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Cardio Palma

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(25 Febbraio 2011) Enzo Apicella

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(Imperialismo e guerra)

Russia-Ucraina
Al capitalismo è neccessaria la guerra

Eserciti degli Stati e “Resistenza popolare” contro la classe operaia

(7 Marzo 2022)

international communist party

- La guerra è una inevitabile necessità economica del capitalismo. Forze incontenibili costringono tutti gli Stati a una politica di aggressione per poter sopravvivere alla loro crisi generale, causata dalla smisurata sovrapproduzione di merci, che nessuno vuole e di cui nessuno ha bisogno.

- La guerra non è quindi il prodotto della malvagità o follia di alcuni capi. Nemmeno quella in Ucraina è uno scontro tra sistemi democratici-liberali e totalitarismi, ma tra potenze imperialiste.

- La guerra è fra fronti imperiali, fra alleanze di Stati, non fra nazioni. Non è per garantire libertà ai popoli, ma per maggiore tirannia e sopraffazione. La Libertà è solo un pretesto per gettare la classe operaia nella fornace della guerra

- Il nazionalismo ucraino è la maschera dell’imperialismo occidentale, così come la difesa delle minoranze russe di Ucraina serve a giustificare quello russo.

- È una guerra per procura: i capitalisti di Russia intendono recuperare spazio per i loro affari e in vista del conflitto generale che si prepara, i capitalisti di occidente armano l’esercito ucraino e la “resistenza” perché combattano al fine della loro espansione a oriente.

- Esercito russo, esercito ucraino e “partigiani” stringono d’assedio i lavoratori di Ucraina, tenuti in ostaggio dalle due borghesie rivali ma in questo alleate. Il “partigianesimo” è il contrario, la negazione della lotta di classe.

- Intanto la polizia borghese in Russia arresta e reprime chi si oppone alla guerra.

- È una guerra reazionaria, contro la classe operaia, oggi di Ucraina e di Russia, sempre del mondo intero. Tanto all’immediato quanto in senso storico generale.

- La guerra è per la conservazione globale del capitalismo. È contro il comunismo che, spettro invisibile ma sempre presente, matura e preme dall’interno del capitalismo nella sua mostruosa fase agonica. Perché il comunismo, da tutti negato, è già pronto a nascere, una volta abbattuta la dittatura del capitale.

- La classe operaia non ha una patria da difendere. Ha da difendere e affermare solo se stessa, contro tutti gli Stati dei loro padroni, la cui prima funzione e mantenerla sottomessa.

- Per i lavoratori di Ucraina, come per quelli di Russia, nulla cambierà nell’essere sfruttati da capitalisti ucraini o russi o taglieggiati da governanti ucraini o russi.

- Ugualmente per i proletari russi, americani, europei nulla cambierebbe nella loro condizione di miseria che i loro padroni prevalgano o siano sopraffatti dal blocco imperialista rivale.

- Il pacifismo borghese, di fronte alla realtà della guerra, ubbidiente nasconde la bandiera arcobaleno per alzare quella del borghese Stato ucraino, e la parola Pace per inneggiare alla Guerra “per la Libertà”.

I comunisti oppongono alla guerra dei borghesi la fraternizzazione tra i soldati, giovani proletari, con la quale, e con la loro rivolta, metter fine alla guerra dal suo interno. E vi oppongono la sociale lotta generale di classe, in una rinata solidarietà internazionale operaia sul piano dei sindacati, degli scioperi, del suo partito comunista, il quale solo conosce e può indicare la via della definitiva liberazione dal capitalismo.

- L’antimilitarismo proletario può avere una sola parola d’ordine:

GUERRA ALLA GUERRA
LOTTA DI CLASSE
CONTRO PADRONI E STATI
IN PACE E IN GUERRA
FINO AL COMUNISMO

Partito Comunista Internazionale

2020