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La parola a Sleiman Ramadan

Contro la guerra del petrolio - a fianco dei popoli irakeno e arabo-palestinese

(31 Gennaio 2003)

Domenica 2 febbraio sarà a Padova un compagno del partito comunista libanese, Sleiman Ramadan, sopravvissuto a 15 anni di prigionia politica a El Khiam, un moderno campo di concentramento israeliano nel Sud del Libano. I nuovi Mengele, i boia sionisti, hanno sperimentato su di lui tutti i tipi di torture per annientarne la forza rivoluzionaria, dalle scosse elettriche, alle frustate, dall’isolamento in pochi metri, all’amputazione di una gamba.
Ma lui non si è mosso di un centimetro.
La sua testimonianza, oggi, assume un particolare valore a fronte della situazione di guerra a cui ci sta portando di nuovo l’imperialismo USA che, pur di mettere le mani sopra il petrolio irakeno, è disposto a rischiare grosso in Medioriente.
Le masse arabe infatti sono sul piede di guerra, il popolo palestinese è come sempre avanguardia del processo di liberazione dall’imperialismo americano e dal sionismo suo alleato. Se la guerra tarda ad iniziare non è perché gli USA sono magnanimi e vogliono dare più tempo per le ispezioni dell’ONU, ma perché le contraddizioni sono sempre più acute, sia tra imperialismo e popoli oppressi, sia tra le varie potenze imperialiste (come dimostra il no alla guerra dei governi francese e tedesco).
Le grandi mobilitazioni contro la guerra che si stanno tenendo in tutto il mondo, compreso negli USA, dimostrano che le masse popolari non si sono bevute gli sproloqui di Bush, ma che sono disposte a lottare per conquistare la pace. E più avanza l’opposizione alla guerra, più si sviluppano le forze rivoluzionarie che possono porre fine all’imperialismo. La storia ha già mostrato che la guerra può scatenare la rivoluzione. Con questo gli USA devono fare i conti.

L’esperienza e l’esempio di un rivoluzionario che ha sopportato lunghi anni di umiliazioni e di sofferenze, che ha vissuto, come migliaia di altri libanesi, la guerra e l’occupazione israeliana e che, nonostante tutto, non si è mai piegato, sono per noi di grande stimolo a potenziare la lotta contro l’imperialismo e le sue guerre e a portare la nostra incondizionata solidarietà a tutti i compagni e le compagne che, dalle galere del sionismo e in tutto il mondo, resistono alla barbarie.

“Sleiman Ramadan è l’uomo più ricco del mondo e il proprietario della fortuna più preziosa della storia. La sua fortuna è la libertà e la resistenza.”

Domenica 2/2 ore 17, Piazzetta Toselli, 3 – Pd
Dibattito con Sleiman Ramadan e con un rappresentante dell’UDAP
(Unione Democratica Arabo Palestinese in Italia)

Domenica 9/2 ore 13 c/o la cooperativa “Coralli”, Via Morandini – Pd
Pranzo popolare
Il ricavato servirà a sostenere le spese di Sleiman per la protesi alla gamba e le cure necessarie.

Centro di Documentazione “Comandante Giacca”
Gruppo di Lavoro Contro la Repressione

Fonte

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