi 6.000 all’anno ma muoiono soli, a casa loro e quindi non fanno notizia- siamo costretti a ripeterlo: i morti sul lavoro sono la faccia più brutale ma più sincera dello sfruttamento capitalistico. Sono la carne da macello perché la ricerca del massimo profitto non può tollerare “lacci e lacciuoli”, anche se il costo sono le migliaia e migliaia di vite spezzate dei proletari.

La lunghissima scia di sangue operaio ci insegna una cosa: solo noi proletari– uniti e organizzati - possiamo difenderci, nessun altro lo farà. E se la battaglia per un salario decente, la lotta al carovita, l’eliminazione della precarietà sono fondamentali per poter sopravvivere, la difesa della nostra vita di lavoratori deve venire per prima, prima delle compatibilità, prima dei bilanci e soprattutto prima dei profitti dei capitalisti.

Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” - Sesto S.Giovanni

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