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(21 Agosto 2012) Enzo Apicella

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DIRITTI DEI LAVORATORI

Chiude la Omsa di Faenza, ma operaie salve. Faranno divani

(13 Marzo 2012)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.dirittidistorti.it

Domani lo stabilimento Omsa di Faenza chiuderà i battenti e lo storico marchio, le calze che in Italia furono un simbolo dell’emancipazione femminile, per le donne che portavano e per quelle che in fabbrica le producevano, andrà a produrre in Serbia.
Ma la caparbietà delle operaie che lanciarono anche un boicottaggio su Facebook del marchio Golden Lady, di cui la Omsa fa parte, è riuscita a salvare posti e fabbrica. I cancelli riapriranno fra qualche mese, probabilmente ad autunno, ma non per produrre calza, bensì divani, poltrone e sofà!

Dal tavolo tenutosi a Bologna, presso la Regione, è emerso infatti che la Omsa verrà acquistata da Atl Group, società che produce divani. Il piano di reindustrializzazione prevede il trasferimento di due stabilimenti Atl dalla provincia di Forlì a Faenza, nel sito Omsa, l’adeguamento degli impianti e l’acquisto di nuovi macchinari. Ma soprattutto è prevista, entro fine marzo, l’assunzione di 120 operaie del Gruppo Golden lady.
"Si è aperta una fase nuova per dare una risoluzione strategica alla vertenza Golden Lady-Omsa, che rappresenta per noi un punto fondamentale”, ha commentato il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, ribadendo che "è il lavoro il nostro primo obiettivo, ci sarà una risposta a tutti i lavoratori e lavoratrici della Golden Lady in forme diverse’’.
Il prossimo appuntamento è ora per un tavolo di confronto tra Atl e le organizzazioni sindacali, da tenersi entro il prossimo 30 marzo, con l’obiettivo di esaurire le altre fasi previste dall’accordo entro la metà di aprile. Alla fine di aprile le parti saranno convocate presso il Ministero dello sviluppo economico per un esame del lavoro svolto e degli impegni ancora da risolvere.
Renzo Fabbri, segretario provinciale della Filctem Cgil ha dichiarato che “gli incontri con la proprietà di Atl saranno finalizzati a cercare di innalzare il numero delle assunzioni delle dipendenti Omsa oltre le 120 unità già garantite. Si discuterà inoltre sui corsi da attivare per riqualificare il personale. Parallelamente il nostro sindacato cercherà di capire quali saranno i tempi di apertura del Life style village Le Perle, che dovrebbe assumere buona parte delle dipendenti che non saranno assorbite da Atl”.
Intanto nell’accordo troviamo un ponte fra il vecchio e il nuovo, che legherà ancora lo stabilimento faentino alla sua storia di calzificio. E’ previsto che la Golden Lady mantenga la proprietà di un'area limitata all'interno dello stabilimento, dove aprirà un negozio Golden Point in cui verranno assunte 10-15 lavoratrici.
Insomma, salvi i posti di lavoro, ma intanto un altro storico marchio abbandona l’Italia e va a produrre all’estero, con costi (e diritti dei lavoratori) più bassi. Risolta la vicenda delle operai Omsa rimane la questione di un approccio più “globale” al problema del lavoro, delle delocalizzazioni e della salvaguardia del “Made in Italy”, che tanto spesso viene tirato in ballo.

13-03-2012

V.V.

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