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NO TAV

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(28 Febbraio 2012) Enzo Apicella

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(La Val di Susa contro l'alta voracità)

Il flop dei mille, o giù di li.

Il fronte dei "Si Tav" subisce uno smacco

(24 Gennaio 2010)

All’indomani della grande mobilitazione del popolo No Tav, che ha portato più di quarantamila manifestanti a ribadire la loro contrarietà al megaprogetto e ai carotaggi e alle trivelle , il fronte contrapposto dei Si Tav subisce uno smacco di un certo livello che tenta di nascondere mediaticamente.

Le agenzie stampa, riportano di una sala gremita, ma i numeri che con questa descrizione si tenta di nascondere, sono impietosi più che mai. C’ è chi dice mille, chi ancor meno, resta comunque il fatto, il provar a mobilitare i favorevoli alla Tav è un vero e proprio flop, Le dichiarazioni del sindaco di Torino Chiamparino e quelle del Presidente della regione Mercedes Bresso ne sono testimonianza. Il primo dichiara di considerare quella del si tav, una manifestazione bi-partisan nonostante il dietrofront del pdl, spiegato in termini di prossima campagna elettorale, la seconda è anche lei estremamente convinta della "necessità"del progetto e del superare i no della Valle, gli abitanti non possono bloccare un importante progetto Europeo del trasporto.

Che dire?

I maggiori rensponsabili dellla politica del pd piemontese non trovano al loro fianco nemmeno gli esponenti del pdl, ma dichiarano di voler andare avanti lo stesso, anche se contrastati da larghi settori popolari dei loro stessi territori, che logica di democrazia è? Si fanno eleggere per contrastare il pdl,poi ci si alleano insieme a supporto dello snaturamento e dello sfruttamento dell’ambiente e del territorio e del perseguire logiche economiche dei poteri forti e dei loro interessi. E vale la pena ricordare la forte denuncia degli amministratori locali della Val di Susa che denunciano pressioni incredibili per far cambiare loro, le posizioni sulla vicenda.

Ma l’azione dei pro-Tav, gli enormi interessi economici che muove loro, incontra resistenze e mobilitazioni dal basso notevoli e partecipate, che riescono a bucare un’informazione asservita e connivente che ha difficoltà a far passare paure e allarmismi sulla realtà delle mobilitazioni. Mille Si Tav diventano sala gremita, più di Quarantamila No Tav, si cerca di farli diventare invisibili e testimoniali, per il pd, la democrazia ormai è un vuoto slogan, in affari si sa, i soldi non puzzano mai. E il grande affare della Tav non fa di certo eccezione alla regola di un sistema economico che è ormai bandiera bi-partisan di chi con la politica si arricchisce a più non posso, costi quel che costi.

Unica eccezione a questo quadro di degrado democratico è la partecipazione e la non delega, il difendere il diritto al proprio futuro, e il continuare ad opporsi alle politiche di rapina del partito trasversale degli affari, i No Tav dimostrano con i fatti concreti di averlo capito e di saper mettere in pratica l’autorganizzazione di loro stessi. Il bi-partito pd-pdl non ringrazia di certo . Nonostante l’evidente nuovo flop dei mille o giù di li. Ma dalla Valle, il grido sarà dura non accenna a tentennamenti di sorta, e viene lanciato non certo da soli mille manifestanti.

In una sala del Lingotto, non ci si da pace, il gridi arriva forte anche chiusi tra quattro mura.

La Valle invece è in festa, e non solo perchè è domenica.

Enrico Biso

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