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Minoranze di Rifondazione Comunista: ecco come superare l’attuale crisi d’identità

(2 Ottobre 2006)

Le minoranze all’interno di RC stanno vivendo un momento di grave crisi d’identità: mai come ora hanno difficoltà ad agire coerentemente rispetto ai propri principi.

La partecipazione di RC al Governo e il ruolo istituzionale di Bertinotti stanno creando non pochi “dubbi e incertezze” ai dirigenti di queste aree politiche.

Nei numerosi documenti che circolano si possono leggere affermazioni e/o analisi che puntualmente sono contraddette dai fatti.

Nel manifesto programmatico dell’Area Sinistra Critica, per esempio, vi sono analisi e prese di posizioni le quali, sono l’esatto contrario di quanto possiamo tutti costatare.

Si legge infatti:…Oggi le sinistre radicali, anticapitaliste e/o rivoluzionarie dovrebbero far proprio “l’elogio dell’opposizione, non per preservare un’astratta purezza, quanto per mantenere intatta la propria credibilità e l’effettiva possibilità di contribuire alla ricostruzione di una soggettività della trasformazione”.

Come si può capire, è l’esatto contrario di quanto hanno fatto.

In nome della “governabilità”, e del “politicamente corretto”, oppure, in nome della “riduzione del danno” hanno votato a favore dell’entrata di RC nel Governo e sono stati costretti a votare a favore del rifinanziamento delle missioni militari italiane nel mondo.

Anche l’Area dell’Ernesto non è immune da queste contraddizioni le quali, è bene ricordare, disorientano.

In tutti i loro documenti si possono leggere le motivazioni politiche che giustificano il NO alla Sinistra Europea ma, nello stesso tempo, affermano che intendono partecipare attivamente alla nascita di questo nuovo soggetto politico.

Ho fatto solo due esempi, anche se eclatanti, per evidenziare lo stato confusione in cui si trova tanta parte di RC.

La mia opinione è che questi compagni dirigenti soffrono di un misto tra immaturità politica e opportunismo.

Manca la convinzione di essere nel giusto quando si afferma di voler cambiare il mondo.

Non voglio pensare che l’opportunismo sia l’atteggiamento prevalente.

Ci sono dei momenti in cui i dirigenti non sono in grado di svolgere il loro ruolo.

In tal senso penso che oggi, la base del Partito abbia il dovere di difendere le finalità per le quali è nata RC.

Serve una spinta dal basso per richiamare i vertici al loro ruolo.

Dobbiamo esigere che tutto il corpo del partito sia coinvolto nella discussione e decisione su importanti questioni nazionali: la finanziaria, per esempio.

La crisi d’identità che sta condizionando l’operato dei gruppi dirigenti delle minoranze politiche di RC si può superare solamente se questi praticheranno l’umiltà di chi sa ascoltare.

Lucio Miotto

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