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Sleiman Ramadan

Il "sindaco" del campo di prigionia di Al Khiam

(20 Ottobre 2002)

All'inizio di novembre in diverse città italiana si terrano assmeble e iniziative con la presenza di Sleiman Ramadan, priogioniero per 15 anni ad Al Khiam, nel libano del sud occupato dagli israeliani.
Quello che segue è un articolo su di lui scritto dal rappresentante in Italia del Partito Comunista Libanese.

Sleiman, figlio del partito comunista libanese.

Una personalità giovane, molto interessante, dura, intelligente, ti fa impressione con la sua resistenza e la difesa dei suoi principi, e della sua ideologia.

Nel campo rideva, scherzava, aiutava i suoi compagni a resistere, distribuiva i compiti...

Il più vecchio dei detenuti del campo di Al Khiam nel sud del Libano: 15 anni li dentro. I compagni lo chiamavano il sindaco o il nonno.

La sua gamba è stata amputata nell'ospedale "Rambam" di Tel Aviv.

Hanno provato con lui tutti i tipi di tortura, l'elettricà, la frusta, i calci... hanno spento le sigarette sul suo petto, lo hanno messo nel corridoio interno del campo 70 giorni, nudo, sanguinante. Poi, lo hanno messo in isolamento in una cella strettissima,

Ma lui non si è mosso di un centimetro.

Le guardie, i soldati, si sono stancati di torturalo, e volevano liberarsi di lui in tutti i modi, ma non erano loro a decidere questo.

Il suo profilo esterno come il suo interno, innocente come un bambino, non riconosce l'odio ne la vendetta personale. E non tratta con se stesso ne con nessuno.

Tutte le operazioni di scambio, lo hanno escluso, avevano paura di liberarlo, nonostante la campagna internazionale organizzata dal comitato di solidarietà con i detenuti libanesi, e da tante organizzazioni umanitarie nel mondo.

Se volesse oggi, Sleiman potrebbe chiedere di avere la proprietà del campo di Al Khiam: li ha dormito, è cresciuto, ha amato, ha sofferto, ha resistito e ha lottato.

Sleiman è l'uomo più ricco del mondo, ed è il propretario della fortuna più preziosa della storia, la sua fortuna è la libertà e la resistenza.

Se guardi per bene nei suoi occhi vedi la Palestina, Che Guevara, Hoshi Mneh e tutti i suoi compagni.

Un giorno, il capo dei torturatori nel khiam gli ha detto : "il communismo è finito", ma Sleiman gli ha risposto: "sono un comunista libanese e non sono ancora finito".

Dopo la sua liberazione il 25 maggio 2000, il giorno della liberazione del sud del Libano, una giornalista inglese lo ha visitato e gli ha chiesto: "che cosa ti ha rimasto fisso nella mente del campo di Al Khiam???

Gli ha risposto: "il saluto tra Rabin ed Arafat nella Casa Bianca."

La giornalista ovviamente non si aspettava questa risposta, e pensava che volesse raccontare qualcosa delle torture bestiali che ha subito durante la sua detenzione.

Sleiman e tornato al suo paese, ma lo ha trovato senza calore, senza spirito, senza vita, senza ideologie, e senza amore.

Il campo per lui, era più caloroso e più libero.

Ha pensato che lui è uscito da Al Khiam ma realmente è ancora li dentro.

Vive adesso in un campo più crudele e più brutto,

Vive in questo mondo detenuto, muto, insensibile e disumano.

Libertà per tutti i detenuti libanesi e palestinesi nei carceri fascisti israeliani.

Jean el cheikh
UDAP-BOLOGNA

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