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(20 Agosto 2013) Enzo Apciella

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Resistere alla precarieta’ abbattere il capitalismo

volantino per il Primo Maggio

(29 Aprile 2005)

Contro le leggi precarizzanti di centrodestra e centrosinistra: la legge 30, voluta dal centrodestra, ha introdotto nuove forme di lavoro precario (i contratti a progetto, il lavoro a chiamata ecc) che non fanno altro che aggravare il quadro delineato dal cosiddetto “Pacchetto Treu” del primo governo Prodi. È stato proprio il governo di centrosinistra a introdurre e legalizzare in Italia quelle forme di lavoro precario e sottopagato (come il lavoro interinale, i contratti di collaborazione, part-time e altre forme di lavoro a termine) che rappresentano l’attacco più grave alle condizioni dei lavori e delle lavoratrici dal dopoguerra ad oggi. Chiediamo l’abolizione immediata della legge 30 ma non per una flessibilità – quella esaltata dai vari Treu, Rutelli e D’Alema – che ne rappresenta una semplice variante.

Per l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari: i contratti con cui oggi viene assunta la grande maggioranza dei giovani sono presentati da Confindustria e dai ministri di entrambi i poli come “un’opportunità per inserirsi nel mondo del lavoro”. Di fatto, si tratta di un’opportunità solo per il padronato, che può sfruttate forza-lavoro a costo bassissimo e con la massima flessibilità di orari e prestazioni. I lavoratori a termine sono anche più ricattabili, il contratto può essere reciso in qualsiasi momento dal padrone: anche per questo, la percentuale dei lavoratori precari iscritti al sindacato è bassissima. È una situazione che richiede un salto nell’organizzazione dei lavoratori - che spesso si vedono ostacolati dalle stesse dirigenze sindacali – per chiedere l’assunzione a tempo indeterminato dei precari di tutte le categorie, la retribuzione di quelli non pagati (come stagisti e tirocinanti), l’abolizione di tutte le forme di flessibilità.

Per un salario minimo garantito: la precarizzazione del lavoro va di pari passo con la crescente disoccupazione di molti giovani, indipendentemente dai titoli di studio che sempre più si rivelano carta straccia ai fini dell’attività lavorativa. Contro questa situazione, rivendichiamo da subito un salario minimo garantito per tutti i precari e i disoccupati. Non basta chiedere un “reddito di cittadinanza” se lo si intende come un’elemosina da parte dello stato e dei capitalisti: tanto più in una fase in cui, come oggi, non si danno margini di riformismo è illusorio pensare che disoccupazione e precarietà possano essere sconfitte senza cambiare radicalmente i rapporti tra le classi.

Per una reale alternativa anticapitalista: cacciare da subito il governo Berlusconi è una necessità, ma non per tornare a un nuovo governo Prodi. Il programma già annunciato dall’Unione per il futuro governo di centrosinistra su queste questioni è chiarissimo: la precarizzazione del lavoro non sarà messa minimamente in discussione, anzi ripartiranno proprio dai pilastri della Legge Treu. È evidente che un nuovo governo Prodi sarà un governo di Confindustria, all’insegna della concertazione: le condizioni di vita delle nuove generazioni costrette a subire la precarietà del lavoro non cambieranno, se non in peggio. Per questo facciamo appello ai sindacati, ai tanti soggetti autorganizzati che lottano contro la precarietà, a tutte le forze della sinistra politica e sociale per costruire un polo autonomo di classe, alternativo al centrodestra e al centrosinistra, per una reale alternativa di sistema.

Associazione marxista rivoluzionaria
PROGETTO COMUNISTA
sinistra del PRC

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