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    Stragi italiane, una motivazione in più per combattere il Decreto Semplificazioni

    (29 Maggio 2021)

    sgb simbolo

    Mentre la politica si accinge a varare i cosiddetti decreti semplificazione sui grandi cantieri, dando via libera al sistema degli appalti e dei subappalti, cancellando di fatto delle norme importanti nei rapporti di lavoro, giunge puntuale l'ennesima strage dovuta all'insicurezza delle infrastrutture del Paese.
    Una giornata di vacanza,dopo un lungo lokdown si è trasformata in tragedia con 14 uccisi e un bimbo che lotta ancora per vivere, per un assurdo guasto alla funivia Stresa – Mottarone in Piemonte. Ancora una volta il Paese paga altissimi conti in vite umane,dovuto alla dismissione del potenziale produttivo per il mantenimento in efficienza delle infrastrutture. Una mancata efficienza che provoca centinaia di morti ogni anno sui posti di lavoro.La lista delle stragi è lunga. L’incidente ferroviario tra Andria e Corato avvenuto il 12 luglio del 2016. Una collisione frontale fra due treni della società Ferrotramviaria ha causato la morte di 23 persone e il ferimento di 57 passeggeri. Si è trattato del più grave disastro ferroviario mai avvenuto in Puglia. La strage di Viareggio nel 2009, 32 morti e 25 feriti. L’incidente di Piotello,avvenuto la mattina del 25 gennaio 2018,causando 3 morti e 46 feriti. Per non parlare degli incidenti gravi e mortali sul lavoro nei cantieri di Rete Ferroviaria Italiana. Sono 13 gli uccisi sul lavoro nelle attività cantieristiche di questa società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Di fronte a stragi come quella di Stresa,si rimane nel più profondo silenzio e smarrimento. Silenzio e smarrimento che oggi,dopo avere appreso che gli inquirenti hanno contestato ai titolari e tecnici della Funivia, fatti di "straordinaria gravità" per la loro "deliberata volontà" di bloccare i freni di emergenza "per ragione di carattere economico e in assoluto spregio delle più basilari regole di sicurezza",si devono trasformare in mobilitazione,nella denuncia. SGB si mobiliterà,contro la disonesta logica del profitto che ha seminato morte,attivando ogni forma di contrasto al Decreto Semplificazioni del governo Draghi,che apre di fatto ai sub-appalti.

    Una giornata di vacanza,dopo un lungo lokdown si è trasformata in tragedia con 14 uccisi e un bimbo che lotta ancora per vivere, per un assurdo guasto alla funivia Stresa – Mottarone in Piemonte. Ancora una volta il Paese paga altissimi conti in vite umane,dovuto alla dismissione del potenziale produttivo per il mantenimento in efficienza delle infrastrutture. Una mancata efficienza che provoca centinaia di morti ogni anno sui posti di lavoro.La lista delle stragi è lunga. L’incidente ferroviario tra Andria e Corato avvenuto il 12 luglio del 2016. Una collisione frontale fra due treni della società Ferrotramviaria ha causato la morte di 23 persone e il ferimento di 57 passeggeri. Si è trattato del più grave disastro ferroviario mai avvenuto in Puglia. La strage di Viareggio nel 2009, 32 morti e 25 feriti. L’incidente di Piotello,avvenuto la mattina del 25 gennaio 2018,causando 3 morti e 46 feriti. Per non parlare degli incidenti gravi e mortali sul lavoro nei cantieri di Rete Ferroviaria Italiana. Sono 13 gli uccisi sul lavoro nelle attività cantieristiche di questa società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Di fronte a stragi come quella di Stresa,si rimane nel più profondo silenzio e smarrimento. Silenzio e smarrimento che oggi,dopo avere appreso che gli inquirenti hanno contestato ai titolari e tecnici della Funivia, fatti di "straordinaria gravità" per la loro "deliberata volontà" di bloccare i freni di emergenza "per ragione di carattere economico e in assoluto spregio delle più basilari regole di sicurezza",si devono trasformare in mobilitazione,nella denuncia. SGB si mobiliterà,contro la disonesta logica del profitto che ha seminato morte,attivando ogni forma di
    contrasto al Decreto Semplificazioni del governo Draghi,che apre di fatto ai sub-appalti.

    Aldo Mucci Direttivo nazionale SGB

    Fonte

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