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Cantiere Italia

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(17 Novembre 2010) Enzo Apicella
Presentato il report Inail: gli omicidi sul lavoro nel 2009 sono stati 1021

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(Di lavoro si muore)

IN RICORDO DI TUTTI I LAVORATORI E CITTADINI ASSASSINATI IN NOME DEL PROFITTO

CONTRO LE STRAGI IMPUNITE DI LAVORATORI, LE VITTIME DELL’AMIANTO E DEL PROFITTO SCENDONO IN PIAZZA

(20 Aprile 2021)

Sabato 24 aprile 2021 alle ore 16.00
manifestazione a Sesto San Giovanni, Milano
CONTRO LE MORTI SUL LAVORO E PER MALATTIE PROFESSIONALI
PER LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO E DI VITA

in memoria dei morti sul lavoro

Anche se ci sarà ancora la zona rossa e divieti o restrizioni da parte di governo e regioni per il coronavirus, come l’anno scorso e come facciamo ogni anno dal 1997, anche quest’anno manifesteremo, portando in piazza la rabbia delle vittime e la determinazione a continuare la lotta contro il capitalismo, un sistema economico-politico - giudiziario e sociale che ogni anno assassina migliaia di lavoratori per il profitto.

Il nostro Comitato ricorderà comunque, nel rispetto delle norme di sicurezza, tutte le vittime del profitto con una manifestazione “statica” permessa in base al DCPM del Ministero dell’Interno del 2.3.2021.
Ci incontreremo quindi alle ore 16 in via Carducci (terreno ex Breda) e deporremo fiori alla lapide posta dagli operai delle fabbriche sestesi nel 1997, con la scritta A PERENNE RICORDO DI TUTTI I LAVORATORI MORTI A CAUSA DELLO SFRUTTAMENTO CAPITALISTA ORA E SEMPRE RESISTENZA, aprile 1997.
Non possiamo più tollerare che l’Italia continui a essere il paese delle stragi operaie e ambientali impunite (ponti che crollano, disastri ambientali, inondazioni, terremoti e altro ancora).
Oggi, accanto alle stragi dovute alla malasanità, ai tumori professionali e ambientali, a tutte le patologie dovute all’inquinamento, si aggiungono le decine di migliaia di vittime del Covid-19 e di una sanità pubblica smantellata negli ultimi anni. Ad esse vanno aggiunte altre vittime del lavoro: infermieri, medici, personale sanitario in genere, che hanno perso la vita per aver dovuto lavorare senza le adeguate protezioni.

Sono passati 28 anni da quando l’Italia ha messo al bando l’amianto, ma siamo ancora uno dei paesi al mondo maggiormente colpiti dall’epidemia di malattie amianto-correlate. Ogni anno le vittime dell’amianto sono circa 6mila: 3600 per tumore polmonare, 600 per asbestosi, 1800 per mesotelioma, un tipo di cancro molto aggressivo che colpisce la pleura e altre membrane.
L’amianto ha ucciso, uccide e continuerà ad uccidere ancora, perché i tumori che causa (mesotelioma, tumori polmonari, alla laringe, asbestosi, e altri ancora) ci mettono decenni a manifestarsi, e il loro picco è previsto tra il 2025 e il 2030.

In Italia sono ancora circa 370mila le strutture che contengono Eternit: per lo più edifici privati ma anche industriali e pubblici, comprese 2.400 scuole, 1.000 biblioteche e 250 ospedali. Per non parlare della rete idrica: sarebbero 300mila i km di tubature in cui è presente l’asbesto. Si tratta, però, di stime: il censimento dei siti inquinati non è stato completato in tutte le regioni.

L’amianto è responsabile di una strage che avviene nell’indifferenza che, oggi più che mai, diventa complicità. ROMPIAMO IL SILENZIO. BASTA MORTI PER IL PROFITTO

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di lavoro e nel Territorio

Fonte

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