il pane e le rose

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  • Spoleto, 26 gennaio: assemblea per il lavoro e i diritti dei lavoratori
    (22 Gennaio 2019)
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    Enrico Campofreda

    (1127 notizie - pagina 1 di 57)

    L’oscuro orizzonte della repressione di Sisi

    Cos’hanno in comune Gika, Shady, Stokoza, Taher? La più brutta delle cose: la galera. E che galera, le carceri speciali che gli procura il presidente Sisi e quella repressione con cui opprime la grande nazione araba. Il suo pensiero fisso è rivolto alla gioventù d’Egitto. Fa di tutto per intimorirla, perseguitarla, angosciarla, rovinarle presente e futuro. Lo fa...

    (21 Gennaio 2019)

    Enrico Campofreda


    in: «Paese arabo»

    Sparire al Cairo, una mattina

    Dopo esser stata reclusa in luoghi segreti che non sono prigioni, dov’era stata condotta da agenti della National Security Agency con un prelevamento forzato, l’avvocato dei diritti l’egiziana Hoda Abdel Moneim è comparsa ieri davanti a un giudice. L’udienza non ha avuto conseguenze, ha semplicemente rimandato l’accusata a una nuova comparizione. Ma accusata di...

    (17 Gennaio 2019)

    Enrico Campofreda


    in: «Paese arabo»

    Supercoppa italiana di calcio: l'olezzo dei soldi

    La vicenda della Supercoppa italiana di calcio da giocarsi nuovamente all’estero - e che estero: quell’Arabia Saudita da anni al centro di polemiche per quanto fondamentalismo wahhabita finanzi, per quanta repressione interna e nella regione mediorientale produca - ripropone il meschino orizzonte del tornaconto di certe istituzioni sportive. In questo caso la Lega Calcio di serie A, nata...

    (15 Gennaio 2019)

    Enrico Campofreda


    in: «Paese arabo»

    Futuro afghano: si discute in Qatar

    Il tavolo si tiene a Doha ed è frequentatissimo. Il mese scorso ha visto la presenza di sauditi, pakistani ed emiratini, non degli iraniani il cui interesse per le vicende afghane è sempre elevato, ma non partecipano per il veto americano. Ora i colloqui sulla persistente occupazione militare che determina l’insorgenza telebana, vivranno due giornate di confronto; però solo...

    (9 Gennaio 2019)

    Enrico Campofreda


    in: «Afghanistan occupato»

    Egitto, storie d’infamia ordinaria

    E’ qui che cercano di sopravvivere i sepolti vivi nell’Egitto di al-Sisi. Tora, una decina di chilometri dal Cairo, sezione al-Aqrab (lo scorpione), dove c’è di tutto, dai detenuti comuni, ai criminali incalliti e, dopo il golpe bianco del luglio 2013, tanti politici d’ogni levatura. Qui c’è il Gotha della Fratellanza Musulmana, dal presidente deposto Mohamed...

    (6 Gennaio 2019)

    Enrico Campofreda


    in: «Paese arabo»

    Cairo, Egitto: le stragi e l’oppressione della migliore gioventù

    C’è un via vai da sabato scorso in alcuni obitori del Cairo. Un via vai di uomini e donne che scrutano cadaveri. Quattordici freddati nell’area denominata 6 Ottobre, che sorge a ovest della zona delle famose Piramidi dove s’è verificato l’attentato contro i turisti vietnamiti, sedici in un altro condominio sempre di Giza. Più la decina fatta fuori dalle...

    (2 Gennaio 2019)

    Enrico Campofreda


    in: «Paese arabo»

    Egitto, lo sguardo oltre la gabbia

    Gli occhi che si cercano, le mani mosse in lontananza non sono un gioco. Comunicano spesso disperazione, tristezza e angoscia per essere lì, segregati, ingiustamente accusati, dopo mesi di detenzione e in tanti casi di tortura. E’ un video, girato in un’aula egiziana di tribunale e pubblicato sul sito della Bbc in lingua araba, documenti che probabilmente non vedremo più...

    (19 Dicembre 2018)

    Enrico Campofreda


    in: «Paese arabo»

    Storie dell’Egitto taciuto: Ahmer Sahi

    La vicenda di Ahmer è una delle tante storie ignote della gente d’Egitto vessata dal regime di Al Sisi. Storie sconosciute perché è impossibile cercarle in una nazione che il regime costringe a vivere in stato d’assedio, con l’informazione interna tacitata e quella esterna impossibilitata a lavorare, come dimostra, tanto per citarne uno, il caso di Mahamoud Hussein,...

    (13 Dicembre 2018)

    Enrico Campofreda


    in: «Paese arabo»

    Al Sisi, tutto famiglia, potere e terrore

    Il passo con cui, in perfetta solitudine, il procuratore di Roma Pignatone e il vice Colaiocco indicano cinque ufficiali della Sicurezza nazionale e dell’Investigazione giudiziaria egiziana e li iscrivono sul registro degli indagati, rappresenta un momento importante nel percorso di giustizia per l’omicidio di Giulio Regeni. Percorso in salita, perché gli inquirenti dovrebbero ricevere...

    (6 Dicembre 2018)

    Enrico Campofreda


    in: «Paese arabo»

    Leyla, affamare il corpo per nutrire gli ideali

    E’ uno sciopero della fame che lei stessa ha definito irreversibile e definitivo sin dal momento dell’annuncio, circa un mese fa. La deputata kurda Leyla Güven, rieletta nella provincia di Hakkari lo scorso 24 giugno, nonostante si trovasse già in galera dove l’aveva condotta a fine gennaio 2018 un’operazione repressiva indiscriminata del regime erdoganiano, è...

    (5 Dicembre 2018)

    Enrico Campofreda


    in: «La lotta del Popolo Kurdo»

    Egitto: la protervia del regime impunito

    Definire regime, e regime losco, l’attuale cricca di militari, poliziotti, giudici, mukhabarat e baltagheyah (per chi non lo sapesse gli ultimi due nomi stanno per agenti dell’Intelligence e picchiatori di strada prezzolati) che governa l’Egitto è l’evidente conseguenza dell’intrigo che manifesta l’apparato statale d’una nazione pur gloriosa. In realtà...

    (3 Dicembre 2018)

    Enrico Campofreda


    in: «Paese arabo»

    Muhammed, faccia di spia

    L’accusano d’essere una spia, venuto coi suoi 19 anni a raccogliere informazioni dopo essere partito dalla Libia. Muhammed Fathi Abulkasem, di cui la famiglia denuncia la scomparsa dopo l’atterraggio all’aeroporto di Alessandria d’Egitto, è un giovane studente residente coi parenti a Manchester. L’allarme è stato lanciato dal cugino di Muhammed, informato...

    (2 Dicembre 2018)

    Enrico Campofreda


    in: «Paese arabo»

    Omicidio Regeni, la lezione della Procura di Roma

    Di fronte al collaborazionismo della Farnesina nella gestione Alfano (e governo Gentiloni), al silenzio omertoso di palazzo Chigi abitato da Renzi, Gentiloni e ora da Conte sui mille e passa giorni di bugie e depistaggi che pesano come macigni sull’omicidio di Giulio Regeni l’unica a muoversi è la Procura di Roma di Pignatone e Colaiocco. I due magistrati hanno iscritto nel registro...

    (29 Novembre 2018)

    Enrico Campofreda


    in: «Paese arabo»

    I sussurri di bin Salman, le grida di qualche piazza

    Sussurra bin Salman, ai dignitari che finora l’hanno ospitato nel Bahrein, ad Abu Dhabi e Il Cairo. Gli Stati della reazione con cui il principe in odore di omicidi stringe sempre più buone relazioni non tanto commerciali, ma geopolitiche. Quelle che l’amministrazione della Casa Bianca ha ratificato nel Medio Oriente che si contrappone alla mezzaluna sciita. Con lo sceicco Khalifa...

    (27 Novembre 2018)

    Enrico Campofreda


    in: «Paese arabo»

    Demirtas, galera a vita

    Sordo a ogni appello di libertà il presidente turco Erdogan ha respinto l’appello della Corte europea dei diritti umani gli aveva rivolto in merito al caso Demirtas. Il co-presidente del Partito democratico dei popoli (Hdp) venne arrestato due anni or sono a seguito dell’estensione a ogni opposizione politica della legge marziale adottata dopo il tentato colpo di stato del 15 luglio...

    (20 Novembre 2018)

    Enrico Campofreda


    in: «I cento volti della Turchia»

    Sisi, le macchie d’un sistema che bisogna raccontare

    Il presidente golpista egiziano al Sisi era due giorni fa a Palermo al vertice sulla Libia organizzato dal governo italiano. Sosteneva la posizione d’un militarista come lui, il generale Haftar, boss delle milizie cui s’affida la Francia per riportare ‘ordine’ nel Paese del dopo Gheddafi che nel 2011 ha contribuito a scompaginare. Un’assise che aveva ben altro a cui...

    (15 Novembre 2018)

    Enrico Campofreda


    in: «Paese arabo»

    Talebani di lotta e di governo: nuovi orizzonti

    Aver mantenuto per due anni segreta la scomparsa del mullah Omar, deceduto per tubercolosi a Karachi nel 2013, aveva un senso per i taliban. Provava a quietare gli animi. Alle differenze fra la componente afghana e quella pakistana dei turbanti si sommavano ulteriori spaccature e diversificazioni che sarebbero venute a galla nella successione e nei tentativi di raccordo fra i vari gruppi. Dopo l’annuncio...

    (14 Novembre 2018)

    Enrico Campofreda


    in: «Afghanistan occupato»

    Taliban e governo assediano gli afghani

    Sfidano le bombe che comunque scoppiano contro di loro, e stamane a Kabul hanno fatto sei vittime. Alcune centinaia di abitanti della zona ovest della capitale hanno marciato nel buio della notte per raggiungere l’area del Palazzo presidenziale e riversare il disprezzo sull’ambiguità di Ghani e del governo verso i talebani. I vari tavoli dei “colloqui di pace”, aperti...

    (12 Novembre 2018)

    Enrico Campofreda


    in: «Afghanistan occupato»

    Dettagli turchi sulla liquefazione di Khashoggi

    HF, che in chimica sta per acido fluoridrico, è stato rilevato nel villino di Istanbul in cui risiedeva il console saudita Mohammad al-Otaibi, dal 17 ottobre rientrato a Riyadh. E’ una delle ultime scoperte che la polizia turca ha rivelato alla stampa sulle indagini in corso per la sparizione, l’omicidio tramite smembramento e la disintegrazione del corpo del giornalista Jamal Khashoggi....

    (9 Novembre 2018)

    Enrico Campofreda

    Elezioni afghane, i voti non tornano

    Pur limitate dall’astensionismo, voluto o forzato, le elezioni afghane hanno dribblato gli attentati sanguinari di taliban e jihadisti più di quanto riescano a superare l’ostacolo dello spoglio elettorale. Questo è stato sempre oggetto di schermaglie fra candidati che, con stratagemmi e presenza di soggetti compiacenti nella commissione elettorale, provavano a manipolare...

    (7 Novembre 2018)

    Enrico Campofreda


    in: «Afghanistan occupato»

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