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Un governo da spazzare via con la lotta di massa

(4 Novembre 2022)

Editoriale di Scintilla n. 128 – novembre 2022

scintilla

Dopo l’elezione di due parafascisti alla presidenza delle Camere, ecco il governo Meloni: una congerie di politicanti ultrareazionari e antioperai, neoliberisti e fondamentalisti cattolici, corrotti e mercanti di cannoni, padroni e servi dei padroni.

L’ “alto profilo” delle principali istituzioni borghesi è quello del basso romano impero, un riflesso del declino dell’imperialismo italiano.

Quello pesantemente condizionato da Washington, è il governo più reazionario dal 1945 ad oggi. Ma è un governo di minoranza nel paese, con forze politiche che lo sorreggono che hanno già mostrato segni di crisi interna.

Quale la funzione di questo comitato di commessi del grande capitale?

Non avendo spazi di manovra economica, il nazional-protezionismo delle destre agevolerà gli “spiriti selvaggi” del capitale per incrementare la spremitura del plusvalore in tutti settori, attaccare i salari, i CCNL, le pensioni, i diritti degli operai, delle donne, dei migranti, l’organizzazione di lotta dei lavoratori.

Si utilizzeranno tutti i mezzi statali per puntellare i monopoli (quelli energetici, bellici, delle comunicazioni, delle costruzioni, dei trasporti, le grandi banche e assicurazioni) e la loro posizione predominante nell’economia.

In politica estera, Meloni e soci trascineranno ancor più il nostro paese nella guerra al carro della Nato, aumentando la spesa militare a scapito di quella sociale. Le ambizioni imperialiste senza basi strutturali ridurranno il nostro paese a vassallo ancor più sottomesso alla superpotenza statunitense, nonché fattore di conflitti in Europa e nel Mediterraneo.

Un aspetto sostanziale della politica del governo Meloni sarà quello di rendere ancora più autoritari e accentrati poteri e metodi di governo. Svilupperà la repressione e avvelenerà le masse con lo sciovinismo. Lascerà due libertà: crepare di lavoro o di covid.

Non possono esservi dubbi, il governo Meloni farà la politica del capitale finanziario rapace e corrotto. Non romperà con l’Ue e gli altri “poteri forti”, ma attaccherà gli sfruttati.

Ciò avrà come conseguenza l’ulteriore concentrazione di ricchezza in poche mani, un maggiore impoverimento delle masse, l’instaurazione di un clima da caserma nei luoghi di lavoro e nella società.

Questo mentre la situazione economica tende alla stagflazione, in direzione della recessione, l’inflazione è al 12% e i salari sono picchiata.

La lotta di classe è destinata a intensificarsi nel prossimo periodo. Tutte le contraddizioni interne al sistema imperialista-capitalista, si stanno sviluppando a un livello più elevato e acuto. Mentre la guerra minaccia di estendersi, il conto di decenni di economia drogata, di bolle finanziarie, di debito fuori controllo non tarderà ad arrivare.

Gli sviluppi possono essere rapidi e occorre fin da subito sviluppare un’opposizione frontale e decisa al governo Meloni, nelle piazze, nelle fabbriche, nelle scuole...

La classe operaia e gli altri lavoratori salariati stanno dando importanti segni di risveglio. La pressione dalla base sale, gli scioperi per forti aumenti delle paghe, migliori condizioni di lavoro, contro i licenziamenti, proseguono, si rafforzano, si moltiplicano.

L’opposizione alla guerra imperialista in Ucraina comincia a manifestarsi in modo aperto.

La chiave della situazione è il ritorno massivo in campo della classe operaia come forza che si rifiuta di sacrificarsi per gli “interessi nazionali”, che insorge contro le conseguenze della criminale politica borghese, contro la dittatura del capitale, per la trasformazione radicale della società.

A tal fine è indispensabile la politica di fronte unico di lotta del proletariato, imperniato da organismi rappresentativi di massa, eletti nelle assemblee nei luoghi di lavoro e nei quartieri proletari, contrapposti ai partiti borghesi.

L’iniziativa, le decisioni di lotta devono venire dalla base operaia, dai delegati combattivi, dai loro comitati, non dalla burocrazia sindacale, dagli opportunisti e dai riformisti che con il collaborazionismo hanno aperto la via all’estrema destra.

I comunisti e gli operai avanzati e combattivi hanno un ruolo e una responsabilità importante per spingersi su questa strada.

Il compito che la situazione pone con urgenza è quello di unire l’attività pratica fra le masse con la lotta per l’unità ideologica, politica e organizzativa dei comunisti, che è allo stesso tempo lotta per avvicinare la ricostituzione del Partito comunista.

Piattaforma Comunista

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