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(13 Febbraio 2012) Enzo Apicella

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contro il jobs-act un nuovo sciopero generale - astenersi perdigiorno per
favore!

(22 Febbraio 2015)

L'APPROVAZIONE DEL JOBS ACT UNISCE AL VIA LIBERA AI LICENZIAMENTI, AL
PESANTE ATTACCO ALLE CONDIZIONI DI LAVORO, AI DIRITTI, UN ATTACCO IDEOLOGICO
Come era prevedibile il testo del Jobs act come era stato fatto e voluto da
Renzi-Poletti così è sostanzialmente rimasto, neanche il timido tentativo di
togliere l'estensione della cancellazione dell'art. 18 anche ai licenziamenti collettivi è passato.
I padroni sono soddisfatti. Il Jobs act pone i rapporti tra capitale e lavoro, tra capitalisti e lavoratori nella loro forma pura e dura, senza lacci e lacciuoli. I lavoratori sono una merce che i padroni possono usare
come e per quanto vogliono, possono quindi liberarsene in ogni momento e per
qualsiasi motivo (ora non devono neanche più fare tutta la lungaggine della procedura dei licenziamenti collettivi, con fastidiosi incontri sindacali... - certo, poi, "fammi causa", ma male che vada ti devo dare un
risarcimento di qualche mensilità...). Inoltre questa questione dell'art. 18
funziona bene per tutti come ricatto e minaccia.
I lavoratori per tre anni non hanno diritti, ma per far capire subito cosa ai giovani significa, i padroni tolgono i diritti già ai "vecchi", con un metodo da "tutela decrescenti". Chi ha ancora dubbi, guardi alla Fiat di Marchionne: per poche centinaia attualmente di giovani assunti alla Sata di
Melfi, presi da "agenzie interinali" e poi per altri 3 anni a "contratto a tutele crescenti", i 5mila operai e operaie non ce la fanno più per i ritmi, i carichi di lavoro, per la riduzione delle pause, gli straordinari imposti (e concordati con i sindacati filopadronali o padronali direttamente).
I sindacati confederali Cisl, Uil, Ugl hanno già da tempo dato il loro assenso convinto al Jobs act. Le lamentele della Cgil sono fiato sprecato.
Serve ora più che mai un vero sciopero generale, costruito dal basso nelle
fabbriche, nei vari settori di lavoratori e sociali. Occorre che tutte le realtà sindacali di base e di classe, le forze che non ci stanno presenti nella Fiom, cgil, le realtà di lotte sociali, ecc. lavorino per questo
sciopero generale.

slai cobas per il sindacato di classe
coordinamento nazionale

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