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(17 Novembre 2010) Enzo Apicella
Presentato il report Inail: gli omicidi sul lavoro nel 2009 sono stati 1021

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(Di lavoro si muore)

RETE NAZIONALE LAVORO SICURO - S.I. Cobas: prospettive d'intervento

(18 Dicembre 2023)

Oggetto: il seguento contributo, relativo allo sviluppo del progetto sulla sicurezza sul lavoro, è stato elaborato a seguito dei due incontri di restituzione presso gli impianti di Suincom e Bellentani.

no morti sul lavoro

PREMESSA

Il lavoro di inchiesta attraverso l’esperienza dei gruppi omogenei prevede che i risultati delle indagini vengano presentati e validati dalla assemblea delle operaie e degli operai.

Il percorso di restituzione, così viene definita la presentazione delle analisi, si è caratterizzato per due fattori:

1 – la promozione della elezione degli RLS;

2 – commenti molto duri e sferzanti in merito ai risultati.

PRIMI OBIETTIVI

ELEZIONE DEGLI RLS.

E’ stato importantissimo l’intervento di Vito Totire e di Ottavia Salvador per illustrare e fare capire l’utilità potenziale di questa figura se supportata dal nostro sindacato.

Al momento siamo riusciti a realizzare le elezioni all’interno dell’impianto di Suincom, mentre l’intralcio costituito dalla presenza della triplice ci sta facendo ritardare [l’elezione] in Bellentani, ma siamo certi di conseguire comunque il risultato che ci siamo proposti.

COMMENTI DEI LAVORATORI.

L’illustrazione dei risultati di analisi degli incontri con i gruppi omogenei è stata realizzata da Ottavia e le lavoratrici ed i lavoratori presenti hanno confermato la correttezza della individuazione dei problemi. In alcuni interventi i lavoratori hanno voluto sottolineare che i problemi individuati sono ancora più gravi di quelli descritti.

Soprattutto, per chi opera da anni in azienda il lavoro è percepito come usurante e massacrante. Tra le maestranze si manifesta scarsa fiducia nella possibilità di ottenere risultati. C’è la amara costatazione che le leggi non sono applicate. La legge 81/08 dovrebbe garantire sicurezza e ritmi sostenibili viene vissuta con scetticismo perché è disattesa puntualmente nella realtà.

Vengono descritti i mille trucchi per sfuggire ai controlli, ammesso che i controlli vengano fatti.

Questa sfiducia nei confronti delle istituzione è una solida base su cui costruire autonomia e organizzazione di classe.

CAMBIARE LA CULTURA SINDACALE

E’ evidente che si tratta di un nuovo campo di intervento che necessita di una assunzione di responsabilità che non può essere temporanea.

Sia dal punto di vista del Cobas che della struttura sindacale, l’elezione del RLS è solo il primo passo di una lotta che può dare frutti solo a condizione che la lotta venga supportata e valorizzata nel tempo.

Si consideri che il campo di applicazione può essere vastissimo. La Medicina del Lavoro afferma che l’analisi dello “stress da lavoro correlato” è un viatico utile per entrare sui temi dell’organizzazione del lavoro. È questa una modalità di intervento che ci permette di invadere un territorio che le aziende custodiscono gelosamente.

Il lavoro lo organizzo dicono i padroni: “come pare a me”!

Noi dovremmo soggiacere a questo, presunto, diritto di disporre liberamente del nostro corpo e della nostra vita e della nostra sicurezza?

ISTITUZIONI E LORO RESPONSABILITA’

Esistono istituzioni preposte al presidio della salute pubblica che spesso vengono meno ai loro doveri istituzionali. Fa parte dei nostri compiti: sfidare, criticare, denunciare e talvolta collaborare (molto di rado), per indurre le istituzioni a svolgere correttamente il lavoro di prevenzione.

Questa azione presuppone un impegno sindacale di lungo periodo.

Non possiamo illuderci che soggetti silenziosi come AUSL, Azienda Unità Sanitaria Locale, SPSAL, Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro, INAIL, Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, INPS, Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, ISS, Istituto Superiore di Sanità ed in generale le strutture previste e finalizzate alla salvaguardia della salute pubblica, si mettano in moto senza lotte.

Figurarsi poi i soggetti politici, come sindaci, Assessorati Politiche della Salute di livello regionale, gli Uffici di Attuazione delle Politiche della Sanità di livello comunale, i ministeri della salute che si trovano ben pasciuti dietro le loro scrivanie, se hanno voglia di interessarsi dei problemi dei lavoratori: solo con la lotta di classe si potranno muovere.

OBIETTIVI DI BREVE, MEDIO E LUNGO TERMINE.

E’ evidente che iniziare a mobilitarsi per la salute sul lavoro significa:

1 – partire dal livello delle singole aziende;

2 – investire le istituzioni di controllo territoriali;

3 – agire sul piano politico prima locale, poi regionale, nazionale, europeo ed internazionale, come già reso possibile dai contatti di cui il SI Cobas dispone.

Allargare la visuale: è evidente che le problematiche relative alla sicurezza sul lavoro, ci permettono di aprire lo sguardo sulla questione della salute in senso lato, dunque sui piani di spesa a diversi livelli.

E’ chiaro che imparare ad agire su questo livello di complessità significa costruire una prospettiva di conflitto anticapitalista che si può sviluppare unicamente con un lavoro di cura, coraggio, dedizione e competenza.

Pensiamo solo a cosa scrive sul suo sito l’Istituto Superiore di Sanità in merito agli infortuni sul lavoro:

'Sulla base di queste indicazioni, è possibile adottare iniziative prioritarie nazionali e regionali sulla base dei settori localmente più a rischio: comparti, aziende, problemi di sicurezza più diffusi e gravi,

categorie di imprese o di lavoratori particolarmente in difficoltà. Per essere efficaci, gli interventi di prevenzione devono articolarsi nelle seguenti fasi:


- grazie a un adeguato sistema informativo, analisi e valutazione dei bisogni, e identificazione delle priorità e modalità di intervento condivise dalle diverse parti in gioco
- definizione delle azioni per aumentare i livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro in termini di vigilanza, controllo, informazione e assistenza
- definizione delle risorse necessarie, in linea con un atteggiamento culturale rivolto alla finalizzazione e appropriatezza degli interventi e alla loro efficacia (evidence based prevention)
- adottare la strategia del lavoro in rete, cercando di creare sinergie tra Regioni, Servizio sanitario nazionale e Istituti centrali competenti (Ispesl, Inail, Iss)
- definire criteri e iniziative concrete di verifica dei risultati, sulla base di indicatori adeguati
- sviluppare un sistema di comunicazione efficace.'

E’ davvero istruttivo leggere il PIANO DI PREVENZIONE 2020 – 2025 che si trova sul sito del Ministero della Sanità, in cui si trovano I seguenti impegni concreti:

'La Strategia individua 3 sfide e 7 obiettivi strategici fondamentali. Le sfide sono:

1. migliorare l’attuazione delle disposizioni di legge da parte degli Stati membri, in particolare

rafforzando la capacità delle microimprese e delle piccole imprese di mettere in atto misure


di prevenzione dei rischi efficaci ed efficienti;

2. migliorare la prevenzione delle malattie legate al lavoro affrontando i rischi attuali, nuovi


ed emergenti;

3. far fronte al cambiamento demografico.'

Come si affrontano queste sfide?

' Il PNP 2020-2025 richiama la necessità strategica di agire su tutto il sistema complesso dei

diversi attori coinvolti nelle politiche di prevenzione della salute e sicurezza sul luogo di lavoro e,

in particolare, di:


– rafforzare il coordinamento tra Istituzioni …

– realizzare un confronto costante … delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

– garantire l’operatività dei Comitati Regionali di Coordinamento art. 7 previsti dal D.lgs.

81/08 ai fini della …'


In sintesi queste sfide si risolvono… chiacchierando su come si dovrebbero risolvere queste sfide!

C’è un fascino macabro in tutto questo.

SINTESI

L’obiettivo fondamentale della Rete Nazionale Lavoro Sicuro è “arrivare un giorno prima” e per farlo dobbiamo mettere in piedi una macchina da guerra che contribuisca a ribaltare il sistema partendo da questo punto di vista.

Non pensiamo di aver trovato la strada maestra per il rilancio della lotta di classe, ma siamo certi che questo ambito è come minimo complementare ad altri al fine di poter costruire strumenti sempre più efficaci per arrivare alla distruzione del dominio di classe.

E’ chiaro: vorremmo capire quante sono le compagne ed i compagni disposti ad accompagnarci in questa lotta.

Nel contempo auspichiamo il supporto puntuale ed organico da parte della nostra organizzazione sindacale.

Lo chiediamo a ragion veduta perché per portare avanti questa battaglia, significherà nel medio periodo precisare la modalità con la quale affrontiamo la stesura dei PDR. Va chiarito da subito che armonizzare esigenze e spinte diverse in un tutto organico è una sfida da vincere.

Modena, 7 dicembre 2023.

Rete Nazionale Lavoro Sicuro, con il Sindacato Intercategoriale Cobas

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