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In parole povere

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(20 Gennaio 2011) Enzo Apicella
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Guerra in Libano: un altro tassello della guerra infinita

(21 Agosto 2006)

Il Governo Prodi, come quello Berlusconi, sta trascinando l’Italia a svolgere un ruolo sempre più importante nella strategia americana della guerra infinita per il controllo delle fonti energetiche mondiali.

La guerra in Libano è, in ordine di tempo, l’ultimo tassello di questa strategia.

Ora, per i comunisti è venuto il momento di stabilire da che parte stare: contro la politica imperialista americana o per un’idea che vede la piena autodeterminazione di ogni nazione e di ogni popolo.

Se scegliamo di condividere la politica americana e delle grandi multinazionali, allora è coerente mandare i nostri soldati in Libano, se invece siamo per la libertà dei popoli allora dobbiamo mandare in Libano aiuti quali quelli alimentari, sanitari e tecnici per la ricostruzione.

Non siamo una grande nazione perché in grado di mandare soldati in ogni parte del mondo, potremmo essere grandi perché siamo in grado di aiutare pacificamente tutti quelli che soffrono più di noi.

E’ sorprendente, da un lato, è mortificante dall’altro, assistere ai balletti lessicali dei dirigenti di tutti i partiti della sinistra per giustificare l’invio dei nostri soldati in Libano.

Più mortificante ancora è costatare che gli attuali dirigenti di RC ogni giorno smentiscono se stessi.

Si dichiarano pacifisti e non violenti, ma condividono la politica estera del Governo la quale rifinanzia tutte le missioni militari italiane sparse nel mondo compresa la missione in Libano.

E’un mistero per me, capire come si possa essere pacifisti e non violenti e allo stesso tempo firmare i decreti che portano i nostri soldati in altri Stati a farzi ammazzare e ammazzare.

Molto spesso, questi “pacifisti” si nascondono sotto l’ombrello dell’ONU, ben sapendo, perché lo hanno dichiarato in centinaia di occasioni, che l’ONU è condizionato e sottoposto al ricatto dagli americani.

Non c’è nessun motivo che giustifichi la nostra presenza militare in Libano, come in Afaganistan, in Iraq e in tutti gli altri Stati nei quali i vari governi hanno spedito le nostre truppe.

Le vere azioni umanitarie sono quelle che compiono tutte le organizzazioni non governative le quali procurano al nostro Paese prestigio internazionale.

Tutte queste missioni fatte da donne e uomini che non chiedono niente in cambio difendono la dignità di tutti noi e ci danno la speranza per continuare la nostra lotta per la pace tra i popoli.

Lucio Miotto

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