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(8 Ottobre 2011) Enzo Apicella

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Fermare la guerra contro il popolo irakeno!

volantino di progetto comunista per la giornata contro la guerra di Vicenza

(19 Gennaio 2003)

Sono passati poco più di dieci anni dalla dissoluzione del ordine mondiale che aveva retto il mondo da Yalta in poi, e ancora una volta gli eserciti dei paesi più ricchi, più sviluppati e più "civili" della terra si preparano alla guerra contro il popolo di un paese del sud del mondo. Dopo la guerra con l'avallo dell'ONU contro l'Irak nel 91, a cui sono seguiti l'intervento "umanitario" in Somalia, la "liberazione" del Kossovo, la "punizione" dell'Afghanistan, ancora una volta nel mirino è il popolo irakeno.

FERMARE LA GUERRA DELLA GLOBALIZZAZIONE IMPERIALISTA

E' una guerra per il petrolio? Anche, ma non solo. Tutte queste guerre, succedutesi in un solo decennio, hanno una radice comune nell'imposizione di una ideologia neoliberista che tutto giustifica e tutto permette in nome del mercato, della concorrenza, della competizione e dell'individualismo.
Il neoliberismo è la bandiera che permette alla grande borghesia di combattere la proprio guerra per il profitto e contro l'umanità, trovando alleati in tutti i settori di borghesia, a volte anche contro il loro stesso interesse.

Ed è così che si sfruttano senza ritegno i migranti (perché se loro si svendono, che male c'è a comprarli), che si licenzia senza pietà (perché se non c'e' il "giusto" profitto non ha senso produrre), che si decentra la produzione (perché qui il lavoro costa troppo), che si continua a sostenere un modello di sviluppo basato su risorse (come appunto il petrolio) che sono di altri (perché "devono" vendercele), che si producono tonnellate di merci che non si venderanno mai (ma con la speranza che siano quelle del concorrente a rimanere invendute)...

Ma per imporre le leggi del mercato e dello sfruttamento a livello globale dietro alla bandiera si devono schierare anche gli eserciti per colpire duramente chi si rifiuta di far propri gli interessi "occidentali" o anche, semplicemente, rivendica una diversa spartizione della ricchezza.

Una necessità su cui si sono definiti negli anni 3 principali poli imperialisti, tutti di dimensioni continentali: nordamericano, europeo (attorno all'asse Francia Germania) e asiatico. Tre poli imperialisti che hanno in comune l'obiettivo di allargare il mercato capitalista, di razziare le risorse, di sfruttare l'umanità, e che allo stesso tempo sono in conflitto tra loro per l'egemonia.
Uno scontro all'ultimo sangue perché senza espansione dei mercati (dei propri mercati) non c'è possibilità di reinvestimento dei profitti accumulati, non c'è uscita dalla crisi di sovrapproduzione che attraversa tutti tre i "poli" indistintamente: l'Europa franco-tedesca non si è convertita al pacifismo, ma semplicemente non è interessata ad una guerra per la difesa del controllo monopolistico USA sul petrolio del golfo persico...

Oltre al petrolio, dietro la guerra che si sta preparando contro il popolo irakeno c'è tutto questo, così come c'è tutto questo dietro i tentativi di golpe contro il legittimo governo venezuelano, e dietro gli infiniti conflitti in cui si riversa la crisi economica, politica e sociale di questo vecchio mondo.

INCEPPARE I MECCANISMI CHE PRODUCONO LA GUERRA IMPERIALISTA
LOTTARE CONTRO IL LIBERISMO E LE PRIVATIZZAZIONI

Oggi, 18 gennaio 2003, manifestiamo a Vicenza contro la guerra al popolo irakeno, e questo è un passo importante di denuncia della guerra e delle sue cause. E' possibile andare oltre alla denuncia, è possibile agire concretamente?

La stessa bandiera dietro a cui si allineano gli eserciti della "civiltà occidentale" nel golfo persico, sventola anche nei nostri territori, lì dove si licenzia (come alla Fiat, come alla Marzotto), lì dove si privatizza.
Pensioni, scuole, sanità, trasporti, acquedotti, asporto rifiuti, farmacie comunali, case popolari... sono oggi il terreno su cui i grandi capitali multinazionali creano nuovi mercati con la rapina del patrimonio comune della collettività e la sua trasformazione in nuovo capitale e in nuovo profitto, alimentando così la spirale della concorrenza, della competizione, della guerra.

Contro la privatizzazione dei servizi pubblici, con l'obiettivo della loro rimunicipalizzazione, possiamo combattere qui e ora una battaglia efficace contro le radici profonde della guerra, contro la globalizzazione liberista, contro la logica del profitto privato.

SOLIDARIETA' AL POPOLO IRAKENO!
COSTRUIRE LO SCIOPERO GENERALE CONTRO LA GUERRA!

SOLIDARIETA' ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI FIAT E MARZOTTO!
NAZIONALIZZARE LA FIAT E LE INDUSTRIE IN CRISI SOTTO CONTROLLO OPERAIO!

BLOCCO DELLE PRIVATIZZAZIONI DEI SERVIZI PUBBLICI!
RIMUNICIPALIZZARE I SERVIZI PUBBLICI SOTTO CONTROLLO POPOLARE!

PROGETTO COMUNISTA VENETO - sinistra del PRC

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