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Rompere con lo sfruttamento

editoriale "nuova unità" n. 7

(31 Dicembre 2018)

Questo sistema che genera insicurezza, povertà, guerra ecc. va abbattuto

Stiamo finendo un altro anno ed è doveroso insistere sull'appello ai rinnovi dell'abbonamento per metterci in condizioni di continuare ad uscire con il nostro giornale. Quello di "nuova unità" è uno sforzo editoriale che si mantiene sul sostegno collettivo, una voce comunista che possa aprire il dibattito portando un po' di approfondimento dei temi trattati con un'ottica diversa dal pensiero unico prevalente. E portare un po' di chiarezza nella galassia della sinistra senza vergognarsi di definirsi comunista, soprattutto nel momento in cui avanzano le formazioni neo-naziste, i fascisti si inseriscono nel sociale per fare proselitismo e raccogliere voti; mentre è continuo il martellamento culturale e della stampa sul collegamento tra la caduta dell'esperienza sovietica e la fine dell'ideologia comunista (trappola nella quale molti cadono nonostante sia sempre più palese il fallimento del capitalismo); i partiti comunisti nei paesi europei vengono messi al bando e l'UE porta avanti la sua campagna di equiparazione del comunismo al nazismo per diffamare il socialismo. Cioè l'unico sistema sociale in grado di sostituire il capitalismo e, quindi, di eliminare lo sfruttamento della classe lavoratrice, la disoccupazione, il carovita ecc.
Che il capitalismo sia la causa di tutti i mali è dimostrato dal malessere che esprimono le masse popolari. In questo ultimi due mesi in Francia ne è stata data una dimostrazione. L'aumento del prezzo del carburante è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha fatto emergere che Macron - l'astro nascente sul quale molti puntavano, a partire da Renzi - è il "presidente dei ricchi", il presidente dei monopoli che difende patrimoni e profitti della borghesia diminuendole persino le quote delle tasse, invece aumentandole - insieme a prelievi obbligatori - a coloro che lavorano e che non riescono più ad arrivare a fine mese. A nulla è servita la giustificazione "ecologica" di Macron che per agevolare i monopoli petroliferi ha smantellato la rete ferroviaria a favore del trasporto su strada costringendo i lavoratori all'uso dell'auto.
La popolazione francese ha reagito ed è scesa in piazza con i gilet gialli. Un movimento che è a rischio di manipolazioni in quanto privo di una direzione di classe e di un partito comunista (che fa riflettere i frantumati comunisti francesi), e che rischia di favorire la destra di Le Pen, ma sviluppatosi su giuste rivendicazioni nate dallo sfruttamento e dal continuo peggioramento delle condizioni - dovuto anche all'aumento della disoccupazione e allo smantellamento dei servizi sociali e della sanità - della popolazione francese.
Di fronte alle contestazioni Macron - dopo l'uso di una dura repressione e restrizione di azioni sindacali - si è presentato con un fantozziano j'accuse annunciando una serie di minime misure, considerate briciole dal movimento, che non hanno convinto e non hanno placato le proteste. Tant'è che, puntuale, è spuntato il terrorista! Nei suoi 13 minuti di intervento ha dovuto riconoscere le ragioni della protesta, pur parandosi dietro il fatto che il malessere esiste anche in altri paesi. È vero, infatti, imponenti manifestazioni si registrano dall'Ungheria, all'Albania, alla Grecia, al Belgio. Ma le popolazioni si ribellano in tante parti del mondo fino all'Afghanistan, ignorato dai mezzi di informazione nostrani.
"Non saremo più schiavi", "Libera università in un paese libero", "Più diritti meno Orban" sono gli slogan che uniscono lavoratori e studenti nelle piazze ungheresi dopo l'approvazione della cosiddetta legge schiavitù che porta il tetto degli straordinari a 400 ore l'anno - 150 ore in più delle attuali 250 - pagabili in tre anni. Legge che favorisce l'industria che lamenta carenza di manodopera, in particolare quella automobilistica tedesca - Mercedes, Audi, Opel, BMW - che hanno trasferito le loro fabbriche in Ungheria negli ultimi anni.
A Tirana centinaia di studenti contestano l'aumento delle tasse universitarie. Proteste anche da parte degli sfrattati dalle loro abitazioni che saranno demolite per costruire la tangenziale ovest - sono lontani i tempi in cui tutto era diritto e gratuito -, oggi la risposta è solo la violenza della polizia. Le manifestazioni riguardano anche la difesa dell'ambiente perché il governo albanese ha deciso di smantellare sul proprio territorio le armi chimiche di altri paesi.
Gli scioperi generali, promossi dal Pame, hanno visto migliaia e migliaia di lavoratori scendere in piazza in varie città della Grecia per rivendicare aumenti salariali, delle pensioni, della sanità contro le briciole offerte dal governo Syriza-Anel, le sue bugie e la sua propaganda; per denunciare l'attacco delle banche e dei meccanismi dello Stato borghese agli alloggi popolari e alle famiglie, accentuato attraverso aste, tasse, procedimenti giudiziari contro coloro che resistono. Il 45° Anniversario della rivolta del politecnico è stata un'altra occasione per imponenti manifestazioni in numerose città.
Coraggiosi attivisti e militanti contro la guerra del Partito della Solidarietà Afghano e di altre associazioni per la pace, protestano - soprattutto a Kabul - contro l’occupazione dell'Afghanistan da parte degli Stati Uniti e della NATO - che hanno bisogno di un governo corrotto e traballante - e che, non solo non hanno lasciato il Paese, ma hanno legalizzato le loro basi permanenti attraverso i loro servitori e l'hanno trasformato in un centro di spionaggio delle varie agenzie di intelligence, di produzione e traffico di droga che è alla base dell'economia, con tre milioni di tossicodipendenti come risultato.
"Massacri USA /NATO: una sfida alla coscienza del mondo! Basi militari USA = spargimento di sangue in Afghanistan!" "Per l’emancipazione delle donne afghane: lotta contro l'occupazione e il fondamentalismo!” sono alcuni degli slogan usati.
"Con l'occupazione della nostra patria le sofferenze e l'agonia della nostra gente si sono moltiplicate: i nostri villaggi sono presi di mira quotidianamente dagli attacchi aerei condotti dagli assetati di sangue sotto la bandiera USA e NATO (una guerra costata oltre 1000 miliardi di dollari), con la maggior parte delle vittime che sono donne e bambini. La popolazione rurale è schiacciata tra talebani, ISIS e milizie filogovernative", ha dichiarato Selay Ghaffar, portavoce del PSA.
La siccità dell'ultimo anno aggrava la situazione disumana sia per i bambini - 500mila vivono in condizione di malnutrizione e almeno 160 sono stati venduti negli ultimi mesi da genitori che non sono in grado di pagare i loro debiti -. Anche le donne continuano a soffrire peggio che durante il periodo buio del regime talebano e ciò dimostra come l'invasione del 2001 che aveva lo scopo di salvarle (dal burka) fosse una spudorata menzogna sostenuta dai mass media occidentali e dai politici alla Bonino che ora tacciono.
Le condizioni in Italia non sono migliori di quelle dei francesi o di altri paesi, anzi. I rincari sono continui - a partire dal carburante - le tariffe dei servizi sono una truffa di spese aggiuntive sul consumo reale, la sanità viene pagata due volte: con le trattenute e con i ticket e per un'assistenza peggiorativa. Ogni giorno chiude o delocalizza una fabbrica, i disoccupati non sono assistiti ecc. ecc.
Eppure ancora c'è chi crede che questo governo possa fare miracoli. L'uso della propaganda e degli slogan razzisti, reazionari, retorici e misogeni (Pillon esalta la famiglia ma fa lavorare le donne incinte fino ai 9 mesi!) di Salvini e Di Maio fa sì che elettori, e non solo, non si rendano conto dei retromarcia dalle stesse promesse e delle truffe su decreti che spacciano come grandi conquiste, ma che sono di assoluta secondaria importanza. Che per la manovra finanziaria il governo ha ceduto alle richieste della UE, chei ricorre a condoni, tagli, depotenziamento dell'Inail mentre aumentano gli infortuni e le morti sul lavoro, che ricorre alla continua fiducia del parlamento. Rimandano sul reddito di cittadinanza (straridotto), "superano" la legge Fornero, peggiorandola. E dimenticano i terremotati!
Dov'è il tanto sventolato cambiamento per il "popolo", per gli "italiani prima di tutti"? Anche questo governo non risolve i problemi perché non intacca il sistema capitalista, accetta le regole dell'Ue, rimane sottomesso agli Stati Uniti e alla Nato che l'Italia continua a sostenere pagando 70 milioni al giorno per appartenere ad una alleanza che porta solo alla guerra perché già ci coinvolge in quelle esistenti.
Se pure in assenza di una seria opposizione di classe Lega e M5S sono preoccupati di una rivolta di piazza e agiscono per evitarla e mantenere la pace sociale, in attesa della scadenza delle elezioni europee con le quali contano di fare il pieno di voti e poi... poi ci saranno altre sorprese!
La mobilitazione risoluta come in Francia dimostra che i governanti impauriti tentano una mediazione. Sono briciole che non bastano, ma possono servire per alzare il tiro anche se non sono risolutive perché la classe lavoratrice non può accontentarsi di misure riformiste rivolte a frenare il malcontento popolare.
Non si tratta di scimmiottare i gilet gialli come stanno tentando di fare un sindacalista degli ambulanti e un ex militante no tav ed ex deputato torinese del M5S né di tornare ai precedenti governi socialdemocratici e/o liberali che hanno sempre operato a favore della borghesia e per impedire il protagonismo della classe operaia. Sono i lavoratori, uniti e organizzati, che devono rafforzare la lotta, sconfiggere il populismo e prendere in mano la situazione per scalzare i capitalisti e i loro profitti che sono alla base della vita difficile di sfruttamento, patimenti e continui sacrifici, con l'obiettivo della presa del potere.

nuova unità

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