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(29 Luglio 2011) Enzo Apicella

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Pausa pranzo al Comune di Milano, la protesta dei dipendenti: "Solo parole, niente impegni"…OVVERO, L’INSOSTENIBILE “LEGGEREZZA” DEL PASTO…

(13 Luglio 2023)

comunicatousi

La tensione esistente, a partire dalle metodologie organizzative del lavoro con riduzioni di personale, le carenze strutturali di organico, collegate ad un piano assunzionale valutato anche dalle Rsu aderenti all’Usi come insufficiente, è scoppiata al Comune di Milano e sindacati, tutti uniti eccezionalmente, sulla pausa pranzo e sul tickets restaurant, ossia i buoni pasto e il conseguente “diritto alla mensa”. Un’assemblea con la partecipazione di oltre 600 dipendenti meneghini, svoltasi a Palazzo Marino sede del Comune di Milano, ha deciso di respingere la proposta datoriale della Giunta Sala, spostando la fase di confronto e in stato di agitazione sindacale, alla Prefettura Ufficio Territoriale di Governo, nelle procedure del c.d. “raffreddamento del conflitto”, a questo punto estendendo la piattaforma alle altre rivendicazioni sopra descritte. La classica goccia che ha fatto trabocca il vaso, è il bando di gara sulla ristorazione, relativo alla gestione dei buoni pasto collegati alla pausa pranzo per i circa 13700 dipendenti del Comune, con condizioni peggiorative rispetto al passato, già oggetto di critiche di sindacati e della Rsu a fine maggio 2023, esplicitata da forme di protesta ironiche e cartelli esposti anche all’assemblea unitaria del personale, come quello "L’insostenibile leggerezza di un pasto". In memoria della scomparsa l’altro giorno di Kundera. L’assemblea del personale ha dato mandato a sindacati e Rsu (dove sono presenti e attivi 4 Rsu aderenti a Usi), per un Ordine del Giorno, fatto proprio da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa e Rsu, che dichiara come la proposta, respinta formalmente in assemblea fatta dall’Amministrazione milanese, con accordo sui servizi di ristorazione "non prevede l’impegno a trovare nel bilancio le risorse economiche per passare alla “fase 2“" e "nemmeno è prevista una tempistica certa per arrivare al ticket elettronico cumulabile e spendibile anche nei supermercati". Mancano inoltre "impegni concreti" sull’apertura dei refettori. Molte promesse, nessun impegno concreto, contribuendo al peggioramento della qualità e quantità dei serizi offerti alla cittadinanza. Anche per Stefano Mansi (Usi), il Comune di Milano "nega il diritto alla mensa dei suoi lavoratori e lavoratrici". Se dal passaggio di confronto alla Prefettura non dovessero uscire, sui vari punti di piattaforma non solo sul bando della ristorazione, impegni precisi da parte del Comune, lo stato di agitazione diventerà in questa calda estate, ancora più …“bollente”.

USI Unione Sindacale Italiana

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