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Un piromane si aggira per l'Europa

Un piromane si aggira per l'Europa

(7 Maggio 2010) Enzo Apicella
L'agenzia di rating Moody's, la stessa che consigliava di investire in Lehman Brothers, soffia sul fuoco della crisi europea e invita a disinvestire in Grecia, Portogallo e Italia

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Italia, il 25/10 sciopero generale: padroni e governo facciano i conti con i lavoratori e le lavoratrici organizzati nella lotta

(31 Luglio 2019)

si cobas welcome

SI Cobas, CUB, SGB e USI CIT, hanno indetto lo sciopero generale per il 25 ottobre.

Non è l’osservanza di un rito autunnale, ma una necessità di lotta e di riscossa contro un’offensiva padronale e governativa che prosegue da decenni, con governi di ogni colore.

Approfittando dell’attenuazione delle lotte operaie negli ultimi 40 anni hanno colpito i salari con l’abolizione della scala mobile, aumentato la precarietà del lavoro con contratti su misura per i padroni, liberalizzato i licenziamenti (jobs act), aumentato il tempo di lavoro nella vita (Fornero), seminato razzismo per dividere i lavoratori tra italiani e stranieri, creando con le leggi sull’immigrazione una categoria di lavoratori ultraricattabili o costretti al lavoro nero; e ora coi decreti Salvini criminalizzano le lotte operaie e sociali in generale per impedire che i focolai di lotta (immigrati in testa) si estendano.

Solo nella lotta la classe lavoratrice può riconquistare la propria unità su obiettivi comuni di classe:

- Forti aumenti dei salari sganciati dalla produttività e salario medio garantito ai disoccupati (che il Reddito di Cittadinanza condanna alla povertà). Negli ultimi 25 anni non solo i salari sono diminuiti, ma quelli più bassi sono diminuiti di più, aumentando la schiera dei lavoratori poveri, complici i contratti-svendita.

- Drastica riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario: lavorare meno, lavorare tutti! Basta orari di lavoro estenuanti da una parte, e part-time forzato e disoccupazione dall’altra!

- No flat tax, meno tasse sui redditi bassi, più tasse su quelli alti; imposta patrimoniale sul 10% più ricco, che possiede oltre la metà di tutta la ricchezza. Tra il 2005 e il 2013 questi ricchi hanno aumentato la loro quota dal 42 al 54%, con il sudore dei più poveri: con una patrimoniale del 10% non restituirebbero neanche la metà dell’aumento. Altro che tagli a sanità, scuola, pensioni per finanziare
“flat tax” e condoni, premiando ulteriormente i ricchi!

- Cancellazione dei Decreti Salvini 1 e 2. Questi decreti aumentano pene e sanzioni contro chi sciopera o lotta, protesta per casa, ambiente, diritti sociali; e insieme alle misure di Minniti sono responsabili della morte in mare di centinaia di uomini donne e bambini quest’anno.

Con CUB, SGB, USI rivendichiamo inoltre: pensione a 60 anni o con 35 anni di contributi, abolizione del Jobs act e dei contratti precari; rappresentanza sindacale con elezioni libere, democratiche, libertà di sciopero; diritti universali: alla salute, all’abitare, alla scuola e alla mobilità pubblica ed alla sicurezza sul lavoro; investimenti pubblici per ambiente e territorio.

E ancora: regolarizzazione di tutti gli immigrati, parità di diritti con gli italiani, ius soli, no ai respingimenti, chiusura dei CPR. E, non ultimo per importanza: guerra alla guerra, ritiro delle truppe italiane all’estero e taglio alle spese militari.

Queste rivendicazioni di classe le porteremo avanti contro il governo Salvini-Di Maio o qualsiasi altro governo che dovesse uscire dal cappello di Mattarella o da nuove elezioni.

Sulla base di queste richieste di classe occorre far nascere un nuovo sindacalismo di lotta, che riunisca tutte le avanguardie e i lavoratori e lavoratrici qualunque tessera sindacale, in collegamento con i movimenti per la casa, per l’ambiente, la salute ecc. in un’ottica anticapitalista.

CGIL, CISL e UIL con le loro piattaforme centrate su investimenti e sgravi per le imprese sono su un altro terreno, quello della collaborazione con il capitale per avere in cambio il monopolio della rappresentanza e impedire gli scioperi altrui.

Il 25 ottobre non si tratta solo di manifestare la nostra protesta, ma di incidere con lo sciopero sulla produzione e la distribuzione delle merci e dei servizi, unico modo che hanno i lavoratori per “pesare”.

Nelle lotte spesso dure condotte dal SI Cobas i lavoratori hanno imparato che solo la lotta paga.

Il sindacalismo di lotta deve diventare una forza reale con cui padroni e governo sono costretti a fare i conti!

Organizziamo a settembre assemblee nelle città per preparare lo sciopero!

Il 29 settembre assemblea anticapitalista a Napoli.

sicobas.org

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