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Cantiere Italia

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(17 Novembre 2010) Enzo Apicella
Presentato il report Inail: gli omicidi sul lavoro nel 2009 sono stati 1021

Tutte le vignette di Enzo Apicella

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    SITI WEB
    (Di lavoro si muore)

    Risoluzione approvata dall'assemblea su:
    SFRUTTAMENTO, MORTI SUL LAVORO E DEL PROFITTO

    IN ITALIA SI CONTINUA A MORIRE COME NELL’800

    (8 Ottobre 2018)

    assemblea su morti sul lavoro

    I partecipanti all’’assemblea di sabato 6 ottobre 2018 - ore 15,30 – presso il CENTRO DI INIZIATIVA PROLETARIA “G. TAGARELLI” Via Magenta 88 Sesto San Giovanni - dopo essersi confrontati nel dibattito sui morti sul lavoro con lavoratori e delegati RSU e RLS di diverse sigle sindacali, decidono di coordinarsi nella battaglia contro lo sfruttamento capitalista a partire dalla violenza e brutalità dei morti sul lavoro, riconoscendo che:

    1) Gli operai, i proletari e i lavoratori morti sul lavoro, per malattie professionali a causa dello sfruttamento capitalista, a prescindere dall’appartenenza sindacale sono MORTI DEL PROFITTO, vittime del capitalismo e membri della nostra stessa classe.
    2) Gli operai non hanno amici nei palazzi del potere economico, politico, istituzionale e religioso e riconoscono negli sfruttati di tutti il mondo i loro fratelli di classe.
    3) Da questo momento s’impegnano a scambiarsi le informazioni sui crimini contro i proletari compiuti dai capitalisti sui posti di lavoro e nella società, socializzando e scambiandosi i volantini e le prese di posizione per dimostrare che i morti sul lavoro in una fabbrica o luogo di lavoro sono morti di tutta la classe operaia.
    4) Gli operai, i lavoratori, nella democrazia borghese sono solo merce forza lavoro da usare quando l’industria tira e da licenziare, anche attraverso le delocalizzazioni, quando non servono più a valorizzare il capitale: riconosciamo quindi che senza organizzazione indipendente e autonoma (politico-sindacale) gli operai in questa società non sono altro che carne da macello dei padroni.
    5) I partiti e i governi si alternano alla guida del paese, ma sempre nell’interesse dei padroni e della borghesia e gli operai, i lavoratori, frazionati e divisi, senza organizzazione non contano nulla, sono solo le vittime sacrificate sull’altare del profitto, del mercato e del dio denaro
    6) Come sfruttati appartenenti alla stessa classe al di là delle appartenenze sindacali o politiche, vogliamo cominciare ad organizzarci creando ambiti di discussione nazionale e internazionale per rispondere colpo su colpo al nemico di classe, mettendo in discussione con le lotte il sistema dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Se colpiscono uno di noi, colpiscono tutti.

    I governi cambiano e si susseguono, ma gli operai continuano a essere sfruttati e a morire come prima, più di prima.
    All’indignazione, alla rabbia, si deve unire la mobilitazione nelle fabbriche, nei cantieri, nelle campagne, nei luoghi di lavoro, contro lo sfruttamento e i morti del profitto inevitabili nel sistema capitalista. Contro questi omicidi considerati dai padroni semplici effetti collaterali, necessari alla realizzazione del massimo profitto, insiti nella contraddizione capitale/lavoro bisogna protestare e lottare unitariamente.
    E’ ora di ricominciare ad agire e organizzarsi per superare la frammentazione della nostra classe.
    Contro la barbarie capitalista dobbiamo riscrivere sulle nostre bandiere, rosse di sangue proletario, il motto: PROLETARI DI TUTTI I PAESI UNIAMOCI.

    All’assemblea hanno partecipato e sono intervenuti diversi operai e lavoratori del: Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, SiCobas, Slaicobas, Usb, SGB, Medicina Democratica, Voci Operaie, lavoratori del Veneto, Toscana, dell’Emilia e altri ancora.

    Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

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