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(24 Marzo 2013) Enzo Apicella

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    Sono i poveri a pagare il divertimento dei ricchi...
    Anche a Milano, nonostante il Covid-19

    Le roi s’amuse ... disse Victor Hugo, e mal gliene incolse!

    (8 Gennaio 2022)

    Victor Hugo

    Victor Hugo

    I poveri pagano il divertimenti dei ricchi, ovunque... Si sa. Ma senza fare il saccente, scomodando Victor Hugo (1832) e il «Rigoletto» di Giuseppe Verdi (1851) – e mal gliene incolse –, un significativo esempio me lo ritrovo assai vicino, anzi, troppo vicino. A Milano. Oggi. Davanti casa.

    Veniamo ai fatti.

    Circa dieci anni fa, il cinema teatro Puccini (corso Buenos Aires 33) fu ristrutturato. E venne «distrutta» una sala con un'ottima acustica, per creare tre sale. A parte questo scempio, il nuovo teatro Elfo-Puccini – con la direzione artistica di Elio De Capitani e la direzione amministrativa di Fiorenzo Grassi – adottò una sistema di condizionamento basato su una «pompa di calore», alimentata da un motore diesel che, periodicamente, è soggetta a disfunzioni, producendo rumore molesto ed emissioni dei gas di scarico, causando notevoli disagi e malessere a coloro che abitano nella retrostante via Tadino (in particolari ai numeri 30, 32, 34).

    Per capirci, il teatro Elfo-Puccini non indica alcun riferimento (numero telefonico?), per segnalare le periodiche disfunzioni, disattendendo bellamente le normative Inail sulla sicurezza. Sicuramente, i signori del teatro Elfo-Puccini hanno altri santi in paradiso.

    Considerando le discutibili pièce proposte dal direttore artistico Elio De Capitani, viene spontanea una domanda imbarazzante: da dove nasce il «successo» del teatro Elfo-Puccini?

    Dal quel che mi risulta, il nuovo teatro Elfo-Puccini è nato sponsorizzato dalle sinistrate giunte comunali di Milano, prima con Giuliano Pisapia e poi con Giuseppe Sala che, al pomeriggio, favoriscono la partecipazione gratuita degli studenti... Chi paga? Risposta: i contribuenti, ovvero i lavoratori dipendenti e i pensionati che, la sera, hanno altre gatte da pelare che scaldare le poltrone del teatrino.

    Per inciso, lo scorso capodanno, il biglietto costava cento euri ... A pochi metri, i senza tetto dormivano (e dormono) all'addiaccio, sulle soglie delle numerose botteghe dismesse, dell'ex opulento corso Buenos Aires.

    E tutto, alla facciaccia del Covid-19!



    PS

    Con la loro estemporanea iniziativa, i promotori dell’Elfo-Puccini vorrebbero furbescamente resuscitare un morto, il teatro. A proprio vantaggio. E di chi gli tiene il sacco. Ora, il moderno teatro di posa visse in Italia la sua ultima splendida stagione nella seconda metà del Novecento, con i De Filippo, Giorgio Strehler, Franca Rame e Dario Fo, Moni Ovadia. Ma fu il canto del cigno.

    Dino Erba

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