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Le feste che verranno (se verranno)

(25 Dicembre 2006)

il muro di natale

Il mio Natale è un giorno dedicato a tutti i lavoratori sfruttati, e spesso uccisi, della terra, a tutti i dannati di questa terra che attraversano il mare in tempesta con un gommone e degli aguzzini sopra, a tutti quelli che sono nelle carceri della Cia, a Guantanamo o in Europa, rinchiusi con le più false accuse che si siano mai viste e sentite.

Il mio Natale è un giorno di speranza per Abdullah Ocalan, il presidente del Kurdistan che cerca l'indipendenza dalla matrigna Turchia, rinchiuso nella prigione di Imrali e sepolto vivo, dimenticato dai mass media, dimenticato a volte anche da me.

Il mio 25 dicembre è una dedica a tutti coloro che sono saltati su una mina antiuomo o che hanno incontrato sulla loro strada i carri armati del governo israeliano, sia di Sharon che di Olmert o Peretz. Chi distingue più un laburista da un fascista nel governo di Israele?
Ai palestinesi che sopravvivono dietro al muro in Cisgiordania o nella grande prigione di Gaza, a loro e ai refusenik di Tel Aviv va il mio profondo segno di fratellanza e la promessa del mio costante piccolo impegno per la causa palestinese, per aiutarla in tutti i modi che mi sono possibili.

Ai popoli dell'Iraq e dell'Afghanistan auguro un 2007 che veda il ritiro di tutte le truppe occupanti dalle loro terre e la fine dell'egemonia economico-militare imposta da George W. Bush, un uomo che passerà alla storia come uno dei più grandi criminali e truffatori non solo nella storia degli Stati Uniti d'America, ma del mondo intero.
A Cuba, all'America Latina tutta lancio un grido di esultanza e uno di speranza: Chavez, Correas e gli altri presidenti degli Stati delle ex colonie portoghesi e spagnole sono la rigenerazione rivoluzionaria di una alternativa concreta all'economia spietatamente di mercato e liberista dell'America del Nord e del mondo "occidentale" così tanto invocato come culla di civiltà e progresso.

Il mio Natale è una speranza che dono a tutti come augurio: che molti altri, oltre a me, si accorgano che il mondo, questo mondo, va rivoluzionato.

Brunello Fogagnoli

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