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La borsa o la vita

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(15 Giugno 2010) Enzo Apicella
Il ricatto della Fiat: "Sopravvivere da schiavi o morire di fame"

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Roma, 1 maggio internazionalista a Tor Pignattara

(30 Aprile 2019)

pace tra gli oppressi

E' senz'altro una buon segnale che, in un quartiere della prima periferia della Capitale, sia previsto un corteo per il 1 maggio. Soprattutto se si considera che la zona toccata dall'evento, Tor Pignattara, è fra le più multietniche della città eterna. Dunque, si tratta del luogo migliore per veicolare un preciso messaggio, efficacemente riassunto nello slogan "Pace tra gli oppressi Guerra agli oppressori" che campeggia nel manifesto realizzato per la scadenza. Negli ultimi tempi, Roma è stata al centro dell'attenzione mediatica per episodi come quello, orribile, verificatosi a Torre Maura. Qui una parte della popolazione (strumentalmente identificata dai media con l'intero quartiere) ha partecipato a una squallida mobilitazione, capeggiata da elementi fascisti e rivolta contro l'arrivo di famiglie Rom in un Centro di Accoglienza. Purtroppo, in questa fase, il minor radicamente delle forze della sinistra di classe e l'insufficiente diffusione di conflitti sociali, generano le condizioni per lo svilupparsi di guerre tra poveri, all'insegna di slogan fuorvianti come quel "Prima gli italiani" che è tanto caro all'attuale Ministro degli Interni, forse proprio perché nasconde la principale divisione esistente nella società: quella tra classi diverse. E' dunque giusto contrapporre a queste parole d'ordine funzionali al divide et impera padronale (e a zerbini dei potenti che fanno i duri con i deboli come Salvini) non solo lo slogan "Prima gli sfruttati", ma anche l'idea che, se si vuole ottenere qualcosa, occorre agire in modo conflittuale. Certo, anche i messaggi più avanzati e condivisibili rischiano di rimanere parole al vento, se non sono ancorati ad una concreta, riconoscibile pratica sociale. Però le realtà coinvolte nell'organizzazione della scadenza (Classe Contro Classe e Comitato di Lotta Quadraro) hanno scelto questa zona della città proprio perché vi si interviene da tanto tempo, non solo veicolando bei discorsi, ma anche producendo momenti di lotta sui bisogni proletari. La stessa articolazione della giornata conferma che si tratta di un evento non "calato dall'esterno", lontano dalle modalità di quei raggruppamenti avanguardistici che hanno pochi agganci nel territorio. In mattinata, vi sarà il corteo, con partenza, alle 10.30, da Largo Bartolomeo Perestrello: un momento di piazza che, sicuramente, sarà attraversato anche da quelle realtà organizzate del mondo dell'immigrazione con le quali gli organizzatori intrattengono rapporti da anni. Poi, a partire dalle 13.00 e fino alle 21.00, il tutto si sposterà in via degli Angeli 140, nella zona di confine tra Tor Pignattara e Quadraro, dove si trova l'Orto-Insorto. Cioè, uno di quegli orti urbani che rivendicano, nel cuore stesso della metropoli, un diverso, più equilibrato rapporto tra città e campagna. Un'esperienza in atto da anni che ha coinvolto, nei due quartieri interessati, persone di varia estrazione culturale. Le quali, peraltro, si sono accostate a una filosofia più esplicitamente autogestionaria rispetto a quella espressa in analoghe esperienze in atto in altre parti della città. Dunque, si tratta del posto ideale per proseguire, sia pure in una chiave conviviale, una giornata dalla connotazione fortemente battagliera. A suon di grigliate e di momenti di convivialità, gli/le abitanti del quartiere che si avvicineranno potranno sperimentare, per una larga parte della giornata, un clima diverso da quello fatto di odio verso chi è più povero che si diffonde, anche grazie alla spinta mediatica, in larghi settori proletari. E alcuni/e di loro mediteranno forse sul senso ultimo di questa giornata di lotta, che invita a indirizzare nella giusta direzione (quindi, verso l'alto) quella rabbia crescente che nasce dalla sempre più accentuata precarizzazione del lavoro e della vita stessa.

Il Pane e le rose - Collettivo redazionale di Roma

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