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Uno dei due ha la dentiera

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Speculazione edilizia a Padova

Ma noi cittadini contiamo veramente?

(7 Giugno 2006)

Facciamo parte di quel pezzo di società civile, e siamo in tanti, tagliato fuori dai luoghi del potere, ma soprattutto anche da qualsiasi forma di partecipazione alle scelte che riguardano la qualità della vita e dello sviluppo della nostra città. Ci parlano di bilancio partecipativo o di democrazia diretta, ma nei prossimi giorni noi, 30.000 cittadini dell’Arcella, saremo chiamati ad una consultazione popolare di quartiere, il cui esito però non sarà di nessun vincolo per la giunta Zanonato.
Perciò,questo ci sembra un esercizio lampante non di democrazia, ma di ipocrisia: se l’esito sarà favorevole alla giunta, allora si griderà che si lavora con il consenso della gente, ma se il voto, come noi speriamo, sarà contrario al piano Gregotti, un progetto da noi considerato datato ed invasivo, la giunta non ne terrà conto e andrà avanti per la sua strada, come d’altronde ha già deciso di fare!

Per coloro che detengono il potere, e che pensano di essere infallibili sempre e che la gente nulla capisca del pubblico interesse, è difficile tenere insieme decisionismo e partecipazione.

Si parla della necessità di riqualificare urbanisticamente il quartiere, ma quando è stata messa mano alle aree denominate “Golfetto”, “Morandi”, “Guttalin” e ad altre, per realizzare condomini e parcheggi, ormai insufficienti, riservando a zona verde spazi insignificanti, non è stato mai domandato il parere a noi abitanti della zona e ai cittadini di Padova, e l’amministrazione comunale allora aveva forse smarrito la sensibilità di valutare la devastazione del quartiere.

Anche questo progetto non riqualifica il quartiere, vengono ulteriormente distrutte zone verdi e gli spazi pubblici si esauriscono. Non erano questi i patti messi in campo prima delle ultime elezioni amministrative! Noi abitanti dell’Arcella ci sentiamo presi in giro, perché la cosiddetta riqualificazione incrementerà solo il profitto dovuto alla speculazione immobiliare, con aumento dei prezzi degli immobili e degli affitti.
Almeno venisse salvata tutta la prospettiva di area verde prospiciente la chiesa di S. Carlo!

La proposta del proprietario dell’area è semplice: edificare 33.000 metri cubi con destinazione residenziale, in cambio di 7.000 metri cubi al Comune per la realizzazione di un centro civico di quartiere.
Esponenti importanti dell’amministrazione Zanonato e della sua parte politica sono affascinati da questo specchietto per le allodole e non tengono assolutamente in conto la proposta degli urbanisti di “La città amica”. Perché?
Oggi si mette sul piatto il cosiddetto Programma di Riqualificazione dell’area S.Carlo, e Legambiente, la Cgil della città e gli urbanisti de “La città amica” sostengono che l’obiettivo di interesse pubblico può essere centrato con un concorso sull’intera area, oggetto del primo e secondo stralcio, sul complesso volumetrico e gli spazi aperti, sulle funzioni pubbliche e private. La capacità edificatoria in variante al Piano regolatore riguarderà solo l’area di proprietà pubblica ad est e ad ovest di via Tiziano Aspetti: siano messi all’asta i metri cubi potenziali maturati con la variante e con il ricavato si espropri l’area privata e si realizzi il centro civico e la piazza parco d’acqua, uno spazio aperto di bellezza e di qualità, senza consentire così una pesante speculazione edilizia.

Perché l’amministrazione si ostina a non accettare questo progetto urbanistico?
L’amministrazione dichiara di non avere soldi per costruire autonomamente il centro civico e sociale, di essere nella impossibilità di farlo, però paga ogni anno 70.000 euro di affitto per le sale del Consiglio di Quartiere.

E allora una ulteriore indicazione per una soluzione non speculativa!
Sarebbe impossibile per il Comune, come fanno tanti cittadini, aprire un mutuo trentennale, una volta le istituzioni pubbliche potevano farlo con riferimento alla Cassa Depositi e Prestiti, e pagare il mutuo con questi soldi dell’affitto, realizzando così lo spazio sociale?

Come può essere che la giunta Zanonato si trovi sempre favorevole ad iniziative che favoriscono i privati e le privatizzazioni? Non crediamo sia questo il vero significato dell’essere di “sinistra”!

Padova, 5 giugno 2006

Soccorso popolare di Padova

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