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Contro il militarismo

Che porta morte e distruzione nel mondo e invade le nostre vite

(1 Novembre 2004)

- Il militarismo domina la politica: la pressione per un ricorso crescente alle armi ha assunto ormai una dimensione globale e si e' fatta forte di una concezione aggressiva della “sicurezza” che legittima la guerra come difesa dal terrorismo, “sicurezza“ che vuol dire dominare su tutti gli altri per garantirsi il controllo di risorse sempre piu' scarse, difendere gli “interessi nazionali”, cioe' lo standard di vita di una società fondata sull’espansione dei consumi che divora risorse umane e materiali prelevate in tutti i paesi. Il modello del mercato globalizzato, sorretto dalla potenza delle armi, viene esaltato come “giusto” perche' “necessario”: volerlo esportare ovunque a colpi di bombe diventa, nella retorica ufficiale di questi anni, lotta del bene contro il male, della luce contro le tenebre, della civilta' contro la barbarie.

- Il militarismo domina le nostre menti ogni giorno, la guerra e' entrata a far parte del nostro linguaggio e del nostro immaginario quotidiano. Non e' più la guerra intesa come luogo di sterminio dell’altro, di violenza nei confronti dell’altro; ci viene fatta apparire come un mezzo per portare i diritti umani laddove sono negati, per portare la democrazia, per svolgere operazioni di pace e umanitarie. Le morti, gli annientamenti, le distruzioni, che restano sempre la realta' della guerra, ci vengono presentati come “effetti collaterali”. La figura del militare non e' piu' quella di chi uccide, e' un “soldato di pace” che va nei luoghi difficili per cercare di riportare l’ordine dei diritti, la pace.

Tutto cio' vorrebbe condurci un po’ alla volta ad accogliere la guerra come compagna della quotidianita', a credere che sia l’unico mezzo di cui disponiamo per portare ordine, diritto e pace, a giustificare l’enorme aumento delle spese militari (7,5% in piu' quest’anno in Italia, senza contare le spese per le spedizioni militari all’estero) in parallelo all’enorme diminuzione delle spese sociali.

Noi rifiutiamo la LOGICA della GUERRA:
- la MILITARIZZAZIONE delle NOSTRE VITE e delle NOSTRE CITTA’, i continui messaggi di violenza e sopraffazione, di giustizia sommaria e di odio diffusi nella nostra societa'
- l’AUMENTO delle SPESE MILITARI mentre si taglia la spesa per istruzione, sanita', ambiente
- la PRODUZIONE e il COMMERCIO di ARMI, linfa vitale per la prosecuzione di tutte le guerre che insanguinano il mondo

Noi reclamiamo una LOGICA di PACE:
- programmi di promozione della CULTURA e dell’AZIONE  di PACE, di sostegno ad un’ECONOMIA  di GIUSTIZIA
- diminuzione delle SPESE MILITARI e aumento delle SPESE SOCIALI, senza discriminare tra italiani e stranieri
- RITIRO IMMEDIATO dei SOLDATI ITALIANI dalle zone di guerra
- RICONVERSIONE delle FABBRICHE di ARMI in produzioni civili

Per riaffermare la nostra scelta per la pace e per la vita, siamo in piazza Garibaldi, in nero e in silenzio, mercoledi 3 novembre alle 17.30. Invitiamo chi condivide questa scelta a manifestare con noi.

Donne in Nero di Padova

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