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politica-magistratura
LA BILANCIA DEL PADRONE

(28 Novembre 2023)

Montesquieu

Montesquieu

politica-magistratura ; la bilancia del padrone

IN LOTTA TRA LORO
UNITI CONTRO NOI

La divisione dei poteri,
espressione sovrastrutturale del rapporto di forza tra frazioni borghesi, rappresenta il punto di equilibrio tra le esigenze di governo, controllo e repressione alchemicamente miscelate e dosate nei tempi e nelle forme della democrazia, comunque migliore involucro allo sviluppo capitalistico.

Il bilanciamento dei poteri è un meccanismo proprio di sistema ispirato al principio della separazione così come teorizzato da Montesquieu nel XVIII sec..
Nella tradizione giuridica anglosassone lo stesso meccanismo è noto con l’espressione “checks and balances”, riferendosi ad un’ architettura istituzionale impostata su un sistema di controllo e bilanciamento incrociato e reciproco tra i poteri.
Dalla nascita della Repubblica abbiamo assistito all’alternarsi della preminenza di fatto di un potere sull’altro. Il ruolo centrale del Parlamento è rimasto tale sino all’esplosione dell’uso della decretazione d’urgenza da parte del Governo che lo ha reso vero e proprio “signore delle leggi”.
In seguito, la Magistratura ha generato un potere tale da influenzare la vita politica del Paese attraverso le attività inquirenti fino ad essere delegata alla caduta dei governi (mani pulite ) .
Da ultimo, la Corte costituzionale ha guadagnato un ruolo sempre più centrale nel tentativo di sopperire alla debolezza politica del Parlamento o del Governo.
Il meccanismo di temperamento delle fibrillazioni è affidato ad una sorta di bilancia mobile che, di volta in volta, vede l’alternarsi sui piatti di due poteri che dialogano o si scontrano, – più o meno aspramente – fino a corroborarsi, perpetuando la tenuta dei cosiddetti equilibri democratici.
Gradi e misure di questo equilibrio rispondono alla caratura repubblicano-parlamentare o presidenzialista dell'architettura statuale, ed alla lotta, come negli ultimi decenni europei ed italici, per la parziale prevalenza dell'uno sull'altro.
Ovviamente questa lotta di potere viene ideologicamente coperta, trasversalmente usata anche elettoralmente, dalla “difesa costituzionale” delle “mani pulite”garantista e giudiziaria, o dalla retorica giustizialista contro la politicizzazione delle inchieste e per l'”indipendenza” della magistratura.
Noi sfruttati non abbiamo da schierarci per nessuno di quelli che legiferano e governano contro di noi, reprimendoci quando le leggi dei loro governi non vengono rispettate.

Anche perché poteri in lizza tra loro, alla ricerca di un nuovo equilibrio funzionale alla democrazia veloce adeguata al vincolo europeo, sono sempre e comunque uniti contro di noi.
Non possiamo farci trascinare su un falso terreno di lotta, tantomeno delegare alla magistratura compiti di classe come quello di far cadere governi o, addirittura, produrre “rivoluzioni”.

Politici e magistrati servono i padroni governando e facendo leggi contro di noi, incarcerandoci se non le rispettiamo.
Politici e magistrati sono parte costitutiva di un sistema irriformabile, degno solo di essere rivoluzionato.

SOCIETA' INCIVILE

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