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Raffaele De Grada 1916 2010

Raffaele De Grada 1916 2010

(4 Ottobre 2010) Enzo Apicella
E' morto all’età di 94 anni Raffaele De Grada, comandante partigiano, medaglia d’oro della Resistenza, critico d'arte.

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(Memoria e progetto)

Per difendere i lavoratori, per battere le destre, per ricostruire un sindacato di classe

Ordine del giorno presentato (non approvato) al congresso provinciale di rifondazione comunista di Padova

(23 Marzo 2002)

Il V° congresso provinciale del PRC saluta con soddisfazione l'oceanica partecipazione alla manifestazione nazionale di ieri in difesa dell'art.18, che segue ad un'intensa stagione di ripresa delle mobilitazioni operaie, con gli scioperi spontanei delle scorse settimane, la lotta dei metalmeccanici, lo sciopero nazionale dei sindacati di base del 15 febbraio e gli scioperi regionali di gennaio.
Quella di ieri è stata una mobilitazione ampia, di lavoratori, giovani e pensionati della Cgil, ma anche dei sindacati di base, di comitati ed associazioni, del movimento no global e della sinistra sociale e politica. Una mobilitazione per i diritti dei lavoratori e contro il governo Berlusconi, che ha isolato i tentativi di accordo e conciliazione con chi voleva spostare sensibilmente, a favore dei padroni, i rapporti di forza fra capitale e lavoro nel nostro paese.
L'importanza delle mobilitazioni in corso, la soddisfazione per la crescita di un movimento di massa dei lavoratori contro le politiche neoliberiste, non ci deve nascondere i problemi e l'ambiguità del percorso politico che il maggiore organizzatore di queste mobilitazioni, la Cgil, sta seguendo.

Cisl e Uil, firmando accordi separati in occasioni importanti (Zanussi, patto di Milano e contratto dei metalmeccanici), hanno tentato di costruire una relazione privilegiata con il centrodestra, in grado contemporaneamente di isolare la Cgil e di temperare le controriforme berlusconiane. Ma in questa fase la strada della mediazione dei conflitti è sempre più stretta, da una parte il consenso dei lavoratori alle mobilitazioni si è rivelato troppo ampio, dall'altro l'integrazione europea ha spinto i padroni allo scontro.
Davanti al tentativo di mettere in discussione l'esistenza del sindacato da parte di Confindustria e del governo Berlusconi, i sindacati confederali e il centrosinistra si sono ricompattati nello sciopero generale di aprile, sotto il segno della Cgil, di questa mobilitazione sulla quale si è voluto mantenere il totale controllo, come mostra la polemica con il Social Forum sull'accesso al palco romano.

Una Cgil che, come nel 94, tiene la barra sulla difesa del proprio ruolo e del proprio potere contrattuale, ma che tiene altrettanto dritta la propria barra politica sulla necessità di ricostruire le condizioni della concertazione nel nostro paese.
Gli scioperi di 8 anni fa servirono a battere le destre, disgregare il governo Berlusconi ed accordarsi con Dini per contro-riformare il sistema pensionistico. Oggi la Cgil punta a ricostruire un sistema di concertazione, una nuova stagione di politica dei redditi, che veda il decollo dei fondi pensione sindacali e la partenza di quelli sanitari. Un impianto di politica sindacale che conferma gli accordi del 23 luglio, come risulta evidente dalla recente firma di importanti contratti, come quello dei chimici, del commercio o del pubblico impiego. La stessa piattaforma della Fiom, pur prevedendo aumento superiori a quelli accettati da Cisl e Uil, pur prevedendo il recupero di una quota della produttività, non usciva dai parametri del 23 luglio. Come nel 1995, gli interessi di classe devono essere piegati alle esigenze di governo della transizione proprie del centrosinistra.

Di fronte a questa prospettiva, è necessario scendere a fianco dei lavoratori in queste giornate di lotta, favorire e appoggiare ogni tipo di mobilitazione contro le politiche padronali, ma anche aprire una battaglia politica contro la riproposizione di una piattaforma concertativa da parte dei sindacati confederali. Per questo il partito deve mantenere una propria autonomia di analisi, di proposta e di intervento nelle mobilitazioni dei lavoratori, non schiacciando le proprie posizioni e il proprio profilo sulla Cgil o sulla Fiom come è avvenuto nel recente passato.

Il v congresso provinciale del PRC impegna la commissione lavoro della federazione di Padova a favorire la costruzione di un'assemblea dei delegati Rsu che, indipendentemente dalla propria appartenenza sindacale confederale o non, ripropongano nelle prossime mobilitazioni la piattaforma elaborata dalle assemblee nazionale di Bologna e Milano, costruite da delagati dei sindacati di base e della sinistra della Cgil. Una piattaforma centrata sulla riconquista di meccanismi automatici di riallineamento di salari e pensioni, sull'estensione dello statuto dei lavoratori a tutte le aziende, sulla difesa dello stato sociale.
Una piattaforma con cui aprire nel movimento dei lavoratori un processo di rifondazione per un sindacato democratico, autonomo e di classe.

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