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La lettera di risposta

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(28 Ottobre 2011) Enzo Apicella
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Strage di Viareggio: l’ennesima beffa alle vittime

(16 Gennaio 2024)

Strage di viareggio

Dopo quasi 15 anni e 7 processi, la Cassazione ha emesso il suo verdetto ieri sera: sì, sono colpevoli della morte atroce di 32 persone (tra cui 3 bambini piccoli), delle lesioni gravissime a 25 persone e della distruzione di un intero quartiere di Viareggio raso al suolo dall’esplosione e dalle fiamme, MA..... dovranno passare per un nuovo processo in cui “dovranno essere valutate le circostanze attenuanti”. Tradotta, questa frase significa che le pene a cui i responsabili sono stati precedentemente condannati andranno ridotte.
Nessuno andrà in carcere, come è ormai consuetudine nel nostro paese dove, a fronte di 1.500 morti di lavoro ogni anno, non un solo padrone ne ha varcato i cancelli.

Condividiamo la rabbia e il dolore dei familiari delle vittime di Viareggio, delle associazioni che li hanno sostenuti e affiancati in questi duri anni. Rabbia e dolore che conosciamo bene dopo aver portato negli anni sul banco degli imputati i padroni e i managers della Breda di Sesto S.Giovanni, della Pirelli e della Scala di Milano responsabili delle morti operaie per amianto che vi sono avvenute senza che nessun tribunale abbia avuto il coraggio di mandarli là dove era giusto che andassero.

Ribadiamo quanto abbiamo sempre affermato: nel nostro paese l’unica legge che vale è quella che difende il profitto senza se e senza ma; che lo Stato borghese e le sue istituzioni trovano sempre il modo, più o meno pilatesco, di difendere i loro servi, per proteggere e salvare questo sistema barbaro che si chiama capitalismo.

Resta il coraggio e la determinazione dei parenti delle vittime della strage di Viareggio, uniti e organizzati, senza cui non si sarebbe arrivati ad alcun processo.
Resta soprattutto la verità storica che, grazie alla loro lotta e nonostante le sentenze ogni volta più “diluite”, dimostra la colpa di chi ha messo avanti a tutto, e continua a farlo, i bilanci delle FFSS e all’ultimo posto la vita e la salute di cittadini e lavoratori, la carne da macello dei capitalisti pubblici e privati.

Resta la coscienza che spetta solo a noi – operai, lavoratori, familiari, cittadini - unirci, organizzarci e lottare contro questa piaga perché nessuno – e la strage di Viareggio lo dimostra una volta di più – ci darà giustizia: la legge NON è uguale per tutti e per i padroni c‘è l’impunità, ribadita comunque ancora una volta da questa sentenza.

Onore a chi non si arrende, onore a chi lotta non solo per sé ma soprattutto per gli altri.
Vi giunga, un’altra volta, il nostro abbraccio; siamo stati, siamo e saremo sempre al vostro fianco.

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Sesto S.Giovanni

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