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Crociata contro gli anticoncezionali. Cattolici fanno causa a Obama

(22 Maggio 2012)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.dirittidistorti.it

Crociata contro gli anticoncezionali. Cattolici fanno causa a Obama

foto: www.dirittidistorti.it

Ma quale America? Quella del primo presidente nero che vuole riformare la sanità o quella puritana e conservatrice che scendono in campo contro la contraccezione “pubblica”? Gli Usa si rivelano ancora terra di grandi contraddizioni e di azioni clamorose.

La riforma del sistema sanitario, punto centrale nella politica dell’amministrazione Obama, estende la copertura sanitaria, finora riservata a pochi e a caro prezzo, a 32 milioni di statunitensi, accresce i programmi di assistenza per i più poveri, aumenta il carico fiscale per i redditi più alti e obbliga le compagnie assicurative ad assicurare chiunque lo richieda. Già, perché fino ad oggi negli Usa chi era malato non riusciva a stipulare nessuna polizza, le compagnie potevano rifiutarsi e assicurare soltanto persone “sane”.

La legge voluta da Obama non è piaciuta ai repubblicani, che si sono appellati al diritto alla libertà individuale che verrebbe minato dalle nuove norme, come a dire che si deve essere liberi di essere malati e poveri, senza nessuna possibilità di essere curati! Come se ciò non fosse già abbastanza assurdo, sono scesi in campo anche i cattolici: le arcidiocesi cattoliche delle città di New York e Washington, in un’azione collettiva con altre quaranta istituzioni e gruppi cattolici, hanno intentato addirittura una causa legale contro la famigerate riforma sanitaria. Sotto accusa la norma che prevede che i datori di lavoro forniscano ai loro dipendenti una assicurazione medica che comprenda anche la copertura per contraccettivi.

Questa volta si accusa l’amministrazione Obama di intaccare la libertà religiosa, perché forzerebbe anche le istituzioni religiose a sostenere pratiche per il controllo delle nascite contrarie ai loro principi. Il presidente Obama era già venuto incontro a questi ferventi cattolici annunciando che “le organizzazioni religiose non dovranno pagare per questi servizi o provvedervi direttamente. Così la libertà religiosa verrà protetta e una legge che istituisce cure preventive gratis non discriminerà le donne”. Il compromesso però non è bastato alle istituzioni cattoliche che hanno deciso di proseguire legalmente la loro personale crociata contro la contraccezione, dimenticando che oltre alla libertà religiosa esiste la libertà delle donne, la libertà di ogni individuo di decidere del proprio corpo.

La possibilità data da questa riforma di includere anche la contraccezione nelle assicurazioni mediche è un segno di grande civiltà che dovrebbe essere preso ad esempio da tutti i Paesi che riconoscono il diritto alla salute e all’autodeterminazione e che vogliono combattere i fenomeni delle baby mamme e dell’abbandono di neonati. Ed anche le istituzioni religiose dovrebbero cominciare a fare i conti con i tempi e con la società attuale.

22-05-2012

DirittiDistorti

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