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Omsa

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(28 Luglio 2010) Enzo Apicella
Anche la Omsa di Faenza vuole delocalizzare in Serbia

Tutte le vignette di Enzo Apicella

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SITI WEB
(Capitale e lavoro)

Il ricatto della delocalizzazione

(44 notizie dal 19 Febbraio 2002 al 16 Settembre 2010 - pagina 1 di 3)

Il ricatto colonialistico delle delocalizzazioni

Giorgio Cremaschi, dirigente della FIOM, ha commentato così la decisione di Federmeccanica di attuare la disdetta del contratto dei metalmeccanici firmato nel 2008: "Anche se gli effetti formali di questa disdetta sono rinviati nel tempo, visto che il contratto resta comunque in vigore fino al 2012, quelli politici si dispiegano subito. Dimostrano che gli industriali italiani vogliono competere...

(16 Settembre 2010)

www.comidad.org

Movimenti di Capitale all'estero: chi dopo l'OMSA?

Bologna. Martedì 27 luglio 2010, viene data comunicazione che l'azienda di calze di Faenza, OMSA, chiuderà lo stabilimento faentino e aprirà in Serbia. La CGIL di Faenza è stata abbandonata da CISL e UIL nella lotta contro la chiusura. Ma a Bologna altra aziende rischiano la stessa sorte, e l'abbandono questa volta, riguarda anche la CGIL bolognese. I casi riguardano per...

(30 Luglio 2010)

www.comunistiuniti.it

La Omsa va in Serbia. Su Facebook la solidarietà alle lavoratrici

Giovedì 29 Luglio 2010 13:28 Di Caterina Salassa* - Giunge, purtroppo non inattesa, la ratifica degli accordi fra il Ministro dell’Economia serbo e il titolare della Golden Lady, con conseguente chiusura della fabbrica di Faenza, e lo spostamento della produzione delle calze Omsa, in Serbia... Decisione che priverà a breve, del loro posto di lavoro le 320 lavoratrici occupate...

(29 Luglio 2010)

www.dirittidistorti.it

Omsa, la produzione in Serbia. 350 dipendenti senza lavoro

Alessandro Fioroni, Agenzia Ami Sarà la crisi ma il processo di delocalizzazione dell'industria manufatturiera italiana continua inarrestabile, la Serbia poi è diventata una delle mete preferite per piccole e grandi aziende che cercano un basso costo del lavoro e forse anche regole un po' più permissive. Non fa eccezione un marchio famoso come la Omsa. Una fabbrica storica che...

(27 Luglio 2010)

www.radiocittaperta.it

I padroni italiani alla conquista della serbia

Chiuso a Faenza lo stabilimento Omsa. La proprietaria Golden Lady Company ne aprira' un altro in Serbia. La chiusura dello stabilimento ha portato al licenziamento di 350 dipendenti, molte donne. A dare notizia dell'accordo con il ministro dell'Economia serbo e' la Filctem-Cgil. Il gruppo, che detiene i marchi Omsa, Golden Lady, Sisi', Philipe Matignon, Filodoro, ha 7.000 dipendenti, 9 stabilimenti...

(27 Luglio 2010)

www.operaicontro.it

Bialetti, l’ultimo caffè. Il 28 tavolo al Ministero

Si parla tanto di rilanciare l’economia partendo dal made in Italy, una delle ricette per superare la crisi, e invece i grandi marchi non ci pensano su due volte a portare all’estero i simboli e le realtà più importanti delle grandi marche italiane... Questa volta tocca alla Bialetti, un pezzo d’Italia. L’azienda ha annunciato il 7 aprile scorso la chiusura della...

(23 Aprile 2010)

Alessandra Valentini (DirittiDistorti)

Omsa un accordo che vale...... un sacco di calze

Aggiornamento sulla lotta delle lavoratrici Omsa

Dal piazzale dell'Omsa a Faenza, in via Pana, sono passati tutti, prima e dopo le elezioni, politici e televisioni, sindacalisti e parlamentari, Pd, PdL, Santoro, Di Pietro, La7 e Ballarò... ma la Omsa chiude. Mesi di mobilitazioni, le operaie a presidiare i cancelli dello stabilimento giorno e notte per impedire che i macchinari venissero smontati e portati in Serbia, cortei e persino concerti,...

(9 Aprile 2010)

a cura delle compagne del Centro Sociale Askatasuna e del collettivo femminista Rossefuoco

OMSA: per non soccombere in silenzio

Amiche e amici, vi porto via un po' di tempo raccontandovi quello che sta succedendo in questi giorni a Faenza, più o meno nell'indifferenza generale. Lo stabilimento OMSA di Faenza (RA) sta per essere chiuso, non per mancanza di lavoro, ma per mettere in pratica una politica di delocalizzazione all'estero della produzione. Il proprietario dell'OMSA, il signor Nerino Grassi, ha infatti deciso...

(24 Febbraio 2010)

Valeria

OMSA: padron Nerino Grassi vuole tagliare le gambe a 320 operaie!

Tutta Faenza ha risposto all’appello delle 320 operaie della OMSA che rischiano il posto di lavoro perché il mantovano padron Nerino Grassi, proprietario del colosso Golden Lady, ha deciso di licenziare, chiudere, partendo proprio dall’Emilia e delocalizzare il Serbia. Là, dice, lo ritengono un benefattore, perché paga stipendi mensili di oltre 300 euro mentre la...

(17 Gennaio 2010)

Monica Perugini

Omsa Faenza (icona)

Omsa Faenza: 320 lavoratrici rischiano il posto.

Padron Grassi vuole delocalizzare dove il lavoro costa... niente!

Padron Grassi e la sua famiglia possiede la OMSA, il prestigioso marchio di calze noto in tutto il mondo: ha fabbriche un po’ ovunque in Italia, oltre che nella “sua” Castiglione delle Stiviere (MN) dove, da anni, oltre ad essere il punto di riferimento dell’imprenditoria locale e il precursore della trasformazione dei calzifici da laboratorio nel garage sotto casa a impresa,...

(11 Gennaio 2010)

Monica Perugini (proletari@)

Prosegue la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori SPX (Parma)

“L'azienda fa saltare l'incontro - L'ad Lenzi si dimette - Continuiamo a lottare” - Comunicato dell'assemblea dei lavoratori e della lavoratrici Spx dal presidio permanente (...) Comunicato dell'assemblea dei lavoratori e della lavoratrici Spx dal presidio permanente 21° giorno di presidio permanente Sala Baganza, 2 ottobre ,09 “L'azienda fa saltare l'incontro - L'ad Lenzi si...

(3 Ottobre 2009)

Caso Armani: Bocche cucite alla Fibres and Fabrics di Bangalore

Sintesi del rapporto del comitato di inchiesta sulle violazioni dei diritti dei lavoratori del reparto lavaggio alla Fibres & Fabrics International (FFI) di Bangalore Il rapporto è stato redatto nella versione definitiva il 24.8.2006 a cura di un comitato di inchiesta, formato da nove rappresentanti di organizzazioni della società civile indiana, che nell’aprile 2006 ha raccolto...

(5 Marzo 2007)

Newsletter ABITI PULITI n.2 http://www.abitipuliti.org/

Operaie cinesi “importate” in Romania per cucire Benetton e Prada

Dopo le navi officina e le aste al ribasso nel napoletano, questa è l’ultima delle notizie shock. La Wear company è un’azienda di confezione d’abbigliamento partecipata da capitali italiani con sede a Bacau, città a nord-est di Bucarest, che produce per conto di Benetton e Prada. A corto di manodopera specializzata, nel 2006 ha cominciato ad attingere personale...

(5 Marzo 2007)

Newsletter ABITI PULITI n.2 http://www.abitipuliti.org/

La delocalizzazione nel Nord-Est

Il sistema capitalistico internazionale è attraversato da una crisi di sovrapproduzione che non risparmia neppure il cosiddetto “Nordest produttivo”. Tutti i settori registrano cali significativi di fatturato ed ordini. La crisi accelera il processo di formazione dei monopoli. I gruppi capitalistici più grandi tendono a diventare sempre più grandi (attraverso un...

(28 Aprile 2006)

Claudio

Lavoro Delocalizzazioni, ora basta!

Cara “Liberazione”, ti scrivo in merito alle continue delocalizzazioni delle industrie italiane verso i paesi stranieri (tipo Cina, Romania, Repubblica Ceca, Polonia) dove la manodopera è a basso costo: i sindacati devono dire basta a queste cose. E’ ora di finirla, i lavoratori e le lavoratrici non ce la fanno più, oltre a percepire uno stipendio da fame, ad avere...

(22 Marzo 2006)

Francesco Bazzoni(Liberazione 22 Marzo 2006)

117 licenziamenti alla Olimpias di Cassano

Diamo la propria solidarietà ai 117 lavoratori della Olimpias di via Boscaccio, improvvisamente lasciati a casa dall'azienda proprietaria della fabbrica, la Benetton. Deve finire questo modo barbaro di portare fuori Italia la produzione di aziende italiane, in questo modo si perde la professionalità e la qualità del lavoro poiché la professionalità non si inventa...

(11 Novembre 2005)

Il Segretario Provinciale Fnl Giuseppe Criseo

FIAMM di Montecchio (VI): i lavoratori bloccano la statale 11

Dopo l'affollata assemblea pubblica che si è tenuta lunedì sera a Montecchio Maggiore ieri i lavoratori dello stabilimento di Lonigo hanno organizzato uno sciopero con corteo e manifestazione bloccando la statale 11 Vicenza-Verona ed il casello autostradale di Montebello per circa tre ore. L'iniziativa rende visibile la lotta che i lavoratori Fiamm S.p.A. stanno conducendo ormai da...

(9 Giugno 2005)

http://www.gazzettino.it/

Delocalizzazione alla Fiamm: un banco di prova per un fronte comune

per fermare le delocalizzazioni selvagge e difendere l’occupazione nel veneto

La crisi economica del modello imprenditoriale ed il fenomeno della delocalizzazione, orami rappresentano un nodo ineludibile per le politiche regionali nel Veneto. I dati annunciati dalle organizzazioni sindacali parlano chiaro, nei prossimi mesi si potrebbe arrivare ad una perdita occupazionale di oltre 50.000 lavoratori. Grandi e medie aziende pensano di superare tale congiuntura, delocalizzano...

(9 Giugno 2005)

Pietrangelo Pettenò PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA EUROPEA Gruppo consiliare alla Regione Veneto

Lo sciopero del 10 giugno alla FIAMM

Venerdì 10 giugno 2005, giorno dello sciopero nazionale dei metalmeccanici i lavoratori degli stabilimenti Fiamm di Montecchio Maggiore e Almisano (Vi) protesteranno contro la decisione dell'azienda di delocalizzare in Cina e nella Repubblica Ceca le produzioni delle fabbriche vicentine, con conseguente chiusura e perdita di circa 440 posti di lavoro.

(5 Giugno 2005)

http://www.liberazione.it/

Cechia: sciopero alla Skoda

Oltre 12 mila dipendenti della Skoda - dal 1991 del gruppo Volkswagen - hanno scioperato ieri per la prima volta nella storia dell'azienda automobilistica. Lo stabilimento di Mlada Boleslav, nel nord della Repubblica ceca, si è fermato per un'ora chiedendo un aumento degli stipendi. "Non siamo una colonia tedesca, non raccogliamo le briciole per terra, vogliamo un compenso giusto e lo chiederemo",...

(4 Aprile 2005)

Il Manifesto

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