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LAVORATORI FRAGILI E FIS, CHE FARE? TUTELARE E BASTA!
NO ALLA VIOLAZIONE DELLA PRIVACY!

(23 Giugno 2021)

comunicatousi

Care/i colleghe/i, condivido quanto inviato in data odierna (22/6/2021) al dr. Tagliacozzo, all'On. Sindaca ed all'Assessora alla Crescita Culturale. Ovviamente, l'indicazione di non fornire, in assenza di indicazioni normative precise in tal senso, propri dati relativamente il PERSONALE piano vaccinale, VALE PER TUTTI (lavoratori e lavoratrici) non solo per la categoria dei "fragili". Per ulteriori chiarimenti, resto a disposizione. Serenetta Monti (RSU/USI)
“Richiesta chiarimenti in merito Comunicazione al Personale n. 54 del 18/6 u.s. rivolta al personale con fragilità. Violazione privacy lavoratori e art. 2087 codice civile.
Gentile dr. Tagliacozzo, la presente si rende necessaria a seguito della Sua Comunicazione al Personale n. 54 del 18/6 u.s., Prot.0003428 /21, indirizzata al “PERSONALE IN CONDIZIONE DI FRAGILITA’”, avente per oggetto “possibilità di rientro a seguito di completamento del piano vaccinale”. In concomitanza di tale comunicazione, Lei inviava alle OO.SS.
ed alla RSU tutta, un'informativa in cui venivamo messi al corrente che “...in considerazione della vaccinazione massiva che sta avvenendo in questi giorni, e sempre al fine di verificare soluzioni alternative al FIS (Fondo di Integrazione Salariale), verrà inviata ai dipendenti in oggetto la Comunicazione allegata.”. FIS? Oggi? Giugno 2021? Era fuori luogo
parlarne nel 2020 come è stato ampiamente dimostrato anche dall’intervento dell’on. Fassina a riguardo (che ebbe le garanzie dell' assessore di riferimento dell'epoca, on Luca Bergamo) ora lo è più che mai, visto che l'Azienda ha, comunque, chiuso l'anno 2020 in attivo ed i musei sono aperti già da parecchio (per esempio).
In merito la presunta “possibilità di rientro a seguito del completamento del piano vaccinale”, per quanto spacciata per volontaria, va nella direzione dei già sopraggiunti interventi del Garante della Privacy che, nel provvedimento n.198 del 13 maggio 2021, scrive che “Tenuto conto dello squilibrio del rapporto tra datore di lavoratore e dipendente, il consenso del lavoratore non può costituire in questi casi un valido presupposto per trattare i dati sulla vaccinazione così come non è consentito far derivare alcuna conseguenza, né positiva né negativa, dall’adesione o meno alla campagna vaccinale.”. Al di là, quindi della violazione di quanto sancito dal Garante della Privacy, quanto da Lei affermato nella comunicazione alle OO.SS. in merito all'alternativa del FIS, si configura anche come una violazione dell’art. 2087 del CC in base a cui il DL “adotta le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori”. La paventata “minaccia” di ricorrere al FIS, purtroppo, non va in tale direzione, anzi dimostra, per l’ennesima volta, la volontà dell’Azienda di non seguire (e tutelare) al meglio quei lavoratori che, per patologie di diverso tipo, non possono tornare a lavorare in presenza (specie nell’assistenza di sala) o, addirittura!, non possono neanche ricorrere al piano vaccinale. In questi casi, in cui neanche il medico competente potrebbe decidere un eventuale rientro in presenza fino al cambiamento del panorama normativo, quindi, l’Azienda, vorrebbe applicare il FIS? E lo farebbe con tutti i lavoratori e lavoratrici fragili o, come fatto fino ad oggi, applicherebbe due pesi e due misure? Ricorderà, a riguardo, gli interventi che la sottoscritta ha già effettuato con nomi e cognomi di lavoratori che da marzo dell’anno scorso erano stati, GIUSTAMENTE, lasciati a casa con lo stipendio integro senza necessità di certificati medici e lavoratrici che sono dovute ricorrere ad un legale per vedere rispettati i diritti legati alla possibilità o meno di svolgere lavoro agile. Sono, pertanto, a chiedere un chiarimento da parte Sua in merito quanto asserito relativamente il ricorso al FIS, come “ALTERNATIVA”. Come RSU USI, ovviamente, darò indicazione a lavoratori e lavoratrici fragili di non fornire alcuna informazione in merito al piano vaccinale fino a che non diverrà obbligo nazionale o, allorquando, verrà dimostrato che gli stessi saranno tutelati al 100 % verso la Covid 19, in caso di contagio da Sars Cov2, grazie alla vaccinazione. Ad oggi tale percentuale di copertura non mi risulta neanche per i "sani".
Contestualmente chiedo all'Azienda di mettere in atto tutte le misure finalizzate a far svolgere lavoro agile anche a chi, inquadrato nell'assistenza di sala, possa, temporaneamente, cambiare mansione a tutela della propria salute. Sono sicura che anche l'On. Sindaca, che legge in cc, apprezzerà tutti gli sforzi aziendali.
Chiedo, invece, all’On. Sindaca di fornire chiarimenti in merito eventuali indicazioni che fossero partite proprio all’Amministrazione sull’applicazione del FIS su categorie di lavoratori e lavoratrici “fragili” per definizione! Perchè è necessaria chiarezza e trasparenza a 360 gradi, poichè Zètema è partecipata al 100% da Roma Capitale ed in questi giorni è già assurta agli onori della cronaca con la relazione della Corte dei Conti risalente al 10/5 u.s. Attendo fiduciosa riscontro urgente. Cordiali saluti. Serenetta Monti (RSU/USI)”.

Roma, 22 giugno 2021

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