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(17 Febbraio 2024)

Editoriale del n. 134 di "Alternativa di Classe"

Caio Duilio

Un Cacciatorpediniere lanciamissili Caio Duilio

Per dare un'importante immagine di sé, sia all'interno, mostrando di volere trovare una “soluzione” alla questione della immigrazione clandestina, sia verso l'estero, ponendosi come centro politico europeo per i rapporti politici ed economici con l'Africa, il Governo Meloni ha organizzato il Summit di Roma del 28 e 29 Gennaio scorsi. L'idea-forza è quella di costiture un vero e proprio hub energetico dell'intera UE nel Mediterraneo,
Si tratta di una nuova tappa del cosiddetto “Piano Mattei”, per il quale la premier parla di volere una “cooperazione da pari a pari” con l'Africa. Era presente U. Von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, che ha avallato il tentativo italiano, ma ricomprendendolo nel “Global Gateway europeo”, e in assenza di rappresentanti degli altri principali Paesi UE. Mentre il piano europeo ha già destinato allo scopo 150 miliardi di euro fino al 2027, il piano italiano ad oggi conta solo su 5 miliardi e mezzo, tutti provenienti dall'Italia, e dalla destinazione ancora imprecisata...
Anche sul versante africano il successo è stato relativo: se è vero che mancavano solo 8 Stati africani (fra cui, oltre alle dittature di Burkina Faso, Mali e Niger, anche uno Stato importante come la Nigeria) su 54, è anche vero che solo 21 avevano inviato figure apicali, e che l'intervento del Presidente della Commissione della Unione Africana (UA), M. Faki, ha denunciato la mancata consultazione precedente dell'Unione e, soprattutto, ha ribadito l'indirizzo politico della “libertà non allineata a un blocco unico”.
Il Governo Meloni ha potuto sì spingere il business per le imprese nazionali negli incontri bilaterali a latere, ma il corpo sociale dei Paesi africani è rimasto del tutto estraneo all'iniziativa, e nemmeno le stesse elites al potere si sono mostrate entusiaste delle scarse risorse disponibili, a fronte delle molte parole spese.
Al contrario, la penetrazione della Cina in Africa è cresciuta, con i rapporti strutturati con Costa d'avorio, Egitto, Togo e Tunisia, e la Russia ha consolidato i propri rapporti con i tre Stati della ex Africa Occidentale Francese, Burkina Faso (cui sta per inviare il, non disinteressato ma concreto, “aiuto” di 35mila tonnellate di frumento), Mali e Niger, che stanno, fra l'altro, progettando anche una propria moneta comune dopo essere usciti da ECOWAS, e, inoltre, ha concordato con il Gen. Haftar, che controlla la Cirenaica, la realizzazione di una base navale a Tobruk, in Libia.
Nel frattempo, la situazione in Medio Oriente resta esplosiva. Il Governo israeliano, infatti, continua il suo genocidio palestinese nei tempi e nei modi che preferisce, permettendosi anche di rifiutare una articolata proposta di “Cessate il fuoco” proveniente da Hamas. Essa, oltre ad avere subito importanti perdite, si è resa conto del fatto che il prolungarsi indefinito del massiccio scontro aperto in atto, pur appoggiato politicamente da tutte le fazioni della “Resistenza Palestinese”, potrebbe, però, intaccarne la popolarità proprio tra i diseredati di Gaza.
La situazione a Gaza, infatti, è peggiorata ulteriormente. Più dell'80% degli ospedali è stato abbattuto dagli attacchi israeliani. Vengono colpiti anche presidi dell'ONU per sfollati (ora sono 1 milione e mezzo!) e aiuti umanitari sono spesso impediti. Recenti dati indicano ammontare a 29mila i morti + 7mila i dispersi, e non ci sono più almeno 15mila bambini. Il Valico di Rafah, verso l'Egitto, è ora bombardato da Israele. Spesso chiuso dall'Egitto, il passaggio pare costi da 4500 a 10mila dollari per singolo palestinese: scampare, ancora una volta, è una questione di patrimonio!...
Intanto, il fronte del Mar Rosso è incandescente; si succedono raid aerei della “coalizione internazionale”, guidata da USA e Regno Unito, che colpiscono lo Yemen, in cui prosegue la tregua interna tra il Governo filo-saudita e gli Houthi, che continuano ad attaccare le navi filo-israeliane, e stanno conquistando sempre più seguito. Da Venerdì 2 gli USA hanno colpito anche in Siria e in Iraq, provocando proteste ufficiali da parte di Iran e Iraq. E la Russia ha chiesto nuovamente una riunione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU sul Medio Oriente.
Sulla scacchiera internazionale anche la Guerra ucraina continua, ed il 1° Febbraio la UE è riuscita a recuperare terreno sul Regno Unito (vedi ALTERNATIVA DI CLASSE Anno XII n. 133 a pag. 2), approvando nel Vertice di Bruxelles uno stanziamento aggiuntivo di 50 miliardi di euro, di cui 17 a fondo perduto, nel bilancio 2024/2027, superando con qualche concessione l'opposizione dell'Ungheria. L'approvazione definitiva spetterà al Parlamento Europeo, ma la bancarotta dello Stato ucraino è da considerarsi, così, sventata.
Quello che resta in dubbio è l'appoggio americano, dato che è legato alla corsa alla Casa Bianca di Biden contro Trump, cui preme dipiù respingere gli immigrati alle frontiere col Messico. Quale sarà la scelta del ruolo specifico che il capitale USA vorrà continuare a svolgere lo dirà il risultato delle prossime elezioni presidenziali. Intanto l'obiettivo della “responsabilizzazione” sul piano militare di UE e Regno Unito è da considerarsi raggiunto, con un ridimensionamento della autonomia europea in campo internazionale.
Importante il ruolo dell'Italia, per la quale la leadership dei post-fascisti ha lavorato al compromesso con l'amico Orban per l'unanimità sulla votazione degli aiuti supplementari. Il Governo Meloni ha preso molto sul serio questo anno di Presidenza del G7, e, come tale, sta proponendo l'arruolamento di 10mila riservisti per presidiare l'Italia in caso di conflitto, o, quanto meno, fare da base logistica per le “operazioni” all'estero a tutela degli “interessi nazionali”. In tal senso sono state presentate proposte di legge anche dalla Lega di Salvini.
Per i riservisti, ad oggi la discussione è se limitarsi a volontari, oppure pescare anche tra “ex volontari”. Fermo restando il richiamo, ad oggi, invero, non all'ordine del giorno, del servizio di leva obbligatoria, in caso di “bisogno di difesa”. Intanto, rispetto alla “Operazione Aspides”, decisa dalla UE, in relazione alla “scorta” delle navi che attraversano il Mar Rosso, il Ministro Crosetto ha già annunciato il ruolo di comando attribuito all'Italia.
Per ottemperare alla richiesta dell'Alto Rappresentante UE, J. Borrel, è già in zona la FREMM Martinengo, cui potrà aggiungersi il cacciatorpediniere Caio Duilio. Il Ministro Tajani ha detto che l'operazione dovrebbe essere “difensiva” e fungere solo da deterrente, ma un membro del Comitato politico supremo degli Houthi ha dichiarato che se finora sono state bersagli solo navi di Israele, Usa e Regno Unito, la UE non aveva da temere, e che questa Operazione viene considerata un “atto di guerra”, per il quale anche “l'Italia diventerà un bersaglio”.
Il pur mite A. Tajani ha dovuto, invece, rispondere che si tratta di “difesa operativa”, e che, quindi: “se c'è un attacco si reagisce, non ci faremo intimidire!”. Dopo il 19 p.v. la UE inizierà anche questa avventura, senza che si intravedino controtendenze. Anzi. E' di Lunedì 5 l'annuncio ufficiale dell'Iran di prossime esercitazioni navali comuni con Russia e Cina. Ed i Paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), sul fronte orientale della NATO, hanno deciso di realizzare bunker in relazione allo scontro (militare) con la Russia, considerato probabile.
Intanto G. Meloni ha fatto visita ai Paesi extraeuropei del G7, in occasione della presidenza italiana. Prima di andare in Canada e USA, si è recata in Giappone, lo Stato che deteneva la presidenza fino al 31 Dicembre, per il cambio delle consegne. Al termine dell'incontro con il premier F. Kishida, la Presidente del Consiglio ha dichiarato che l'intesa strategica fra i due Stati è soprattutto in campo industriale e militare. A questo proposito, ha annunciato prossime esercitazioni congiunte nell'Indo-Pacifico, senza dimenticare incontri con le multinazionali nipponiche.
L'intesa con Tokyo, dopo l'uscita dell'Italia dalla Belt and Road Initiative, segna un decisivo allontanamento dalla Cina, che dai primi di Gennaio sta intensificando, invece, i rapporti economici con la Russia, ad esempio importando sempre più gas dalla multinazionale Gazprom. Ed anche le Filippine, alleato “d'acciaio” degli USA, hanno deciso di aumentare la presenza militare nelle Isole Batan, le più vicine a Tai-wan, dopo un'escalation di provocazioni reciproche con la Cina, iniziata l'Aprile scorso, quando in quelle acque si è tenuta una grande esercitazione navale USA-Filippine.
Dato che le difficoltà internazionali rischiano di peggiorare sensibilmente la situazione in Europa, e in Italia in particolare, si è registrata una convergenza di fatto, a sfondo elettoralista, tra G. Meloni ed E. Schlein per inserire, fermo restando un appoggio totale ad Israele, anche un impegno per trattative in Medio Oriente, in modo da provare ad arginare i riflessi economici sul commercio nazionale. Ed il Governo enfatizza il recente dato sull'aumento dell'occupazione in Italia, che deriva dal computo nel totale del precariato e, soprattutto, del lavoro povero.
Anche dati della Caritas confermano che negli ultimi 15 anni la “povertà assoluta”, cioè quella che “non può permettersi le spese essenziali per condurre uno standard di vita minimamente accettabile (casa, salute, vestiario,...)”, è salita dal 3% al 9,7%, più che triplicata; i “poveri assoluti” sono ora 5 milioni 647mila! Il Governo Meloni non ha certo invertito il trend. E nel 2023 sono molte dippiù, 14 milioni, le persone che hanno dovuto rinunciare a curarsi, per i tempi lunghissimi di attesa delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale e l'assenza di denaro per pagare un privato!
La spesa sanitaria pubblica in Italia è diminuita in valore reale e percentuale sul PIL, mentre le assicurazioni private hanno registrato grossi profitti, e i grandi gruppi privati stanno arrivando addirittura a prevedere “pronto soccorsi” a pagamento nelle proprie strutture. Vi è una emergenza-salute in atto, che colpisce sempre più persone, e il disimpegno di spesa pubblica nel settore, attuato dal Governo, e che il progetto di autonomia differenziata andrà ad acuire, rischia di relegare la salute a “bene di lusso”!...
In piena “emergenza-salari”, falcidiati da inflazione e carovita (vedi ALTERNATIVA DI CLASSE Anno XII n. 133 a pag. 3), con le lotte per i nuovi contratti di lavoro, che stanno tardando, il progetto di autonomia differenziata, in corso di approvazione parlamentare, minaccia di introdurre anche le gabbie salariali, mentre sei banche italiane, UniCredit, Intesa Sanpaolo, BancoBpm, Bper e Mps, stanno registrando profitti record assoluti per il 2023, 35 miliardi in tutto, grazie ai tassi di interesse, e per l'anno in corso si prospetta un ulteriore record!...
La politica del Governo Meloni continua a trasferire risorse da chi ha meno a chi ha di più. E la maggior parte dello stanziamento per il famoso “Piano Mattei per l'Africa”, 3 miliardi di euro, è stata stornata dal Fondo per il Clima, che avrebbe dovuto agire contro il cambiamento climatico. Su questo piano, invece, gli studi sul clima verranno finalizzati ad individuare le stagioni migliori in cui incentivare il turismo nelle nuove condizioni climatiche. Gli stessi obiettivi europei di riduzione dell'uso dei pesticidi saranno smentiti dai provvedimenti a favore del padronato agricolo.
Anche rispetto alla mobilitazione di padroni e padroncini agricoli, che rivendicano il mantenimento di privilegi fiscali, il Governo sta cedendo, senza che nessuna forza parlamentare si sia mossa a favore del bracciantato, l'unico vero proletariato agricolo. Mentre, rispetto ai blocchi stradali da parte dei trattori, il Governo ha sorvolato, come invece non fa se si tratta di mobilitazioni a difesa dell'ambiente o di lavoratori in lotta, quando vengono invocate e/o attuate misure sempre più repressive.
Una mobilitazione conseguente contro la politica guerrafondaia di questo Governo è urgente, ma non vanno confusi gli obiettivi. Non va dato spazio a posizioni interclassiste, e, anche all'interno di mobilitazioni parziali, vanno fino da subito portate posizioni internazionaliste, che rifiutino di sostenere qualsiasi borghesia. Contro i pericoli di guerre sempre più generali e distruttive cui lo sviluppo capitalistico sta portando il mondo, va perseguita l'unità di tutti i proletari a difesa degli interessi comuni.

Alternativa di Classe

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