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(17 Dicembre 2011) Enzo Apicella

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4 operai uccisi nel crollo di Firenze, un genocidio che avanza in Palestina, la guerra imperialista all’orizzonte: il capitalismo è distruzione e morte

(17 Febbraio 2024)

Esselunga

Solo poche parole, perché le parole non bastano più.

4 operai morti e un disperso sotto le macerie del cantiere Esselunga a Firenze, l’ennesima strage di lavoratori. Conosciamo il nome di uno solo, italiano; gli altri sono “magrebini” senza nome, perché i padroni non sono razzisti, a loro interessa solo quanto possono risparmiare, non di che colore è la carne da macello che utilizzano. Ora ci sarà l’inchiesta, e poi un processo, e alla fine .... nessuno pagherà, come per Viareggio, per la Torre Piloti, per tutte le stragi di operai, lavoratori e cittadini che insanguinano l’Italia, che vanta il bel primato di più di 1.500 morti di profitto ogni anno.

La guerra che avanza: in Palestina più di 29.000 palestinesi trucidati, 1 milione di bambini, donne e uomini che fuggono dalle bombe di Israele a sud – zona sicura secondo il governo sionista – e poi vengono selvaggiamente bombardati e spinti a vagare... dove? Nel frattempo che muoiano pure di fame, di sete, di malattie.
Intanto Israele vende le concessioni per il gas (palestinese) di fronte a Gaza: uno degli acquirenti è l’ENI.
E dato che siamo un paese “democratico” che difende “i diritti umani”, i giovani che protestano pacificamente davanti alle sedi RAI chiedendo che la tv pubblica (pagata con i nostri soldi) parli del genocidio che sta avvenendo in Palestina, vengono selvaggiamente manganellati.

In Ucraina continua la guerra NATO-Russia, con gli ucraini a fare la carne da cannone; e se non ci sono soldi per il salario minimo, per la sanità pubblica ecc. ecc., milioni e milioni di euro vengono riversati sul governo golpista (nessuno dei nostri pennivendoli lo ricorda) e filo-nazista di Zelensky.
Da varie parti ci ricordano che “entro 5 anni dobbiamo prepararci alla guerra contro la Russia”: i mercanti d’armi esultano, il ministro Crosetto dice che abbiamo bisogno di 10.000 riservisti, non di medici, di infermieri, di maestri, di ospedali pubblici, di case, di salari che consentano di vivere con dignità....

Prime pagine dei giornali di oggi sulla morte di Navalniy, un razzista che sosteneva la pulizia etnica tramite la deportazione dei russi nati “fuori” dalla Russia, che definiva una militante del suo partito “culo negro” perché di nazionalità azera.
Neanche una parola, invece, su Julian Assange, la cui colpa è di aver fatto conoscere, con Wikileaks, i crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti e dall’Inghilterra in tutto il mondo, e che dal 2019 è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza ingles e sta per essere estradato negli Stati Uniti con l’accusa di spionaggio...solo per aver detto la verità, basata su documenti, segreti sì ma ufficiali, dell’esercito USA.

E per chi si è entusiasmato per la cosiddetta “rivolta dei trattori”: due giorni fa un bracciante senegalese è morto investito da un camion in una stradina buia nelle campagne di Ragusa mentre andava al lavoro. Quale lavoro? Una giornata di 12-13 ore per 2 euro al giorno, e poche ore di sonno in baracche fatiscenti, a raccogliere i pomodori insanguinati e avvelenati che arrivano sulle nostre tavole. Lui, e gli altri braccianti che ogni estate muoiono sotto il sole sfiniti da un lavoro da schiavi, non c’erano dietro ai trattori.
E avvelenato continuerà ad essere il nostro cibo perché l’Unione Europea, “scossa” da questa “rivolta”, ha deciso in tempi record che pesticidi e fitofarmaci potranno continuare ad essere utilizzati, e noi potremo continuare a morire di tumore perché le grandi multinazionali agro-alimentari possano continuare a fare profitti record.

E’ il capitalismo, baby... che sta distruggendo a grande velocità l’uomo e la natura.
C’è un’unica soluzione: unirsi, organizzarsi e lottare per rovesciare questo sistema barbaro che si fonda sul profitto di pochissimi, sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e della natura, sulla miseria, sulla fame, sulla morte. Socialismo o barbarie. Tutto il resto sono chiacchiere.

Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” Via Magenta 88, Sesto S.Giovanni

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