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Diamo voce a chi, tra uccidere e morire, resistendo all’odio e alla violenza, sceglie di vivere

iniziativa delle donne in nero a padova

(6 Ottobre 2004)

Nel flusso ininterrotto di immagini di guerra-terrorismo-morte-distruzione che ci sommergono e ci angosciano, si sono inserite in questi giorni delle immagini diverse, fragili immagini di resistenza civile, come la manifestazione delle donne e dei bambini di Baghdad per la liberazione delle due Simone, di Ra’ad e Manhaz e quella successiva che ha visto la partecipazione di centinaia di persone della societa' civile irachena.
Fragili immagini, ma ad un tempo forti, cariche di speranza, proprio perche' vengono da una popolazione dilaniata da guerra e terrorismo, da persone costrette a vivere in condizioni terribili, ma con la volonta' di resistere all’odio e alla violenza e la forza di scendere in piazza a chiedere la pace, di cui le due Simone, Ra’ad e Manhaz erano e sono un simbolo.

Quante altre immagini di resistenza civile restano sconosciute e sotto silenzio?

- Chi ci parla di tutte le associazioni che in Iraq oggi lavorano per la difesa dei diritti umani, per i diritti delle donne e delle minoranze, per l’aiuto ai bambini; dei gruppi di studenti che si organizzano, delle cooperative autogestite di donne?

- Chi ci parla del Centro Culturale Ibdaa, sorto all’interno del campo profughi Dheisheh a Betlemme, che aiuta, anche con la danza, i bambini e gli adolescenti palestinesi ad esprimere il loro disagio e a superare l’odio e la violenza con cui convivono ogni giorno, di tutte quelle piccole realta' che in Palestina come in Israele cercano di resistere alla disumanizzazione creata dell’occupazione?

- Chi ci parla della resistenza delle donne nei campi profughi di tutto il mondo (Palestina, Libano, Afghanistan, Pakistan, Africa….) che giorno dopo giorno cercano di dare una via d’uscita alle loro difficili esistenze?
E l’elenco potrebbe continuare…

Ora che la voce della guerra e il dolore sembrano pervadere ogni cosa, pensiamo che far conoscere e rendere visibili queste forme di resistenza all’occupazione, alla guerra, alla violenza, alla miseria, sia importante.
Percio', mentre continuiamo a dichiarare la necessita' improrogabile di far cessare il fuoco e ritirare gli eserciti occupanti da tutti i territori di conflitto, dichiariamo anche che e' necessario costruire e rafforzare i nostri rapporti con quanti attuano forme di resistenza civile, per dar loro visibilita' e sostegno.

Ognuna/o di noi, qui, puo' decidere dove stare, se scegliere la violenza o le azioni che ricercano la pace, la logica della morte o quella della vita, consapevoli che in questo esteso orizzonte infuocato siamo ormai tutti legati gli uni agli altri.

Per riaffermare la nostra scelta per la pace e per la vita, siamo in piazza Garibaldi, in nero e in silenzio, mercoledi 6 ottobre alle 17.30.

Donne in Nero - Padova 6 ottobre 2004

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