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RESPINGIAMO LE VIOLENZE, GLI STUPRI E I FEMMINICIDI AI DANNI DELLE DONNE NELLA SOCIETA’, LE DISPARITA’ DI TRATTAMENTO E LE DIFFERENZE SALARIALI, GLI ABUSI E LE DISCRIMINAZIONI SUL LAVORO…

IL 2 DICEMBRE IN SCIOPERO

(24 Novembre 2022)

25 NOVEMBRE 2022: SIAMO ANCORA, irriducibilmente e tenacemente….contro!

comunicatousi

Cambiano i governi, la musica rimane la stessa, non basta avere “una donna premier”, per eliminare le disparità di trattamento e le discriminazioni sul lavoro e nel percorso di studi, le violenze, gli abusi fino agli stupri e ai femminicidi (3 al mese pure secondo le statiche ufficiali) nella società in Italia Un governo che vuole irreggimentare le donne secondo la concezione “Dio, patria, famiglia” e il legame “famiglia, difesa della proprietà privata, Stato, sicurezza delle cose e meno perle persone”, sempre più intrecciato. Spesso abbiamo rilevato che il nuovo aumento dopo i due anni di pandemia, degli infortuni e dei morti sul lavoro e …da lavoro salariato, effetto anche dell’aumento di ritmi e tempi di lavoro e di sfruttamento delle classi lavoratrici, tra cui in prima fila le donne, vada pari passo con l’imbarbarimento delle relazioni sociali e dell’aumento delle violenze sulle donne. E’ LA LOGICA DI CHI ESERCITA IL POTERE, che sia economico finanziario che nelle relazioni interpersonali, che produce questi effetti devastanti. A questo le donne hanno la responsabilità di doversi organizzare meglio, per la tutela di diritti e condizioni rispettose delle loro esistenze in tutti i campi di azione, sul lavoro, in famiglia, nello studio…MA E’ UN PROBLEMA QUESTO CHE DEVE CINVOLGERE ANCHE L’UNIVERSO MASCHILE, almeno quella parte che se si è schierata in campo lavorativo e sindacale con pratiche paritarie, autorganizzate, autogestite e indipendenti dal “pensiero unico2 e dall’omologazione culturale in peggio, deve fare i conti con la tendenza e con il fenomeno di atteggiamenti maschilisti e patriarcali, con tendenze omofobe inaccettabili, che fanno tornare indietro anche il nostro Paese di decenni, dopo le conquiste degli anni ‘70 del secolo scorso in materia di diritti del lavoro, sociali e di cittadinanza, di libertà civili.
Un governo in linea di continuità anche con quelli precedenti, che dà una legittimazione al sessismo, che inevitabilmente porta a più violenze sessuali, femminicidi, aggressioni omofobe, con soluzioni legislative repressive e securitarie, che producono effetti peggiori del male che si dichiara voler combattere (vedi “pacchetto sicurezza” ma anche gli ultimi decreti anti raduni…che corrisponde ad un controllo repressivo anche dei luoghi di socializzazione, di spazi aggregativi, non solo delle giovani generazioni), perchè sono repressive soprattutto della libertà, dei diritti, delle lotte, specie per le donne, che pagano il prezzo più alto di questa restaurazione sociale e di pensiero.
Un governo attuale, che con esponenti di rilievo dichiara: “Le donne non fanno abbastanza figli, è ora di farli, basta figli delle migranti che hanno “invaso” l’Italia, relegando le donne nei fatti al ruolo di procreatrici per la maternità, mentre poi si chiudono tutti e due gli occhi alle eterne, molestie sessuali nei luoghi di lavoro come nelle scuole o nelle università…
Anche le proposte di "riforma delle pensioni" non cambierà molto per le lavoratrici, continuando a non poter andare prima in pensione, a non veder riconosciuto il doppio lavoro, quello salariato fatto di tanto part time e di tempi determinati, anche ai livelli più alti nella ricerca scientifica e quello sotterraneo di assistenza, cura, doveri familiari e di genitrici. Tutto questo non fa che aumentare la dipendenza economica, che significa più subordinazione, oppressione, violenza in famiglia e anche la proposta di eliminazione progressiva del reddito di cittadinanza, specie nelle regioni del sud dell’Italia, pur con tutti i limiti e le manchevolezze di quel provvedimento, renderà ancora più difficile rompere la subordinazione di tante donne. Tante energie vive, intellettuali di ragazze, studentesse umiliate in un futuro mortificante, se rimangono sempre i soliti criteri, anche nella formazione e nell’istruzione, per l’accesso al lavoro e alla stessa carriera universitaria o nel mondo della ricerca e dell’istruzione.
SE NON SI LEGA LA BATTAGLIA PER CONDIZIONI SALARIALI E NORMATIVE SUL LAVORO PROFONDAMENTE DIVERSE DALL’ATTUALE STATO DI COSE PRESENTI, PER LA SICUREZZA E LA SALUTE SUI POSTI DI LAVORO E SUI TERRITORI, CON LA LOTTA PER CONTRASTARE LA CONTRADDIZIONE “DI GENERE” A TUTTI I LIVELLI, PROSEGUENDO LA SPINTA DEL PROTAGONISMO DELLE DONNE DEGLI ULTIMI ANNI, ASSIEME ALLA “LIBERAZIONE” DAI CRITERI MASCHILISTI COINVOLGENDO ANCHE L’UNIVERSO MASCHILE GIA’ SINDACALIZZATO e SENSIBILIZZATO, AVREMO SPRECATO L’ENNESIMA OCCASIONE. IL 2 DICEMBRE 2022, SCIOPERIAMO ANCHE PER QUESTO A LIVELLO NAZIONALE PERL'INTERA GIORNATA. L’EMANCIPAZIONE DI LAVORATRICI E LAVORATORI DOVRA’ ESSERE OPERA DI LORO STESSI.
Come hanno gridato le donne, madri e nonne argentine per decenni a Plaza de Mayo e davanti alla Casa Rosada, sede del presidenzialismo argentino, per verità e giustizia sui figli, figlie e nipoti desaparecidos “NI UN PASO ATRAS, nunca mas – Non un passo indietro, mai più” dovremo anche noi in Italia seguire lo stesso esempio.
Ne va della nostra dignità come persone, è un passaggio importante e fondamentale nella lunga marcia verso la piena liberazione e l’emancipazione delle donne, delle classi lavoratrici e dei settori popolari subalterni ed oppressi, in Italia come a livello internazionale, senza dimenticare le tante mobilitazioni delle ragazze e donne iraniane che hanno coinvolto ampi strati della popolazione al regime teocratico dominante, alle lotte delle donne in tutto il pianeta, una forza rivoluzionaria che dovrebbe contaminarci e coinvolgerci tutti.

UNIONE SINDACALE ITALIANA USI fondata nel 1912

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