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    Teoria e prassi brunettiana

    (15 Febbraio 2010)

    La teoria è quella brunettiana secondo cui tutti i mali dell’economia italiana sono da ricercarsi nella pubblica amministrazione fannullona. La critica alla teoria è troppo facile è bene però ricordare ai più “distratti” che:
    · la percentuale della PA (Pubblica Amministrazione) sul PIL nazionale è assolutamente risibile.
    · la percentuale di “fannulloni” ancora più ininfluente.
    · la PA italiana è la meno retribuita di tutta l'Europa ed i suoi addetti, anche in quella piccola percentuale di fannulloni, paga regolarmente le proprie tasse ogni fine mese, direttamente in busta paga.

    Forse sarebbe meglio rivolgere i propri sforzi verso i cosiddetti imprenditori capitalisti italiani, che non pagano le tasse, che ridono sui terremoti come iene, che sono sempre pronti a corrompere il politico di turno con denaro contante o festini a base di escort e altro, che costruiscono le case con la sabbia, che fanno morire persone sul lavoro per risparmiare due soldi, che chiudono fabbriche lasciando nella disperazione migliaia di famiglie.

    Forse sarebbe bene ricordare anche che quel ministro che si scaglia tanto contro la PA detiene il record di assenteismo al parlamento europeo e, quando ci andava volava lowcost ma si faceva rimborsare biglietti di linea, che si è comprato attici a Roma di proprietà statale a prezzi irrisori, che si è costruito ville nella costiera amalfitana in zone non edificabili sanando poi il tutto con l’'elezione di sindaci amici.

    Lo so, oggi la memoria della società difetta ed è molto più facile individuare il nemico nel marocchino o nel romeno, oppure nell’impiegato fannullone.

    La prassi. Da maggio ogni dipendente della “nostra” azienda sarà “valutato”. Questa valutazione, nel futuro, dovrà designare i buoni e i cattivi, ovvero, in soldoni, chi avrà diritto ad una fetta di torta e chi le briciole del contratto integrativo aziendale, non è poco considerando le nostre già magre retribuzioni. Così, a prescindere, si dovrà individuare un 25% di cattivi, un 50% di bravi soldatini, un 25% di eletti. Discorso economico a parte, ciò che ci chiediamo è CHI sarà il controllore e soprattutto CHI sarà deputato al controllo del controllore?? Non una parola da parte dei sindacati concertativi, forse già sicuri di far parte degli eletti. Solo Nursing Up ha preso una posizione, non di critica nel merito ma solo per lamentare come i poveri professionisti infermieri siano stati inseriti nel calderone insieme agli impiegati amministrativi e soprattutto alla plebe degli OSS. In altre parole, la pagella va bene ma siccome noi siamo professionisti vogliamo una pagella a parte, come i medici. Cosa altro aspettarsi da broker infermieristici sempre pronti a promettere la luna (professionale) ai lavoratori per poi avvallare sempre discutibili (e dequalificanti) scelte aziendali?

    Ma, il valutatore è, sarà, in grado di escludere ogni giudizio personale (antipatia, screzi, posizione politica) sul valutato? Potrà un lavoratore concedersi il lusso di una giornata storta nel periodo di valutazione?

    Potremmo forse riparlarne, quando l’Italia sarà un paese fondato sulla logica lavorativa e non più sul profitto.

    Nel frattempo l’azienda dichiara un buco 2010 di 20 milioni di euro; non assumerà nuovi infermieri, quindi questi diminuiscono ed aumentano i doppi turni; assume un responsabile per la sicurezza (un poliziotto in pensione); prepara nuovi rimescolamenti di posti letto e reparti; MARIO & SOFIA non servono ma sono costati e costano tantissimo e le loro antennine wireless continuano a friggerci il cervello nelle corsie; continuiamo a gettare nella spazzatura non diversificata migliaia di bottiglie di plastica e quintali di carta ogni giorno.

    Quando saranno i lavoratori a dare la pagella a chi conduce questa come altre aziende

    15/02/2010

    Sin.base (via Alla Porta degli Archi, 3/1 – 16121 – Genova)

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