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12/04 - colombia: nessuna protezione per i leaders comunitari

(12 Aprile 2012)

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12/04 - colombia: nessuna protezione per i leaders comunitari

foto: www.nuovacolombia.net

Lo scorso 28 marzo sono stati rinvenuti, lungo le rive del fiume Pavarandó, nell’Urabá antioqueño, i corpi senza vita di Manuel Ruíz e di suo figlio appena quindicenne. Manuel Ruíz da tempo si batteva per la restituzione delle terre di Curvaradó, nel Chocó, dipartimento colombiano sulla costa del Pacifico (e confinante col dipartimento di Antioquia).
Come confermato successivamente dal difensore del popolo Volmar Pérez, Manuel Ruíz, assassinato dal paramilitarismo di Stato, aveva sollecitato misure di sicurezza in tre diverse occasioni sin dal primo semestre del 2011, misure che sia il Ministero degli Interni che le autorità locali non gli hanno “garantito”. Volmar Pérez ha inoltre ricordato che tra il 2006 e il 2011 sono stati 71 i leaders dei processi di restituzione delle terre assassinati in 14 dipartimenti del paese andino.
La propaganda con cui il governo del fascista “Jena” Santos ha esaltato la legge della “restituzione delle terre”, promulgata nel giugno del 2011 e definita dal governo stesso come un “cambiamento epocale”, si sgretola di fronte alla realtà dei fatti, laddove alla crescente protesta dei movimenti popolari che reclamano la restituzione delle terre usurpate, lo Stato risponde con il fuoco e la violenza del paramilitarismo per garantire alle multinazionali che la controriforma agraria permanente non è in discussione. La “soluzione” scritta, promulgata e propagandata dal regime è carta straccia. La sola evidenza che emerge dal trucco è la continuità violenta, guerrafondaia e antipopolare del governo Santos col suo narco-predecessore Uribe.

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